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Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Il nuoto è uno sport completo e adatto a tutte le età. Chi trascorre molte ore in piscina, però, può essere maggiormente esposto ad alcuni fattori che interessano anche la salute dei denti.

Diversi studi hanno osservato una maggiore presenza di erosione dentale nei nuotatori agonisti, soprattutto quando gli allenamenti sono frequenti e prolungati.

Ma è davvero il cloro a rovinare i denti? La risposta è più complessa.

Cos’è l’erosione dentale?

L’erosione dentale è la progressiva perdita di tessuto minerale del dente provocata dall’azione diretta degli acidi.

A differenza della carie, gli acidi responsabili dell’erosione non vengono prodotti dai batteri del biofilm, ma possono provenire dall’esterno — per esempio da alimenti, bevande o acqua particolarmente acida — oppure dall’organismo, come avviene in presenza di reflusso gastroesofageo.

Quando le esposizioni acide sono frequenti, lo smalto può progressivamente assottigliarsi e diventare più vulnerabile.

È davvero il cloro della piscina a danneggiare lo smalto?

Non necessariamente.

Il cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua delle piscine e, quando l’impianto è correttamente gestito, la sua presenza non significa automaticamente rischio di erosione.

Il problema può aumentare soprattutto quando il pH dell’acqua non viene mantenuto correttamente.

Uno storico studio su nuotatori agonisti descrisse una piscina con un pH estremamente acido, pari a 2,7, a causa di una gestione inadeguata del sistema di clorazione. I nuotatori più esposti presentavano una frequenza molto maggiore di erosione dello smalto.

Il fenomeno, però, non dipende soltanto dal pH.

In uno studio su giovani nuotatori agonisti, l’erosione è stata riscontrata in oltre il 26% degli agonisti contro il 10% dei nuotatori ricreativi, nonostante il pH dell’acqua fosse neutro. L’acqua risultava però sottosatura rispetto ai minerali che compongono l’idrossiapatite dello smalto.

Per questo è più corretto parlare di caratteristiche chimiche dell’acqua e intensità dell’esposizione, piuttosto che attribuire il problema semplicemente al cloro.

Chi è maggiormente esposto?

Il rischio riguarda soprattutto chi trascorre molte ore alla settimana in piscina.

Un nuotatore occasionale ha un’esposizione molto diversa rispetto a un atleta che si allena ogni giorno per diverse ore.

Tra i fattori da considerare troviamo:

  • numero e durata degli allenamenti;
  • anni di pratica;
  • caratteristiche chimiche dell’acqua;
  • consumo frequente di bevande acide;
  • quantità e caratteristiche della saliva;
  • eventuale presenza di reflusso;
  • condizioni iniziali dello smalto.

Uno studio del 2023 ha riscontrato erosive tooth wear nel 60% dei nuotatori agonisti esaminati, rispetto al 25,6% del gruppo di controllo composto da altri atleti. Gli anni di attività e il consumo regolare di bevande acide erano associati a un aumento del rischio.

Questo non significa che il nuoto provochi inevitabilmente erosione, ma che l’esposizione intensiva merita maggiore attenzione.

Sport drink: un altro fattore da considerare

Per chi pratica sport frequentemente, anche ciò che si beve durante l’allenamento può contribuire all’esposizione dei denti agli acidi.

Sport drink, energy drink e bevande isotoniche possono avere un pH basso.

Le evidenze disponibili, però, non permettono di dire che gli sport drink da soli provochino necessariamente erosione negli atleti. Una revisione sistematica del 2025 ha trovato risultati non uniformi e sottolinea l’importanza di considerare insieme dieta, frequenza di consumo, saliva e altri fattori individuali.

Per l’idratazione quotidiana, l’acqua resta quindi la scelta più naturale, mentre è utile evitare di sorseggiare continuamente bevande acide durante allenamenti molto lunghi.

Quali segnali non sottovalutare?

L’erosione può iniziare senza sintomi evidenti.

