Salute orale in gravidanza: fondamentale per la mamma ed il bambino

Salute orale in gravidanza: fondamentale per la mamma ed il bambino

Nei nove mesi di gravidanza, le donne vanno incontro a cambiamenti fisiologici che possono influenzare lo stato di salute delle gengive e dei denti.

L’aumento in circolo degli estrogeni determina infatti un ispessimento delle mucose e un’accentuata tendenza alla ritenzione idrica, andando a gravare sulle gengive. Arrossamento, sanguinamento, rappresentano il quadro classico della gengivite gravidica.

Da differenti esperienze cliniche si è evidenziato inoltre un legame tra le patologie gengivali ed il rischio di nascite premature. In altri termini, si è verificata una maggior incidenza di parti prematuri in donne che soffrono di patologie gengivali durante la gravidanza.

In secondo luogo, a causa degli squilibri ormonali cambia la composizione della Saliva, che diventa più acida e si arricchisce di glicoproteine, diventando particolarmente viscosa e densa, ciò impedisce alla saliva stessa di svolgere una delle sue funzioni principali che è quella di prevenire la carie grazie all’azione tampone.

Le continue nausee e/o il reflusso gastroesofageo, invece, mantengono l’ambiente costantemente acido, provocando l’erosione dello smalto.

L’utilizzo di Cariex®, prodotto completamente naturale a base di Bicarbonato e Xilitolo, permette dunque di innalzare immediatamente il pH, evitando il rischio di Carie, Erosione dentale e Sensibilità Gengivale. Si raccomanda inoltre una seduta di Igiene Orale prima della 35esima settimana.

Il mughetto nei neonati: 4 soluzioni per liberarsene

Il mughetto nei neonati: 4 soluzioni per liberarsene

Bimbi che diventano lamentosi, che piangono inconsolabili senza apparente motivo, che rifiutano di mangiare nonostante siano affamati… ma cosa sta succedendo? Spesso noi genitori ci sentiamo impotenti di fronte a questi fastidi misteriosi che tormentano i nostri piccoli.
Quando però lo sbadiglio di un bambino o di un neonato rivela una patina bianca sulla lingua, la risposta è a portata di mano: potrebbe trattarsi di mughetto.

Cos’è il mughetto?

Il mughetto è un’infezione del cavo orale che colpisce in media 7 bambini su 10. A causa del loro sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, i neonati fino alle 10 settimane di età sono particolarmente esposti al mughetto, sebbene questo tipo di infezione possa colpire anche i bimbi più grandicelli e persino gli adulti.

Il microorganismo responsabile di questo sgradevole disturbo è un fungo, la Candida albicans, naturalmente presente sulla pelle e nelle mucose sane. Generalmente questo fungo è innocuo, ma quando inizia a proliferare in maniera incontrollata si va incontro ad infezioni. Può accadere ad esempio dopo un trattamento antibiotico che abbassi le difese dell’organismo, oppure, appunto, nei più piccoli, dove il sistema immunitario non è ancora in grado di tenere propriamente sotto controllo la moltiplicazione del fungo. La candida può proliferare in varie parti del corpo, prediligendo però le aree più calde e umide, come la zona pannolino. Un’attenzione particolare va riservata alle mamme che allattano: la candida può infatti passare dalla bocca del bambino al seno materno, contagiando la mamma.

Sebbene sia un’infezione molto comune, alcune categorie di bimbi possono esserne interessate maggiormente. I bimbi nati prematuri o con un peso molto basso alla nascita, ad esempio, possono avere un sistema immunitario particolarmente fragile e quindi meno pronto a combattere la candida.
In alcuni casi, la candida può essere trasmessa al bimbo durante la nascita tramite parto naturale, se la mamma è affetta da candidosi vaginale.

Mughetto: come liberarsene in 4 mosse!

