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L’igiene orale sui banchi di scuola

L’igiene orale sui banchi di scuola

Le carie dentali sono ancora oggi uno dei maggiori problemi sanitari nei paesi industrializzati, interessando dal 60 al 90% dei bambini in età scolare e la maggior parte degli adulti.

Secondo i dati del Ministero della Salute negli ultimi anni, c’è stato un aumento del 15% di bambini affetti da carie, che continua dunque ad essere la malattia più diffusa al mondo.

Diversi gli elementi che hanno determinato questo trend di crescita: un’alimentazione errata ricca di zucchero (biscotti e merendine, bibite gassate e dolci, caramelle, energy drink), poco consumo di frutta e verdura e molto spesso una scarsa prevenzione, dovuta ad una pulizia non corretta.

È dunque importante sensibilizzare i bambini al tema “denti”, sin dalla più tenera età ed educarli da subito ad una corretta igiene orale. Negli ultimi anni purtroppo, l’introduzione in molti istituti scolastici del divieto di portare a scuola lo spazzolino, per evitare casi di contaminazione per il possibile scambio incrociato di spazzolini, ha reso ancora più difficile la missione educativa-formativa degli Insegnanti e degli Igienisti Dentali.

In molte scuole è necessario addirittura portare un certificato medico per far lavare i denti al bambino.

Cariex® dunque si presenta come il “Compagno di Banco” ideale. Un pratico spray, completamente naturale, che rialza il pH subito dopo mangiato, impedendo completamente la formazione di carie, anche per tutti i portatori di apparecchi ortodontici. Niente più rischi dunque per tutti i piccoli scolari.

Cariex®…dalla Farmacia alla Cartella!

Come mantenere una buona igiene orale e una bocca sana anche in ufficio

Come mantenere una buona igiene orale e una bocca sana anche in ufficio

Le vacanze sono finite e si ritorna alla vita frenetica della città e della vita lavorativa. I minuti sono sempre contati e spesso vanno a discapito di una buona igiene orale.

Un panino mangiato velocemente davanti al computer o un pranzo di lavoro fanno spesso dimenticare la cura dei nostri denti. Per non parlare dei bambini, che non possono più portare a scuola lo spazzolino, per problematiche di Cross Infection, rimanendo quindi scoperti per molte ore.

Ecco dunque insorgere numerosi problemi:

  • CARIE: tutte le volte che si mangia il pH si abbassa e si verifica una demineralizzazione dei tessuti, esponendo i denti a possibili attacchi dei batteri e quindi a sviluppo della carie;
  • EROSIONE DENTALE: bevande acide e il costante abbassamento del pH favoriscono anche l’erosione acida, che consuma lo strato superficiale del dente e oltre a far emergere la dentina, e quindi il colore giallognolo del dente, provocando anche problemi di sensibilità dentale;
  • ALITOSI: questa problematica, oltre ad essere fastidiosa per la persona che ne soffre, mette in pericolo le relazioni con gli altri, rischiando alla lunga di influenzare anche i rapporti sul luogo di lavoro;
  • STOMATITI di varia natura, causate dalla proliferazione dei batteri in ambiente acido e poco salubre, dovuto alla scarsa igiene orale.

Pur avendo poco tempo, si raccomanda sempre di cercare di effettuare una corretta igiene orale con spazzolino e dentifricio, ma laddove si sia impossibilitati lo spray dentale Cariex® viene in aiuto.

Qualche spruzzo di Cariex®, contribuisce infatti a rialzare immediatamente il pH orale, impedendo la proliferazione batterica, causa di stomatiti e alitosi ed evitando la demineralizzazione dei tessuti e di conseguenza Carie ed Erosione.

Una delle più importanti evoluzioni nel campo dell’igiene dentale

Una delle più importanti evoluzioni nel campo dell’igiene dentale

Sebbene in questi ultimi decenni c’è stato un concreto sostegno alla diffusione della prevenzione dentale, e nonostante l’importante ruolo svolto dall’igienista dentale anche nel diffondere i corretti stili comportamentali, la carie rimane la patologia più diffusa al mondo, si manifesta sin dall’infanzia e in Italia colpisce oltre il 50% dei bambini, e quasi il 100% della popolazione adulta.

Mentre l’odontoiatria moderna ha fatto passi da gigante nel trattamento della patologia cariosa con tecniche sempre meno invasive, non altrettanto è avvenuto nell’attenzione alla cura della malattia e l’importanza nell’identificare i cofattori e i comportamenti chiamati in causa nella patologia cariosa.

La prima causa scatenante della patologia cariosa, è senza dubbio è il pH acido. L’ambiente acido è la prima arma da neutralizzare. E’ importante ricordare che gli stessi processi metabolici del corpo umano, portano a continue variazioni del pH, per questa ragione al fine di prevenire numerose patologie esiste nel sangue il Sistema Tampone, in grado di mantenere in equilibrio il pH.