Con il tempo possono comparire:

  • superfici dentali più lisce o lucide;
  • alterazioni della forma dei denti;
  • smalto progressivamente più sottile;
  • maggiore visibilità della dentina e colorazione più gialla;
  • aumento della sensibilità dentale.

Se si pratica nuoto agonistico o si trascorrono molte ore in piscina, può essere utile chiedere al dentista o all’igienista dentale di controllare periodicamente la presenza di segni iniziali di erosione dentale.

Come proteggere i denti se nuoti spesso

Alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre le esposizioni acide e proteggere lo smalto:

  • bere acqua regolarmente durante e dopo l’allenamento;
  • limitare il consumo continuo di sport drink e bevande acide;
  • evitare di trattenere volontariamente in bocca l’acqua della piscina;
  • mantenere una corretta igiene orale;
  • utilizzare uno spazzolino senza esercitare una pressione eccessiva;
  • sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici.

Dopo un’esposizione particolarmente acida può essere utile risciacquare la bocca con acqua. Non è invece necessario applicare rigidamente la regola di attendere un determinato numero di minuti prima di lavare i denti: è più importante utilizzare una tecnica di spazzolamento delicata e prodotti adeguati.

Il ruolo della saliva e del pH orale

La saliva rappresenta una delle naturali difese della bocca.

Contribuisce a diluire e rimuovere gli acidi, possiede sistemi tampone — tra cui quello basato sul bicarbonato — e mette a disposizione calcio e fosfato coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio minerale delle superfici dentali.

Durante l’attività sportiva intensa possono verificarsi variazioni del flusso e delle caratteristiche della saliva, influenzate anche da idratazione, durata dello sforzo e caratteristiche individuali.

Per questo, nei nuotatori abituali è utile considerare l’insieme di saliva, pH orale, alimentazione ed esposizioni acide, non soltanto l’acqua della piscina.

Puoi approfondire il ruolo di saliva e pH nella nostra pagina dedicata all’importanza del pH orale.

Cariex® nella routine del nuotatore

Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.

Il suo effetto sul pH salivare è stato valutato in uno studio condotto in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese su 50 adulti sani.

Dopo uno sciacquo con una soluzione di glucosio, Cariex® ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita durante i 40 minuti di osservazione.

Per chi pratica nuoto può essere inserito nella routine quotidiana dopo l’allenamento, dopo pasti, snack o bevande, soprattutto quando non è possibile procedere subito alla normale igiene orale.

Cariex® non deve essere considerato una barriera contro il cloro o contro l’acqua della piscina e non sostituisce le normali strategie di prevenzione.

Può invece rappresentare un supporto pratico al riequilibrio del pH orale, all’interno di una routine che comprende corretta igiene, idratazione, attenzione alle bevande acide e controlli odontoiatrici regolari.

Per chi trascorre molte ore in piscina, proteggere il sorriso significa quindi guardare all’insieme delle abitudini quotidiane, non soltanto al cloro.

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Erosione dentale nei nuotatori: fattori di rischio, screening e prevenzione

Erosione dentale nei nuotatori: fattori di rischio, screening e prevenzione

Nei pazienti che praticano nuoto a livello agonistico, l’anamnesi sportiva può fornire informazioni importanti anche per la valutazione odontoiatrica.

La letteratura ha infatti evidenziato una maggiore prevalenza di erosive tooth wear nei nuotatori competitivi, soprattutto in presenza di esposizioni prolungate, alterazioni del pH dell’acqua e altri fattori concomitanti come consumo frequente di bevande acide.

Per odontoiatri e igienisti dentali, riconoscere precocemente i segni di erosione e indagare correttamente le abitudini del paziente permette di intervenire prima che la perdita di tessuto dentale diventi clinicamente significativa.

Erosione dentale: un processo chimico-meccanico

L’erosive tooth wear è definita come una perdita cumulativa di tessuto dentale duro determinata da processi chimici non batterici associati a fenomeni meccanici.

È quindi importante distinguerla dalla carie.