Anche se in generale non rappresenta una grave minaccia per la loro salute, il mughetto è molto fastidioso per i più piccini, ed è necessario liberarsene il prima possibile per far tornare i nostri bimbi a dormire sonni tranquilli. Il sintomo più evidente è la comparsa di macchie e placchette biancastre sulla mucosa della lingua, sull’interno delle guance e sulle gengive.  Queste macchie non vanno confuse con i residui di latte, che vengono lavati via spontaneamente dalla saliva e non causano fastidi di alcun genere. Il mughetto nei bambini può rendere la bocca dolente e infiammata. Come conseguenza, il bimbo può perdere saliva in abbondanza, lamentarsi, o addirittura rifiutare il cibo.
Le lesioni da mughetto non devono assolutamente essere grattate via per cercare di rimuoverle: questo infatti causerebbe solo un aggravarsi dello stato infiammatorio, portando così allo sviluppo di aree arrossate e doloranti, e rendendo il bambino ancora più sofferente.

Come possiamo, quindi, far fronte a questo disturbo? Ecco quattro consigli utili per combattere la candida orale nei bambini.

La Prevenzione

Come abbiamo già visto, la candida è un microorganismo che vive naturalmente sul corpo dei nostri bimbi senza creare fastidi, quindi non è possibile né necessario eliminarla. È però opportuno fare particolare attenzione alla pulizia di tutto ciò che entra in contatto con la bocca dei nostri figli, per evitare di creare terreno fertile per la sua proliferazione. Può essere quindi molto utile sterilizzare spesso ciucci ed eventuali tettarelle, prediligendo inoltre materiali, come il silicone, che siano meno attaccabili dai microorganismi e che tollerino meglio le alte temperature. Lo stesso trattamento va riservato ai giocattoli.

L'alimentazione

Nei bimbi più grandi che hanno già completato lo svezzamento, un aiuto concreto per combattere la candida orale arriva dall’alimentazione. Come molti microorganismi dannosi, anche quello responsabile del mughetto è particolarmente goloso di zuccheri. Insegniamo ai nostri figli a prediligere cibi sani e poveri di zuccheri: meglio quindi limitare al minimo il consumo di merendine, biscotti, cioccolato e caramelle, e tenere un occhio di riguardo per la frutta (con un’attenzione particolare a uva, fichi e banane, che sono molto dolci!).

La terapia farmacologica

Spesso il mughetto si risolve da solo, ma quando risulta ostinato e rovina le giornate dei nostri piccoli (e di noi genitori!) può essere necessario rivolgersi al proprio pediatra di famiglia. L’infezione da candida orale si può curare con farmaci antifungini, che vanno però assunti sotto prescrizione e sotto stretto controllo medico. Mai improvvisare!

Un aiuto per combattere il fastidio alla bocca

Un importante contributo al benessere della bocca dei più piccini quando vengono colpiti dal mughetto può arrivare dai sostituti salivari. Questi prodotti possono infatti essere utilizzati dopo i pasti, per abbassare l’acidità del cavo orale e ripristinare un pH neutro, sfavorevole alla crescita della candida. Questo ruolo è solitamente svolto dalla saliva, che necessita però di circa 40 minuti per poter mettere in atto la sua funzione di tampone; utilizzare un sostituto subito dopo aver mangiato permette di coprire questa “pausa” nell’attività della saliva.

Questi prodotti, inoltre, sono pensati per dare sollievo immediato dallo stato infiammatorio. L’ideale è scegliere formulazioni in grado di aderire alle mucose, in modo da prolungare questo effetto lenitivo. Meglio ancora se in spray, di più facile utilizzo anche in bimbi più piccoli e meno… collaborativi!

Xerostomia: un valido sostituto salivare

Xerostomia: un valido sostituto salivare

La secchezza orale è una condizione piuttosto complessa, spesso sottovalutata e soprattutto abbastanza frustante per tutti coloro che ne soffrono. Molto diffusa nelle persone anziane, soprattutto nelle donne, e colpisce un quarto della popolazione.

La saliva, gioca infatti un ruolo fondamentale in molti processi: non solo conserva la bocca umida, ma aiuta nella digestione del cibo, protegge i denti dal deterioramento, previene le infezioni controllando i batteri presenti nella bocca e rende possibile la masticazione e la deglutizione.

Questo problema può andare da una lieve riduzione del flusso salivare, come disturbo temporaneo, dovuto principalmente a situazioni di stress o nervosismo, sino a situazioni più complesse di compromissione della salute orale che riguarda sia i tessuti duri che i tessuti molli.

