Secchezza della bocca: sintomi e rimedi

Secchezza della bocca: sintomi e rimedi

Si parla di secchezza della bocca quando viene prodotta meno saliva del solito. La secchezza orale, molto diffusa nelle persone anziane, soprattutto nelle donne, colpisce un quarto della popolazione e può provocare difficoltà nel parlare, alterare il gusto degli alimenti, rendere difficile la deglutizione, comportare alito cattivo, un aumento delle carie ed una maggior predisposizione all’insorgenza delle infezioni della bocca.

La secchezza orale, detta anche xerostomia, può andare da una lieve riduzione della produzione di saliva, come disturbo temporaneo dovuto principalmente a situazioni di stress o nervosismo, sino a situazioni più complesse di compromissione della salute orale che riguarda sia i denti che le gengive.

La secchezza della bocca rappresenta solamente il sintomo di una serie di malattie che, a vario titolo, coinvolgono le ghiandole salivari con alterazioni della loro capacità di produrre saliva. Nonostante non sia ancora stata stabilita una relazione tra la riduzione del saliva e l’età, c’è però un evidente legame tra terapie farmacologiche e la mancanza del flusso salivare negli anziani.

Diverse patologie inoltre, come la Sindrome di Sjögren, il diabete, l’artrite reumatoide, sono associate alla xerostomia, così come è osservabile indurre la secchezza della bocca nelle persone sottoposte a trattamenti di chemioterapia e radioterapia. In particolare la radioterapia nella regione testa-collo può alterare in modo temporaneo o permanente la funzionalità delle ghiandole salivari alterando la produzione di saliva, facendola diventare più scarsa e densa.

Anche alcuni farmaci utilizzati nel contesto della terapia oncologica possono provocare la secchezza della bocca come ad esempio i farmaci per il trattamento della nausea, alcuni per il trattamento del dolore e diversi psicofarmaci.

Secchezza orale: un valido rimedio

In caso di secchezza della bocca Cariex® a base di bicarbonato, acido ialuronico e xilitolo, può essere un valido aiuto per garantire un ottimo controllo del pH del cavo orale, e una buona lubrificazione delle mucose dando un’immediata sensazione di sollievo.

Cariex® può quindi essere utilizzato ripetutamente nell’arco della giornata e durante la notte, applicando lo spray sulle mucose orali, senza alcuna controindicazione o effetto collaterale. Cariex® è inoltre in grado di prevenire problemi di micosi (candidosi), alitosi e, grazie al controllo dell’acidità, prevenire la proliferazione di carie, tipicamente osservabile in coloro che soffrono di riduzione del flusso salivare.

Cariex® è un valido sostituto della saliva. E’ facile da usare: bastano solo tre spruzzi quando si ha la sensazione di secchezza e dopo ogni pasto.

Un prezioso alleato in Ortodonzia

Un prezioso alleato in Ortodonzia

È risaputo che la presenza di dispositivi ortodontici fissi e/o mobili, comprometta il controllo di placca e renda l’igiene orale difficile anche per coloro che sono più motivati. Secondo molti studi la quasi totalità dei portatori sviluppa un’infiammazione gengivale.
 
Inoltre uno tra gli effetti collaterali più frequenti associati alla terapia ortodontica fissa è la lesione cariosa, che compare solitamente intorno all’attacco dei brackets. Solitamente queste lesioni sono sotto forma di “white spots”, ma in casi più gravi si arriva persino alle cavità.
 
Molto spesso si assiste anche a un processo di demineralizzazione attorno ai brackets dovuto ad una igiene orale non corretta che genera un accumulo di placca e tartaro. Nei portatori di apparecchi ortodontici la presenza di placca è infatti 2-3 volte superiore ai livelli presenti in un adulto sano. Si è anche osservato una diminuzione del pH salivare e aumento dei livelli di Streptococcus Mutans e Lactobacillus, batteri che favoriscono la proliferazione della carie.
 
Cariex®, spray dentale, è dunque indispensabile per tutti i portatori di apparecchio fisso e mobile, in quanto è in grado di mantenere il cavo orale a pH neutro, contrastando i processi cariosi e la proliferazione batterica. Se ne consiglia l’uso dopo ogni pasto e soprattutto la sera dopo l’igiene orale e prima di coricarsi, in quanto durante la notte si ha una fisiologica riduzione del flusso salivare che porta ad un aumento del pH acido.
Rimedi naturali contro la secchezza delle fauci

Rimedi naturali contro la secchezza delle fauci

La xerostomia, o bocca secca, è la condizione in cui le ghiandole salivari non producono abbastanza saliva per mantenere il cavo orale correttamente idratato.