Nella carie l’acidificazione è prodotta dal metabolismo dei carboidrati fermentabili da parte dei microrganismi del biofilm. Nell’erosione, invece, l’acido proviene direttamente da fonti estrinseche o intrinseche.

Tra i fattori estrinseci rientrano alimenti e bevande acide e alcune esposizioni ambientali; tra quelli intrinseci, soprattutto reflusso gastroesofageo e vomito ricorrente.

Nel nuotatore l’esposizione all’acqua della piscina rappresenta quindi uno dei possibili fattori da indagare, ma raramente dovrebbe essere considerata isolatamente.

Nuoto agonistico ed erosione: cosa mostrano gli studi?

Le percentuali riportate negli studi sono molto variabili, anche per differenze di popolazione, condizioni delle piscine e criteri diagnostici.

Uno studio cross-sectional del 2023 condotto su 180 atleti, 90 nuotatori competitivi e 90 canottieri, ha rilevato erosive tooth wear nel 60% dei nuotatori contro il 25,6% dei controlli. I nuotatori presentavano anche punteggi BEWE più elevati.

In uno studio su 56 nuotatori agonisti indiani, erosione dentale e ipersensibilità dentinale sono state riscontrate rispettivamente nel 48,2% e nel 69,6% dei partecipanti. La prevalenza dell’erosione aumentava con gli anni di attività e con il tempo trascorso in piscina.

Questi dati non dimostrano che il nuoto provochi automaticamente erosione, ma suggeriscono che l’esposizione intensiva debba essere considerata nell’anamnesi del paziente sportivo.

Non è semplicemente “colpa del cloro”

Uno dei messaggi più importanti nel counseling è evitare la semplificazione:

cloro = erosione dentale.

Il cloro è necessario per la disinfezione della piscina. Il problema emerge soprattutto quando la gestione chimica dell’acqua determina condizioni eccessivamente acide.

Uno studio storico su una piscina con sistema di clorazione a gas rilevò un pH dell’acqua pari a 2,7, dovuto a un controllo inadeguato dell’impianto. I membri della squadra di nuoto presentavano una frequenza nettamente superiore di segni compatibili con erosione rispetto ai non nuotatori.

Studi più recenti confermano che il fenomeno deve essere interpretato considerando pH dell’acqua, durata dell’esposizione e caratteristiche individuali.

Nello studio del 2023, per esempio, durante i giorni di monitoraggio il pH della piscina arrivò fino a 3,24; gli autori hanno indicato questa riduzione come possibile fattore associato all’elevata prevalenza di erosione osservata.

Il professionista dovrebbe quindi evitare di attribuire automaticamente il problema alla semplice presenza di cloro e parlare piuttosto di qualità e gestione dell’acqua della piscina.

Anamnesi: quali domande fare al nuotatore?

In presenza di segni compatibili con erosive tooth wear, alcune domande possono aiutare a ricostruire l’esposizione:

  • quante ore alla settimana trascorre in piscina?
  • da quanti anni pratica nuoto agonistico?
  • si allena sempre nello stesso impianto?
  • utilizza sport drink, energy drink o bevande isotoniche?
  • con quale frequenza vengono consumate durante l’allenamento?
  • presenta reflusso, rigurgito o vomito ricorrente?
  • riferisce bocca secca durante o dopo l’attività sportiva?
  • ha notato aumento della sensibilità dentinale?
  • segue altri sport o attività che possono comportare esposizioni acide?

Questa anamnesi permette di evitare un errore frequente: attribuire ogni lesione erosiva del nuotatore alla piscina quando possono essere presenti più fattori contemporaneamente.

Sport drink: quanto pesano realmente?

Il consumo di sport drink merita attenzione perché molte formulazioni presentano caratteristiche potenzialmente erosive.

Tuttavia, una systematic review del 2025 ha concluso che le evidenze disponibili non permettono di attribuire agli sport drink, considerati isolatamente, un’associazione consistente con l’erosione negli atleti.