Nel cavo orale è la saliva che svolge questo compito, grazie al bicarbonato in essa contenuto la cui proprietà è quella di inibire gli acidi. Ogniqualvolta assumiamo cibi o bevande il sistema tampone salivare si attiva e, in un individuo sano, sono necessari circa 30 minuti per riportare in equilibrio il pH (curva di Stephan).

E’ noto infatti, che l’azione tampone salivare giochi un ruolo fondamentale nella remineralizzazione dello smalto e che vi sia una correlazione inversamente proporzionale tra capacità tampone salivare e carie.

Inoltre, i moderni stili di vita sempre più frenetici e fuori da casa, l’alternarsi di continui spuntini, la diffusione di bibite gassate, stanno contribuendo all’aumento costante di una nuova patologia: erosione dentale o erosione acida. L’erosione è il processo di perdita permanente e progressiva, per dissoluzione chimica, dei tessuti duri del dente, che si origina come conseguenza dell’azione di sostanze acide di origine endogena (reflusso gastroesofageo) e/o esogena.

Grazie alla collaborazione con l’Università Insubria di Varese è stato messo a punto Cariex®, uno spray dentale riconosciuto come una delle più importanti evoluzioni nel campo dell’igiene orale, in grado di sostenere il sistema tampone salivare, in maniera naturale, grazie alla proprietà di lento rilascio di bicarbonato e xilitolo.

Si tratta del primo presidio terapeutico a disposizione, in grado di riequilibrare il pH e mantenere il cavo orale neutro, evitando così la proliferazione di batteri acidofili, prevenendo la demineralizzazione dei denti, e svolgendo una efficace azione preventiva della patologia cariosa e dell’erosione dentale.

Mauro Turchetti

© 2014 by the YES Group, Inc – The Journal of Clinical Dentistry® – The International Journal of Oral Care Product Research: “Salivary pH After a Glucose Rinse: Effect of a New Mucoadhesive Spray (Cariex®) Based on Sodium Bicarbonate and Xylitol” – GM Abbate, DDS L Levrini, MS School of Dentistry and Oral Hygiene, University of Insubria Varese, Italy MP Caria, DDS, PhD Department of Public Health Sciences, Karolinska Institutet Stockholm, Sweden.

L’Afta non va in vacanza!

L’Afta non va in vacanza!

Le vacanze si avvicinano, siamo sempre più stanchi e il caldo non ci da tregua: ecco comparire le Afte!

Le Afte (Afta Boccale o Ulcera Aftosa  o Stomatite Aftosa) sono micro lacerazioni temporanee delle mucose orali, ma spesso si presentano in forma molto dolorosa. Appaiono come un’ulcera dal colore bianco/giallo nel centro e rosso acceso nei bordi.

Le dimensioni possono variare, dai 3 ai 5 millimetri di diametro e sono solite presentarsi nella parte interna delle guance, sotto la lingua o dietro le labbra.

Afta: le cause

Non vi è un’unica causa per la comparsa delle Afte, ma spesso sono dovute a una concatenazione di fattori come ad esempio:

  • Periodi di stress o nervoso
  • Caldo eccessivo
  • Insufficienza di ferro, di Vitamina B12 o di acido folico o di altri elementi
  • Allergie alimentari o particolari alimenti (cioccolato etc)
  • Celiachia
  • Disturbi ormonali o ciclo mestruale
  • Lesioni involontarie della mucosa (masticazione accidentale della mucosa, pulizia dentale troppo aggressiva)

Il caldo dunque e i raggi UV ne provocano la comparsa: i soggetti predisposti sapranno infatti, come con la comparsa del caldo inizino a manifestarsi più frequentemente anche le Afte, specie nelle giornate di vacanza in cui l’esposizione solare è notevole e l’alimentazione non delle più regolari.

Un rimedio naturale per alleviare il dolore da Afta

Normalmente le afte seguono un decorso naturale di qualche giorno e svaniscono da sole. Evitare alcolici, alimenti piccati, fritti, acidi o troppo caldi per favorirne la guarigione.

Un ottimo rimedio naturale, che non fa bene solo alle Afte, ma a tutto il cavo orale è il Bicarbonato di Sodio. L’Afta è una lacerazione ulcerosa di natura acida; il Bicarbonaro è un sale alcalino e che quindi combatte l’acidità, riducendo il dolore e l’acidità della ferita.

Cariex®, spray dentale mucoadesivo, a base di Bicarbonato, elimina la spiacevole sensazione di fastidio e, riequilibrando il pH del cavo orale contribuisce a prevenire Afte e Stomatiti. Inoltre, grazie all’Acido Ialuronico, eccellente lubrificante e umettante, ideale contro le infiammazioni, si lenisce il dolore e si velocizza la guarigione delle lesioni ulcerose.