La secchezza della bocca, detta anche Xerostomia, rappresenta solamente il sintomo di una serie di malattie che, a vario titolo, coinvolgono le ghiandole salivari con alterazioni della loro capacità di produrre saliva.

Nonostante non sia ancora stata scientificamente stabilita una relazione tra la riduzione della saliva e l’età, c’è però un evidente legame tra terapie farmacologiche e la mancanza del flusso salivare negli anziani. Diverse patologie inoltre, come la Sindrome di Sjögren, il Diabete, l’Artrite Reumatoide, il Lupus Eritematosus Sistemico, sono associate alla presenza di xerostomia, così come è osservabile nelle persone sottoposte a trattamenti radioterapici.
La mancanza di salivazione, diventa problema sempre più pressante che spesso può rivelarsi molto fastidioso per le persone che ne soffrono. Fino ad oggi nessuno dei prodotti sostitutivi della saliva disponibili sul mercato è risultato in grado di controllare efficacemente i sintomi legati alla secchezza orale.

In quest’ottica nasce Cariex®, sviluppato in collaborazione con l’Università Insubria di Varese. Si tratta di un nuovo spray, utilizzabile in qualsiasi occasione della giornata e anche durante le ore notturne. Il prodotto è a base di bicarbonato, per garantire un ottimo controllo del pH salivare, una lubrificazione delle mucose orali e pertanto un’immediata sensazione di sollievo per coloro che soffrono di xerostomia o iposalivazione.

Il bicarbonato di sodio in bocca si dissolve in acqua e anidride carbonica in presenza di acidità, Cariex® può quindi essere utilizzato ripetutamente nell’arco della giornata e durante la notte, applicando lo spray sulle mucose orali, senza alcuna controindicazione o effetto collaterale. Cariex® è inoltre in grado di risolvere i problemi di Micosi (candidosi) e Alitosi spesso associati alla mancanza di salivazione. Cariex® inoltre, grazie al controllo dell’acidità riduce i fenomeni di carie e di erosione tipicamente osservabili in coloro che soffrono di xerostomia.

Cariex® è un valido sostituto della saliva. Oltre a riportare il cavo orale a pH neutro, la combinazione con il Xilitolo risulta efficace per contrastare batteri e infezioni.

Inoltre, la presenza di Acido Ialuronico, aiuta i processi di guarigione dei tessuti, mantenendo le mucose umettate e riducendo il dolore. E’ facile da usare: bastano solo tre spruzzi quando si ha la sensazione di secchezza e dopo ogni pasto.

 

© 2016 John Wiley & Sons A/S and The Gerodontology Association. Published by John Wiley & Sons Ltd: “Impact of a sodium carbonate spray combined with professional oral hygiene procedures in patients with Sjogren’s syndrome: an explorative study” – Alessio Gambino, Roberto Broccoletti, Adriana Cafaro, Marco Cabras, Paola Carcieri and Paolo G. Arduino. Department of Surgical Sciences, CIR – Dental School, University of Turin, Turin, Italy.

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

La sensazione di bocca secca  è un fastidio frequente che può essere dovuto a tante ragioni diverse. Una delle cause a cui occorre prestare più attenzione è il diabete, che ha tra i suoi sintomi proprio la cosiddetta xerostomia.

Il diabete mellito è una delle malattie più diffuse al mondo, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda oltre 340 milioni di pazienti. I sintomi più diffusi del diabete sono l’aumento incontrollato della sensazione di fame e di sete, il malessere fisico e, in caso di analisi del sangue, un aumento della concentrazione ematica degli zuccheri. Infatti nei pazienti con diabete si assiste a un malfunzionamento del processo di metabolizzazione del glucosio a causa di un’insufficiente (o assente) produzione dell’ormone deputato a questo processo, ovvero l’insulina.

Alcune complicazioni del diabete sono ben note e monitorate, come ad esempio i problemi alla vista o alla circolazione periferia. Tuttavia anche il cavo orale può risentire di questa condizione, che spesso si manifesta con infezioni delle mucose della bocca o, appunto, la xerostomia.