Che cos’è la xerostomia o “bocca secca”

Questo disturbo si presenta con una varietà di sintomi fastidiosi. Come il nome stesso suggerisce, la bocca secca si manifesta con una sgradevole sensazione di secchezza delle fauci. La mancanza della giusta lubrificazione potrebbe rendere la deglutizione difficile; lingua e mucose sono asciutte, e a volte anche le labbra possono risultare secche e screpolate. La saliva svolge anche un ruolo importante nella percezione del gusto: in caso di xerostomia non è raro percepire i sapori in maniera ridotta o alterata.
 
Ma la saliva è molto più che un semplice lubrificante: in mancanza della sua attività antibatterica, dovuta alla sua composizione unica, e alla sua capacità di tamponare il pH della bocca, possiamo infatti andare incontro a un’acidificazione dell’ambiente orale. Questo può andare a incidere negativamente tanto sui tessuti duri, quindi i denti, che su quelli molli, ovvero gengive e mucose.
 
In presenza di un pH acido, infatti, i denti si demineralizzano, indebolendosi e diventando sensibili al freddo, al caldo e all’attacco di microorganismi.
 
Le mucose, invece, soffrono l’acidità del cavo orale poiché questa situazione favorisce la proliferazione di microorganismi. Il primo effetto di questa crescita sproporzionata è l’alito cattivo, ma non è l’unico: senza un’adeguata produzione di saliva è molto più facile andare incontro a carie e infiammazioni di gengive e mucose, fino ad arrivare a micosi come la candida orale. Viceversa, un cavo orale neutro è un cavo orale sano, dove i microorganismi hanno difficoltà a crescere.

Le cause

Le cause della secchezza delle fauci sono molte, ma sempre riconducibili a un’insufficiente attività delle ghiandole salivari.

La causa più frequente e intuitiva è la disidratazione. Se non state bevendo abbastanza, oppure se eccedete nel consumo di caffè (che ha un effetto diuretico) o ancora se state facendo attività fisica intensa per un periodo prolungato, potreste aver bisogno di assumere più liquidi per ripristinare il giusto tasso di idratazione.

La xerostomia si può presentare come sintomi secondario di numerose malattie, dal diabete alla leucemia fino all’AIDS e alla sindrome di Sjogren.
Alcuni farmaci, inoltre, hanno tra gli effetti collaterali proprio la bocca secca: ad esempio alcuni chemioterapici, specialmente se mirati alla terapia di tumori della testa e del collo, possono danneggiare o distruggere le ghiandole salivari. Anche farmaci di uso più comune, come alcuni antistaminici o antinfiammatori, possono seccare le mucose del cavo orale; in questo caso, solitamente la condizione si risolve alla conclusione della terapia.

Un’alimentazione non corretta può andare a intaccare la lubrificazione della bocca. Nello specifico, alcune persone sperimentano la xerostomia come effetto di una carenza vitaminica: anche in presenza di una corretta funzionalità delle ghiandole salivari, le mucose possono comunque sembrare secche e irritate.

Rimedi naturali per combattere la secchezza delle fauci

La xerostomia può essere molto fastidiosa. Se il problema arriva a danneggiare la vostra qualità di vita, non esitate a consultare il vostro medico. Non trascurate questa condizione, tuttavia: non vorrete certo mettere in pericolo la salute della vostra bocca e dei vostri denti!
Con alcuni accorgimenti è comunque possibile migliorare la situazione: a volte è sufficiente rivedere le nostre abitudini di tutti i giorni per trovare sollievo, e ci sono numerosi rimedi naturali a vostra disposizione.