Solo uno degli studi inclusi rilevava un aumento significativo del rischio nei nuotatori che consumavano queste bevande. Gli autori sottolineano quindi la necessità di valutare insieme dieta, frequenza di consumo, salute orale, saliva e altre esposizioni.

Per il professionista questo significa evitare divieti generici e concentrarsi piuttosto su frequenza, modalità e durata dell’esposizione.

Saliva e attività sportiva

La saliva svolge un ruolo centrale nella protezione delle superfici dentali grazie alla clearance, alla capacità tampone e alla presenza di calcio e fosfato.

L’attività sportiva intensa può però modificare alcuni parametri salivari.

Nello studio del 2023 il flusso salivare stimolato si riduceva significativamente dopo l’allenamento sia nei nuotatori sia nei controlli; nei nuotatori il pH salivare aumentava, dimostrando quanto sia poco corretto descrivere il fenomeno semplicemente come “lo sport rende la saliva acida”.

Altri studi sui giovani nuotatori hanno osservato modificazioni del microbiota e di alcuni parametri immunologici salivari dopo l’allenamento.

Il quadro è quindi complesso e dipende anche da intensità dell’esercizio, idratazione e caratteristiche individuali.

Screening dell’erosive tooth wear

L’erosione può progredire lentamente e nelle prime fasi essere poco evidente al paziente.

Per questo lo screening sistematico rappresenta uno degli strumenti più importanti nella gestione preventiva.

Il Basic Erosive Wear Examination – BEWE è stato sviluppato come metodo semplice per registrare l’erosive tooth wear nella pratica clinica. Per ogni sestante viene registrata la superficie maggiormente interessata e il punteggio complessivo consente di orientare valutazione del rischio e management.

Nel 2026 è stata proposta una revisione, BEWE 2.0, che introduce un ulteriore livello per le forme più severe e chiarisce la distinzione tra i punteggi iniziali, con l’obiettivo di ridurre alcuni limiti del sistema originale.

Nel nuotatore agonista il monitoraggio nel tempo è particolarmente utile: fotografie cliniche, registrazioni periodiche e confronto dei punteggi possono aiutare a distinguere una condizione stabile da una perdita di tessuto in progressione.

Quali segni cercare?

Tra i segni clinici che meritano attenzione:

  • perdita della normale morfologia superficiale;
  • superfici lisce e lucide;
  • concavità e “cupping”;
  • assottigliamento dello smalto;
  • aumento della traslucenza incisale;
  • esposizione dentinale;
  • alterazioni del profilo dei restauri rispetto ai tessuti circostanti;
  • ipersensibilità dentinale.

L’ipersensibilità può rappresentare uno dei motivi che porta il paziente a richiedere una valutazione, ma l’assenza di dolore non esclude un processo erosivo.

Counseling e prevenzione

Una volta individuato il rischio, il primo obiettivo dovrebbe essere identificare e ridurre i fattori eziologici, non semplicemente trattare le conseguenze.

Il counseling può includere:

  • corretta idratazione durante l’attività sportiva;
  • acqua come principale bevanda per l’idratazione ordinaria;
  • riduzione della frequenza di esposizione a bevande acide;
  • igiene orale con prodotti appropriati;
  • tecniche di spazzolamento non traumatiche;
  • valutazione di reflusso o altre fonti intrinseche di acidi;
  • monitoraggio clinico dell’erosione.

Il consensus report della European Federation of Conservative Dentistry raccomanda proprio screening precoce, identificazione dei fattori eziologici e strategie preventive prima di considerare interventi restaurativi.

Dove può inserirsi Cariex®?

Cariex® è uno spray orale mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.

In uno studio condotto su 50 adulti sani, dopo uno sciacquo con glucosio l’utilizzo dello spray ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita nei 40 minuti di osservazione.

Nel paziente nuotatore Cariex® può essere inserito nel counseling domiciliare come supporto al riequilibrio del pH orale, per esempio dopo l’allenamento, dopo pasti o bevande e nei momenti in cui non è possibile procedere immediatamente alla normale igiene orale.