Igiene orale in vacanza?

Igiene orale in vacanza?

Le vacanze si avvicinano e con loro si sa, anche la nostra abituale routine di igiene orale tende a prendersi qualche piccola pausa.

Purtroppo però Il clima caldo e la prolungata esposizione ai raggi solari possono contribuire alla comparsa di fastidiose infiammazioni, spesso causa di mal di denti improvvisi e di gengive doloranti: è quindi necessario non abbassare la guardia, nemmeno lontani da casa.

Con l’aumento del consumo di bevande fredde e/o particolarmente zuccherine, cresce esponenzialmente anche il rischio di Carie, Erosione dentale e Sensibilità.

Anche i continui spuntini o drink fuori pasto, non aiutano i nostri denti, causando continui abbattimenti del pH, che espongono i denti a fasi prolungate di demineralizzazione e quindi più vulnerabili all’attacco dei degli acidi, fonte di erosione.

Nei lunghi viaggi in aereo poi, dove l’acqua non è potabile, è impensabile anche solo l’idea di lavarsi i denti.

In tutti questi casi, Cariex®, sarà il compagno di viaggio più fidato. Qualche spruzzo dopo mangiato e il pH si innalza immediatamente, prevendo Carie, Erosione e Sensibilità Dentinale, donandovi una piacevole sensazione di freschezza.

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Nuotatori ed erosione dentale: come proteggere i denti

Nuotatori ed erosione dentale: come proteggere i denti

Ci viene sempre detto che i denti permanenti devono durare tutta la vita e quindi è giusto che vengano trattati il meglio possibile. Tutto ciò viene reso possibile quando si adotta uno stile di vita sano ed equilibrato. Tuttavia ci sono delle situazioni in cui questo equilibrio delicato viene meno.

In questa breve revisione della letteratura ci occupiamo dell’erosione dentale, ovvero la progressiva perdita della superficie dentale per via di una fonte acida di natura non batterica, nei nuotatori.

Erosione dentale: le cause scatenanti

La causa scatenante risiede nell’eccessiva acidità dell’ambiente in cui ci si trova: affinché l’erosione progredisca, il livello di pH della soluzione deve essere inferiore a 5,5 per lo smalto e 6,0 per la dentina.

Questa situazione si presenta quando la fonte di acidità è intrinseca (come la presenza di reflusso gastroesofageo e di episodi di vomito); nonché estrinseca (causata da farmaci e dagli integratori alimentari). Inoltre a queste due categorie si deve aggiungere coloro che potrebbero risultare esposti o sono esposti ad ambienti acidi per motivi professionali, come  nel caso dei nuotatori.

C’è da dire che secondo le ultime linee guida dell’Oms risalenti al 2006 il pH dell’acqua di una piscina che usa disinfettanti a base di cloro deve essere mantenuto tra 7,2 e 7,8, quindi ampiamente sopra il valore soglia di 5,5 citato prima.

Bisogna precisare che non tutti i nuotatori e non tutte le piscine si trovano nelle stesse condizioni e che i nuotatori  dovrebbero essere individui totalmente sani dal punto di vista odontoiatrico: le malattie dentali danneggiano la qualità della vita e hanno un impatto negativo sulle performance in allenamento e in gara causando dolore, ansia, deconcentrazione e quindi risultati inferiori alle aspettative.

Erosione dentale: differenza tra nuotatori professionisti e amatoriali

Un’ulteriore distinzione importante è distinguere i nuotatori professionisti dai nuotatori amatoriali: i nuotatori impegnati a nuotare a livello agonistico (quindi con più ore di allenamento in acqua) hanno avuto una maggiore incidenza di traumi e macchie dentali rispetto a quelli non competitivi. Ciò può essere causato dalla sostanza chimica utilizzata per disinfettare l’acqua della piscina e dal tempo trascorso all’interno delle piscine: l’esercizio fisico diventa sufficientemente vigoroso da consentire il contatto tra l’acqua e le superfici dentali. In linea di massima più di 6 ore di allenamento a settimana sono necessarie per aumentare il rischio di macchie dentali.

In letteratura sono descritti casi in cui l’incostante controllo del pH della piscina porti a erosione dentale (il più grave addirittura in sole due settimane), in più se ciò è accompagnato dell’uso di bevande sportive si ottiene un rischio maggiore di sviluppare lesioni erosive. Tuttavia questo argomento rimane dubbio in letteratura.

Il meccanismo patogeno dell’erosione dentale si basa sulla dissociazione dell’idrossiapatite e sulla ridotta mineralizzazione del tessuto duro dentale a causa dell’effetto lungo e frequente degli acidi.