  • Il primo è… bere di più! L’acqua è la migliore alleata per combattere la disidratazione che così spesso è alla radice della bocca secca. Portare sempre con sé una bottiglietta di acqua e ricordare di sorseggiarla durante la giornata aiuta a trasformare il gesto di bere in una sana abitudine. Evitate però di esagerare con le bevande zuccherate, gasate o molto acide (bibite o succo d’arancia): lo zucchero “nutre” i batteri della nostra bocca, e la componente acida peggiora la sensazione di secchezza. Se la saliva non è prodotta in quantità tali da bilanciare il pH della bocca e da contrastare i microorganismi, è sempre meglio scegliere acqua naturale.
  • La dieta può contribuire a ridurre il disagio causato dalla xerostomia. Non trascurate l’assunzione delle giuste dosi di frutta e verdura durante i pasti quotidiani, sia per integrare la quantità di liquidi assunti che per assumere le vitamine di cui tutto il nostro organismo, cavo orale incluso, ha bisogno. In particolar modo la vitamina C è molto utile nell’aiutare a riparare i danni causati dall’eccessiva secchezza delle mucose. Le vitamine del gruppo B, invece, sono in prima linea per rafforzare il sistema immunitario e contribuire a combattere i microorganismi che potrebbero proliferare in bocca.
  • Alcune spezie, oltre a rendere i cibi più appetitosi, stimolano la salivazione. Per esempio il pepe di cayenna, spolverato sui cibi o direttamente sulla lingua, può dare uno sprint alle ghiandole salivari.
  • I semi di finocchio, ricchi di flavonoidi, e il cardamomo, invece, oltre a favorire la lubrificazione del cavo orale contribuiscono a combattere l’alito cattivo. Potete provare ad aggiungerli ai vostri piatti, oppure a masticarli tra un pasto e l’altro, o ancora metterli in infusione per preparare una tisana da sorseggiare… aggiungendo così i vantaggi di un aumento nell’assunzione di liquidi!
  • Al bando, poi, le cattive abitudini: il fumo e il consumo di bevande alcoliche sono tra i primi responsabili della secchezza del cavo orale.
  • Un sollievo immediato può infine arrivare da sciacqui, da effettuare rigorosamente con collutori privi di alcol, o dall’utilizzo di prodotti in grado di riparare le mucose, combattere l’acidità della bocca e rinfrescare la bocca colpita da xerostomia.

In particolar modo Cariex®, grazie alla sua composizione simile a quella della saliva, alla presenza soprattutto di bicarbonato dal grande potere tampone, e alla rapidità di azione, è un valido alleato per idratare il cavo orale, alleviando subito il fastidio dato dalla xerostomia, e per ripristinare subito il pH della bocca. In questo modo, oltre al sollievo istantaneo, possiamo andare a combattere anche i danni a medio e lungo termine causati dall’acidità orale legata alla xerostomia.

Reflusso Gastroesofageo: cause, sintomi e rimedi

Reflusso Gastroesofageo: cause, sintomi e rimedi

Per reflusso gastroesofageo si intende quella condizione in cui il contenuto dello stomaco risale in esofago.

In condizioni normali e in soggetti sani una piccola quantità di reflusso liquido e gassoso può manifestarsi dopo i pasti e durante le prime tre ore successive al pasto. Si tratta di un reflusso poco acido, breve, e poco avvertito.

Quando, al contrario, il fenomeno diventa più frequente e si accompagna a sintomi, si parla di “malattia da reflusso gastroesofageo” (MRGE).

Reflusso Gastroesofageo: quando si presenta?

Il reflusso gastroesofageo ha uguale prevalenza tra maschi e femmine e si manifesta più frequentemente attorno ai 30 – 50 anni, aumentando con l’età. Nel nostro Paese questa malattia colpisce una persona su tre. La probabilità di comparsa del reflusso è molto comune anche nelle donne in gravidanza e nei neonati.

Quando il reflusso gastroesofageo diventa malattia è in grado di compromettere i denti in modo permanente. Infatti il materiale rifluito in esofago è in gran parte composto da acido cloridrico: uno degli acidi più corrosivi e irritanti esistenti (pH 1).

Conseguenze del Reflusso Gastroesofageo

Al contrario dello stomaco, le cui pareti sono biologicamente predisposte a resistere ad un acido forte, le mucose e i denti non sopportano la continua esposizione acida e alla lunga procurano seri danni alle strutture.

I pazienti cronici affetti da MRGE generalmente presentano denti di colore grigio-giallo-marrone dovuti alla perdita irreversibile dello smalto. Il colore del dente cambia in quanto l’erosione acida proveniente dallo stomaco è in grado di sciogliere lo smalto, esponendo la dentina che ha un colore giallognolo e meno trans lucente.