La sensazione di bocca secca in senso generale può dipendere dall’insufficiente produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari o da una modifica nella composizione della saliva stessa. Nel caso del diabete, entrambi questi fattori contribuiscono al fastidio a carico delle mucose.

Qual è il rapporto tra diabete e bocca secca?

La sensazione di bocca secca è un disturbo molto frequente che riguarda fino a un terzo della popolazione. In caso di persone affette da diabete di tipo 1 e di tipo 2, però, l’incidenza della xerostomia aumenta, arrivando a toccare fino al 50% dei pazienti diabetici.

Nel caso di persone affette da diabete si assiste a un vero circolo vizioso: alti livelli di zucchero nel sangue portano a una altrettanto alta concentrazione di glucosio nella saliva. I microorganismi dannosi che vivono naturalmente in bocca (e che di solito sono tenuti sotto controllo dal sistema immunitario e dall’azione della saliva) si nutrono proprio di zuccheri. Di fronte a un banchetto particolarmente ricco, quindi, prosperano, portando così a malattie come stomatiti o mughetto. Inoltre, la presenza di questi microorganismi patogeni acidifica il cavo orale; in assenza della corretta azione tampone della saliva, questa acidità danneggia lo smalto dei denti.

Le cause che scatenano la secchezza nelle fauci nella popolazione diabetica sono diverse, e tutte da tenere in considerazione nell’ottica di una corretta gestione della malattia.

I pazienti con diabete sono maggiormente soggetti a disidratazione. In presenza di questa malattia, infatti, il glucosio, un tipo di zucchero, tende ad accumularsi nel sangue. I reni sono così costretti a… fare gli straordinari per filtrare e assorbire questo eccesso di zucchero. Se il diabete non è correttamente controllato con la giusta terapia, i reni possono faticare a eseguire questo compito: il glucosio in eccesso viene così espulso insieme all’urina, richiamando per osmosi ulteriori fluidi dai tessuti. Questo porta alla disidratazione, che si accentua a causa della tendenza a una minzione più frequente nei diabetici.

Questo sovraccarico dei reni può, con il tempo, comprometterne la funzionalità. Una delle più frequenti complicazioni del diabete è infatti la progressiva insufficienza renale. Se non trattata, l’insufficienza renale può tradursi in un grave blocco renale; anche nelle fasi iniziali, però, la patologia comporta problemi nella gestione dei liquidi corporei e, collateralmente, anche la sensazione della bocca secca.

Uno dei campanelli d’allarme nonché delle condizioni più serie correlate al diabete è, come abbiamo visto, l’aumento dei livelli di zuccheri nel sangue. La cosiddetta iperglicemia porta con sé diversi pericoli, come ad esempio, nel lungo periodo, la perdita della vista. Ma anche a stadi più precoci l’eccesso di zuccheri nel sangue può tradursi in un’alta concentrazione di glucosio anche nella saliva. Questo, di conseguenza, rende le persone con diabete non controllato più soggette tanto alla xerostomia come sintomo dell’iperglicemia, quanto a malattie che annoverano tra i loro sintomi proprio la bocca secca. Ad esempio, la candida orale o mughetto prospera in ambienti ricchi di zuccheri… e per le persone con diabete questo può essere piuttosto preoccupante!

Infine, anche alcuni farmaci impiegati nel trattamento del diabete possono avere, tra i loro effetti collaterali, proprio la sensazione di bocca secca.

Come dare sollievo alla bocca secca in caso di diabete

La persistente sensazione di secchezza delle fauci è uno dei sintomi che può far pensare al diabete. Pertanto, se il disturbo non si risolve con qualche semplice accorgimento è opportuno consultare il medico per approfondire le analisi.

In caso di diagnosi di diabete già accertata, il primo passo fondamentale è l’aderenza alla terapia indicata dallo specialista. La corretta assunzione di insulina e di altri farmaci deputati al controllo della glicemia, infatti, è la base per un corpo sano… e quindi anche per una bocca in salute.

Anche le persone con diabete, sempre sotto controllo medico, possono optare per sane abitudini che aiutino a mantenere la bocca ben idratata, come ad esempio limitare il consumo di cibi troppo salati o speziati e di caffeina, astenersi dal fumo e prestare particolare attenzione all’igiene orale. Come abbiamo visto questa è una problematica delicata in caso di diabete, e sarà quindi necessaria qualche cura in più.