Di fatto il nostro corpo per neutralizzare gli effetti degli attacchi acidi si serve delle capacità tampone della saliva, che in circa 30-40 minuti ristabilisce il giusto pH del cavo orale.

Questa situazione ideale però trova poco riscontro nella pratica sportiva quotidiana in quanto l’esposizione all’agente chimico può durare molto tempo e il flusso salivare può anche essere ridotto in caso di esercizio fisico intenso dovuto alla disidratazione.

Di fatto le probabilità di sviluppare l’erosione dentale sono risultate 5,3 volte tra i nuotatori che hanno più di 3 anni di esperienza di nuoto.

L’aspetto grave e sui cui bisogna riflettere è che oltre l’80% degli intervistati non pensava che queste situazioni nelle quali si trovavano fossero preoccupanti per la salute e quindi non riteneva necessaria una visita odontoiatrica. L’unico motivo per cui un nuotatore si reca dal dentista per sottoporsi ad un controllo è per problemi di ipersensibilità dentinale data dell’eccessiva erosione; questo suggerisce che l’ipersensibilità potrebbe essere un buon indicatore dell’erosione dentale.

Quindi chi si occupa di monitorare le condizioni del cavo orale, ovvero la comunità odontoiatrica, ha il compito di gestire preventivamente l’insorgere di lesioni erosive. La naturale conseguenza consiste in un’efficace gestione dell’erosione tramite uno screening dei primi segni di erosione e la valutazione di tutti i fattori eziologici.
Gli odontoiatri e gli igienisti dentali devono valutare bene  il potenziale erosivo delle diverse bevande e cibi assunti dal paziente, oltre ad approfondire con domande mirate all’ambito sportivo, che come abbiamo visto è di fondamentale importanza.

Come contrastare la demineralizzazione e l’erosione dentale

Che alternative abbiamo ad oggi?

Innanzitutto la cosa più sbagliata da fare è consigliare di lavarsi i denti immediatamente dopo la nuotata: può essere dannoso poiché la superficie dei denti viene ammorbidita dal cloro acido.

Ci sono diverse alternative e come vedremo non tutte sono applicabili in un contesto di un allenamento agonistico.

La letteratura propone innanzitutto di sfruttare le capacità remineralizzanti del latte e del formaggio perché contengono una concentrazione maggiore di ioni calcio e fosfato rispetto alla saliva; una variante del latte è il trattamento con latte fluorurato perché fornisce effetti protettivi contro l’erosione dello smalto causata dall’acqua delle piscine a basso pH. L’applicazione di latte fluorurato sia prima che dopo l’esposizione erosiva fornisce i maggiori effetti protettivi; un’altra valida alternativa è il fluoro, il cui effetto protettivo sull’erosione è però controverso: risultati promettenti per inibire l’erosione sono stati ottenuti solo in presenza di elevate concentrazioni di fluoro contenuto nelle vernici fluorate e nelle mousse, non nei dentifrici usati quotidianamente.

Il fluoro è ben noto per migliorare la remineralizzazione e ridurre notevolmente la demineralizzazione in ambienti acidi lievi; un’altra alternativa consiste nella possibilità di adottare soluzioni come chewing gum contenenti bicarbonato, questo perché hanno dimostrato che la combinazione di fluoro e bicarbonato aumenta notevolmente la resistenza agli acidi. C’è però da tener presente che un abuso di bicarbonato a livello domiciliare porta a danni quali l’abrasione dentale; inoltre può essere presa in considerazione l’utilizzo di chewing gum contenente xilitolo: infatti la saliva stimolata dall’uso di gomme da masticare senza zucchero ha promosso un’azione remineralizzante nei fenomeni erosivi e abrasivi; infine un’altra pratica utile è il risciacquo della cavità orale con acqua, bicarbonato di sodio dopo ogni pratica di nuoto.

Per concludere l’uso di uno spray al bicarbonato di sodio come Cariex® sulla mucosa ha dimostrato  innanzitutto di essere la soluzione più pratica e rapida; soprattutto permette di controllare l’abbassamento del pH salivare dopo il consumo di carboidrati, contribuendo alla prevenzione della carie e dell’erosione dentale.

Il consiglio è quello di lavarsi bene i denti con uno spazzolino morbido prima di entrare in acqua, spruzzare Cariex® sulle mucose e superfici dentali e ripetere l’operazione ogni 40 minuti di allenamento.

– Dott. Simone Bergomi –

Se hai qualche domanda da sottoporre all’autore scrivi a: simone.bergomi93@gmail.com

Bibliografia

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“Evidence for biofilm acid neutralization by baking soda”
Domenick T. Zero, DDS, MS ROLE