Oltre al fattore estetico, l’esposizione della dentina è causa della sensibilità dentinale dovuta agli stimoli termici (caldo e freddo). Naturalmente l’ambiente acido causa un aumento esponenziale di carie.

Un rimedio per il Reflusso Gastroesofageo

L’utilizzo di Cariex® ogniqualvolta avviene il reflusso gastroesofageo, aiuta a neutralizzare immediatamente l’azione corrosiva dell’acido grazie all’effetto tampone del bicarbonato, proteggendo così i denti.
 
Essendo il materiale refluito molto acido è importante aumentare la quantità di dosaggio di Cariex® (6/7 spruzzi) e si consiglia di ingoiare la saliva con l’eccesso di prodotto. Così facendo l’effetto tampone del bicarbonato agirà anche sulle mucose della gola e dell’esofago dando un immediato beneficio ed eliminando la sensazione di bruciore.
Il mughetto: riconoscerlo per curarlo

Il mughetto: riconoscerlo per curarlo

La fine delle vacanze, il ritorno a scuola e il cambio di stagione sono tutti fattori che possono causare stress, e con esso può presentarsi un ospite sgradito: il mughetto, conosciuto anche come candidosi orale.

La Candida albicans, il microorganismo che causa questa infezione, infatti, è naturalmente presente nella nostra bocca, sulla nostra pelle e sulle mucose. In condizioni normali, il nostro corpo è in grado di mantenere un equilibrio tale da impedire alla candida di proliferare.
Lo stress, i cambiamenti nello stile di vita, alcune malattie, sono tra i molti fattori che possono rompere questo equilibrio, portando a una crescita dell’ospite indesiderato con conseguente sviluppo del mughetto.

Mughetto: che cos’è?

Il mughetto è un’infezione fungina particolarmente diffusa nei bambini e nei neonati. Può però colpire chiunque, anche se le fasce di età più interessate sono i neonati di età inferiore ai sei mesi e gli anziani, a causa di un sistema immunitario che può non funzionare in maniera ottimale. Inoltre le persone in queste fasce d’età possono riscontrare una produzione non ottimale di saliva. Le ghiandole salivari, infatti, non ne producono abbastanza; in assenza della giusta quantità di saliva, il potere tampone che essa esercita all’interno del cavo orale può venir meno. In questo modo la bocca si trova ad avere spesso un pH acido: oltre a danneggiare e demineralizzare i denti, questa condizione crea l’ambiente perfetto per la proliferazione di microorganismi dannosi… inclusa la Candida albicans!
Un corretto pH del cavo orale è la prima linea di difesa contro le infezioni fungine come il mughetto.

I sintomi e la diagnosi

I sintomi del mughetto sono di solito inconfondibili. Il segno inequivocabile di infezione in corso sono le placchette biancastre nel cavo orale, sulla mucosa all’interno delle guance, sul palato, sulle gengive e sulla lingua. Nel caso di bambini molti piccoli che vengano ancora allattati, c’è il rischio di confondere queste macchioline con incrostazioni di latte: attenzione a non grattarle! La rimozione delle placche da mughetto, infatti, può essere dolorosa e portare a sanguinamento, peggiorando così la sensazione di fastidio.

In casi gravi, l’infezione può estendersi oltre la base della gola, causando dolore e difficoltà nella deglutizione.

Il mughetto non è di per sé una malattia pericolosa, ma occorre trattarlo in maniera rapida e accurata prima che possa proliferare su altre parti del corpo.

Solitamente la diagnosi del mughetto è molto semplice. Il dentista o il medico di medicina generale sono in grado di identificare la presenza dell’infezione con un rapido esame del cavo orale. Talvolta può però rendersi necessario prelevare una piccola porzione di una delle placchette per sottoporla a un ulteriore test di laboratorio, in modo da fugare ogni possibile dubbio.

La prevenzione

Il mughetto, per quanto diffuso, può essere prevenuto con alcune buone pratiche pensate per mantenere la bocca in salute e preservare l’equilibrio della flora batterica. Tutti questi consigli sono da tenere in considerazione anche nel caso in cui l’infezione sia già in corso, per facilitarne la guarigione.

Una buona igiene orale è essenziale per evitare molte infezioni orali, candidosi inclusa. Lavare i denti tre volte al giorno e utilizzare correttamente il filo interdentale devono diventare abitudini quotidiane. Lavare i denti dopo ogni pasto, infatti, permette di rimuovere i residui di cibo e di riportare subito il pH della bocca alla neutralità, impedendo la crescita di microorganismi dannosi.