Se da un lato esistono farmaci in grado di stimolare la produzione di saliva, dall’altro è possibile ottenere un rapido sollievo dalla bruciante sensazione di bocca secca grazie a rimedi naturali e alla portata di tutti: stiamo parlando degli spray orali, come Cariex®. Gli spray orali a base di ingredienti naturali, come il bicarbonato per tamponare l’acidità, lo xilitolo per la salute dei denti e l’acido ialuronico, idratante e presente nelle nostre cellule, leniscono rapidamente il fastidio. Nel dubbio, è sempre opportuno chiedere un consulto specialistico: una vita serena con il diabete è possibile, una bocca sana è un diritto di tutti.

Bocca secca di notte: come prevenire il disturbo

Bocca secca di notte: come prevenire il disturbo

Dopo una lunga notte di sonno il risveglio può non essere dei più rosei. Aprire gli occhi e rendersi conto di avere la bocca asciutta e impastata non è certo una sensazione gradevole! La bocca secca di notte non è di per sé una malattia, quanto piuttosto un sintomo che può essere gestito con qualche accorgimento e un aiuto da parte della natura.

Ma cosa causa questa fastidiosa sintomatologia?

Le cause della bocca secca

Una delle cause più comuni della bocca secca al risveglio… non ha direttamente a che fare con la bocca stessa! Infatti, in presenza di ostruzione nasale legata a un raffreddore, a una sinusite o a una deviazione del setto nasale, è normale trovarsi a dormire con la bocca aperta. Questa abitudine si traduce in una evaporazione della saliva che è naturalmente responsabile della lubrificazione del cavo orale. Come conseguenza di questa abitudine del sonno, le mucose della bocca, delle guance e la superficie della lingua si asciugano, dando così origine alla sensazione impastata al risveglio.

Questa situazione si aggrava in quelle persone che soffrono di apnee notturne, ovvero che hanno la tendenza a trattenere il fiato durante il sonno. Si tratta di un’anomalia della respirazione, molto frequente in coloro che hanno la tendenza a russare frequentemente di notte. Problemi di questo genere si traducono nella tendenza a fare ricorso alla respirazione orale, e, come nel caso dell’ostruzione nasale, questo comporta una disidratazione delle mucose durante il sonno.

A volte la causa della bocca secca di notte non è legata a problemi fisici ma ad abitudini poco corrette su cui è possibile intervenire, come ad esempio l’assunzione non sufficiente di liquidi. La saliva è composta quasi integralmente da acqua; se durante il giorno è facile bere con frequenza e quindi fornire abbastanza “materia prima” per la produzione di saliva, di notte si può solo fare affidamento sulle scorte accumulate durante la fase di veglia. Così, se di giorno non si beve a sufficienza, durante il sonno l’idratazione del cavo orale ne risentirà e la bocca quando ci sveglieremo risulterà sgradevolmente secca.
Sempre in relazione al livello di idratazione del corpo e al suo effetto sul manifestarsi della bocca secca di notte, è opportuno trattenersi dal consumare caffeina e alcolici prima di andare a letto. Non solo possono interferire negativamente con il sonno, ma sono sostanze che portano a disidratazione, andando così a peggiorare la situazione di secchezza delle fauci.

Alcune malattie, quali il diabete, la sindrome di Sjorgen e disturbi autoimmuni come l’artrite reumatoide hanno, tra i loro sintomi, proprio la bocca secca. Durante la notte questo sintomo può diventare più evidente. Lo stesso si può dire per alcuni farmaci, dai comuni antistaminici contro le allergie a svariati chemioterapici e radioterapici.

Infine, tutte queste cause hanno un impatto ancor più importante nel caso di persone anziane. Se da un lato con l’età risulta più frequente la ridotta assunzione di liquidi durante la giornata con conseguente disidratazione generalizzata, dall’altro è scientificamente dimostrato che con l’invecchiamento la composizione della saliva si modifica, rendendola meno efficiente nel suo compito di mantenere l’idratazione del cavo orale.

Rimedi naturali alla bocca secca di notte e buone abitudini

Un primo, semplice rimedio per godersi un risveglio privo del fastidio della bocca secca è rendere la camera da letto un ambiente salubre e confortevole. È importante assicurarsi che il luogo dove trascorriamo le ore notturne abbia un adeguato livello di umidità, perché l’aria secca è un fattore importante nella disidratazione delle mucose. L’impiego di un semplice umidificatore ambientale può essere sufficiente a ottenere questo risultato.

Facciamo attenzione ai prodotti che usiamo per l’igiene orale: molti collutori infatti contengono alcol, che anche in caso di impiego locale e non sistemico (quindi in assenza di ingestione, come appunto nei collutori) può contribuire a disidratare il cavo orale.

Beviamo in abbondanza durante il giorno, prediligendo acqua, tisane e infusi senza zucchero. È sempre bene tenere sul comodino un bicchiere o una bottiglietta d’acqua, in modo che, se durante la notte dovesse venirci sete, potremo bere qualche sorso senza doverci alzare. A volte la pigrizia è difficile da sconfiggere!

Un’altra buona abitudine da osservare durante il giorno per garantirci un sonno piacevole è limitare il consumo di cibi molto salati (una scelta che fa bene a tutto l’organismo, e non solo alla bocca!) e piccanti o speziati, soprattutto a cena.

Infine, se vogliamo ottenere il massimo da queste abitudini salutari, o se il cambiamento dello stile di vita non dovesse essere sufficiente a rimediare al fastidio della bocca secca durante il sonno, dalla natura arriva un aiuto che può rivoluzionare le nostre notti: Cariex®, uno spray orale che vada a sopperire all’insufficiente azione della saliva. Questo spray contiene principi attivi naturali, quali il bicarbonato, utile per bilanciare l’acidità orale, lo xilitolo, indicato per ripristinare la mineralizzazione dei denti, e infine l’acido ialuronico, idratante e fisiologicamente presente nelle nostre cellule. Bastano pochi spruzzi per aiutare a mantenere ben idratata la bocca, riducendo così la sensazione di bocca secca al risveglio.

Bocca impastata: un fastidio comune

Bocca impastata: un fastidio comune

Conosciamo tutti quella sensazione sgradevole: ci svegliamo al mattino con la sensazione di avere la lingua secca, oppure mentre ci prepariamo per un’uscita serale ci accorgiamo con orrore che il rossetto ci si sta incollando ai denti. Che fastidio!

La secchezza delle fauci, nota comunemente come bocca impastata, può essere un fastidio momentaneo e fisiologico ma anche il segnale di qualcosa di più serio. Per fortuna possiamo trovare sollievo da questo sintomo così antipatico con pochi semplici rimedi.

Le cause della bocca impastata: disturbi fisici, cattive abitudini ma non solo

La bocca può seccarsi, dando così origine alla sensazione di impastamento, per un gran numero di ragioni diverse. Alcune sono fisiologiche o derivano da abitudini alimentari sbagliate; altre invece sono correlate a malattie o a condizioni fisiche specifiche. Alla radice del problema, però, c’è sempre una carenza di saliva, e quindi di una corretta idratazione della bocca.

Capita a tutti di dormire con la bocca aperta. Sia che dipenda da un brutto raffreddore, sia che questo accada come conseguenza di problemi strutturali delle vie aeree e relativo russamento, il risultato è ben noto: ci si sveglia con la bocca impastata! In questo caso risolvere il problema alla radice può contribuire a ridurre il fastidio.

Con l’età, il corpo tende naturalmente ad avere maggiori difficoltà a mantenere un giusto grado di idratazione. Questo può dipendere dalla tendenza delle persone anziane a bere meno, ma anche dal fatto che, invecchiando, si assumono più farmaci, che come vedremo tra poco possono influire con la produzione di saliva. Quindi, per quanto la bocca secca non sia una diretta conseguenza dell’invecchiamento, diventa una problematica diffusa nella fascia di popolazione più anziana.