Anche inserire in agenda regolari check-up con il proprio dentista è importante, anche quando i denti sono sani: la pulizia professionale periodica andrebbe effettuata ogni sei mesi. Attenzione però ai prodotti utilizzati: alcuni prodotti per l’igiene orale, come i collutori aggressivi, contenenti alcol o antibatterici, andrebbero utilizzati in maniera oculata. Un’eccessiva frequenza nell’uso può infatti danneggiare il benessere delle mucose, conducendo anche allo sviluppo di infezioni, sia batteriche che fungine, come la candidosi orale.

La salute della bocca rispecchia quella dell’intero organismo. In caso di malattie come il diabete, ad esempio, è possibile che si sviluppi uno squilibrio nella flora batterica di tutto il corpo, portando anche al mughetto. Anche queste malattie vanno curate con precisione per conservare una bocca sana.

La terapia

Curare il mughetto è possibile e, se il paziente è in buona salute, si tratta di una pratica che non comporta particolari difficoltà. In caso di pazienti con un sistema immunitario compromesso (ad esempio per la compresenza di altre malattie, come l’HIV, o per la concomitante terapia per curare alcuni tipi di tumore) il mughetto può essere più difficile da debellare.

In ogni caso è necessario rivolgersi al proprio medico, che prescriverà un trattamento a base di farmaci antifungini da assumere per alcuni giorni, fino a un paio di settimane.

L’alimentazione gioca un ruolo di primo piano nella cura del mughetto. La candida, infatti, è un fungo che prolifera nutrendosi di zuccheri. Una dieta povera in dolci, ma anche in frutta particolarmente zuccherina, con limitato apporto di carboidrati semplici, può contribuire a ridurre la proliferazione del microorganismo, rendendo la guarigione più rapida. Quando si torna a scuola, quindi, è meglio prediligere merende sane. Niente cioccolato, caramelle o merendine confezionate. Via libera ai prodotti integrali e alle fibre, e per frutta una mela, meglio se verde.

Insieme alla terapia farmacologica è inoltre possibile, sempre dopo aver consultato il proprio medico, ricorrere ad alcuni supplementi terapeutici per alleviare il fastidio e ridurre il disagio. Una corretta igiene orale è alla base di ogni bocca sana, e Cariex® è una valida aggiunta per facilitare la guarigione dal mughetto. Inoltre bastano pochi spruzzi di questo spray dentale per ripristinare rapidamente il pH neutro della bocca, limitando la crescita della candida; la formulazione è studiata per aderire alle mucose e arrecare immediato sollievo anche nei bambini più piccoli.

L’igiene orale sui banchi di scuola

L’igiene orale sui banchi di scuola

Le carie dentali sono ancora oggi uno dei maggiori problemi sanitari nei paesi industrializzati, interessando dal 60 al 90% dei bambini in età scolare e la maggior parte degli adulti.

Secondo i dati del Ministero della Salute negli ultimi anni, c’è stato un aumento del 15% di bambini affetti da carie, che continua dunque ad essere la malattia più diffusa al mondo.

Diversi gli elementi che hanno determinato questo trend di crescita: un’alimentazione errata ricca di zucchero (biscotti e merendine, bibite gassate e dolci, caramelle, energy drink), poco consumo di frutta e verdura e molto spesso una scarsa prevenzione, dovuta ad una pulizia non corretta.

È dunque importante sensibilizzare i bambini al tema “denti”, sin dalla più tenera età ed educarli da subito ad una corretta igiene orale. Negli ultimi anni purtroppo, l’introduzione in molti istituti scolastici del divieto di portare a scuola lo spazzolino, per evitare casi di contaminazione per il possibile scambio incrociato di spazzolini, ha reso ancora più difficile la missione educativa-formativa degli Insegnanti e degli Igienisti Dentali.

In molte scuole è necessario addirittura portare un certificato medico per far lavare i denti al bambino.

Cariex® dunque si presenta come il “Compagno di Banco” ideale. Un pratico spray, completamente naturale, che rialza il pH subito dopo mangiato, impedendo completamente la formazione di carie, anche per tutti i portatori di apparecchi ortodontici. Niente più rischi dunque per tutti i piccoli scolari.

Cariex®…dalla Farmacia alla Cartella!