Numerosi farmaci hanno, tra i loro effetti collaterali, l’aumento della sensazione di bocca secca. Alcuni sono molto diffusi e utilizzati per disturbi comuni, come gli antistaminici usati per contrastare le allergie o quelli impiegati per abbassare la pressione sanguigna; altri sono fondamentali per curare situazioni anche gravi, come i farmaci per il Parkinson o numerosi radioterapici e chemioterapici per la terapia antitumorale. Altri ancora, come quelli per il controllo dell’incontinenza urinaria, sono di uso più frequente nelle persone anziane. Questo va ad amplificare il problema della bocca impastata nella terza età, come abbiamo visto in precedenza.

Fumare fa male, e ormai lo sappiamo tutti. Quello che forse è meno noto è il rapporto tra tabacco e salute del cavo orale. Il fumo di sigaretta, infatti, non impatta solamente la salute dei denti, ma anche il grado di disidratazione orale, scatenando o peggiorando la sensazione di bocca impastata.

Al contrario, bere acqua… fa bene! Mantenere il giusto livello di idratazione assumendo un’adeguata quantità di liquidi durante la giornata è fondamentale per evitare di patire gli effetti della bocca secca. Ciò è ancor più vero nel caso di temperature elevate e intensa attività fisica: se i fluidi corporei sono “deviati” verso altre funzioni, come ad esempio la sudorazione, la bocca ne risentirà. Attenzione però: sì all’assunzione di liquidi, no alle bevande zuccherine o alcoliche. Acqua o infusi non dolcificati sono la scelta ideale per rimanere idratati. Le bevande alcoliche, invece, non fanno che incrementare la disidratazione. E anche la bocca ne risente!

Lo abbiamo anticipato, e ora andiamo nel dettaglio: oltre a queste condizioni legate all’età o alle abitudini esistono svariate malattie che includono tra i loro sintomi la bocca secca. Alcuni disturbi psichiatrici, come l’ansia o la depressione, possono avere come sintomo la secchezza delle fauci. Sintomo che è comune anche a malattie quali il morbo di Parkinson, l’AIDS o la sindrome di Sjogren.

I sintomi della bocca secca: dal semplice fastidio a problematiche più serie

Basterebbe la sgradevolezza che deriva dalla bocca secca per desiderare di trovare dei rimedi. In realtà, però, ci sono casi in cui la condizione evolve al di là del semplice impastamento, dando origine a problematiche ben più serie.

Uno dei sintomi più frequenti è l’alitosi, causata dalla proliferazione batterica non più controllata dall’azione della saliva. Labbra, mucose e superficie della lingua possono seccarsi a tal punto da andare incontro a fessurazione e a piccole ma dolorose ferite, che possono addirittura tradursi in ulcere.

La saliva ha un ruolo fondamentale nel mantenere pulita la bocca. In caso di produzione insufficiente gli effetti possono andare al di là della semplice mancanza di lubrificazione: se il delicato equilibrio della flora batterica orale viene disturbato, alcuni microorganismi dannosi possono prendere il sopravvento. Così è possibile che dalla semplice sensazione di bocca impastata si arrivi a infezioni da candida (mughetto), carie, gengiviti o stomatiti.

Ma non solo: la saliva è coinvolta anche nella percezione dei sapori. Una bocca eccessivamente secca può così dare origine alla disgeusia, ovvero all’alterata percezione dei gusti. Spesso in bocca permane un sapore cattivo.

I rimedi: buone abitudini e un aiuto prezioso dalla natura

Alcune delle cause responsabili della sensazione di bocca impastata dipendono dalle nostre abitudini: smettere di fumare, bere più acqua, limitare il consumo di bevande dolci e di alcolici sono piccoli cambiamenti che possono dare grandi risultati. Anche l’impiego di umidificatori in camera da letto per evitare di dormire in ambienti eccessivamente asciutti può essere molto utile.

Per un aiuto in più, o per affrontare quelle situazioni in cui la bocca secca dipende da fattori non modificabili, è possibile fare ricorso a spray orali a base di componenti naturali, quali l’acido ialuronico, fondamentale per mantenere l’idratazione. Questi spray, come Cariex®, coadiuvano l’azione lubrificante e idratante della saliva, aiutando ad attenuare il disagio e regalandoci così una bocca più sana e fresca.