La valutazione professionale rimane centrale: Cariex® si inserisce all’interno di una strategia che comprende individuazione delle esposizioni acide, igiene orale, alimentazione, idratazione e monitoraggio dell’erosive tooth wear.

Il ruolo dell’igienista dentale

Nel nuotatore agonista, odontoiatra e igienista dentale hanno l’opportunità di intercettare una condizione spesso sottovalutata dal paziente fino alla comparsa di sensibilità o modificazioni estetiche evidenti.

Integrare nell’anamnesi domande sull’attività sportiva, osservare sistematicamente i segni di erosive tooth wear e monitorarne l’evoluzione consente di spostare l’intervento dalla gestione del danno alla prevenzione della sua progressione.

Per il paziente può essere utile anche leggere il nostro articolo di approfondimento dedicato a nuoto, piscina ed erosione dentale, con indicazioni pratiche per la routine quotidiana.

Bibliografia

1. Abdelrahman HH, Ammar N, Hassan MG, et al. “Erosive tooth wear and salivary parameters among competitive swimmers and non-swimmers in Egypt: a cross-sectional study.” Clin Oral Investig. 2023;27:7777–7785. PMID: 37924355.

2. Rao KA, Thomas S, Kumar JK, Narayan V. “Prevalence of Dentinal Hypersensitivity and Dental Erosion among Competitive Swimmers, Kerala, India.” Indian J Community Med. 2019;44(4):390–393. PMID: 31802807.

3. Carvalho TS, Colon P, Ganss C, et al. “Consensus report of the European Federation of Conservative Dentistry: erosive tooth wear—diagnosis and management.” Clin Oral Investig. 2015;19:1557–1561. PMID: 26121968.

4. Bartlett D, Ganss C, Lussi A. “Basic Erosive Wear Examination (BEWE): a new scoring system for scientific and clinical needs.” Clin Oral Investig. 2008;12(Suppl 1):S65–S68. PMID: 18228057.

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7. “Erosive Potential of Sports, Energy Drinks, and Isotonic Solutions on Athletes’ Teeth: A Systematic Review.” 2025. PMID: 39940260.

8. Abbate GM, Levrini L, Caria MP. “Salivary pH after a glucose rinse: effect of a new mucoadhesive spray (Cariex®) based on sodium bicarbonate and xylitol.” J Clin Dent. 2014;25(4):71–75. PMID: 26054182.

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Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Finalmente arriva il momento dell’anno più atteso: le giornate si allungano, le temperature si alzano… e con l’ultimo giorno di scuola i nostri figli danno il benvenuto all’inizio delle vacanze estive.

Dopo tanti mesi chini sui libri o seguendo le raccomandazioni delle maestre, la tanto agognata libertà dell’estate è un momento di grande gioia per i più piccoli. Di fronte a loro si stendono lunghe settimane di giornate da dedicare al gioco, all’esplorazione, alle vacanze in famiglia.

Questo allentarsi dei ritmi porta con sé una maggior tolleranza nei confronti delle regole. Si fa più tardi la sera, si mangia qualche gelato in più, e i denti possono risentirne.

La routine quotidiana si infrange contro la piacevole novità di una settimana in spiaggia, o di una vacanza tra le montagne, o ancora in una città d’arte o capitale europea. Niente come un viaggio, con il suo contorno di novità ed eccitazione, può scombussolare positivamente i nostri figli. Spetta a noi genitori accompagnarli nella buona pratica di un sorriso sano anche quando partiamo verso la meta delle nostre vacanze estive. Non dimentichiamolo mai: i denti dei più giovani hanno bisogno di qualche attenzione in più!

Le buone abitudini non vanno in vacanza

La tabella di marcia può essere serrata, la voglia di controllare che le regole vengano rispettate può scarseggiare, ora che possiamo rilassarci, ma mantenere la routine di igiene orale che abbiamo insegnato ad applicare a casa è il primo passo per mantenere i denti sani anche in vacanza. Spingere i più piccoli ad apprendere un’abitudine sana può richiedere settimane di impegno, ma basta una settimana di pigrizia per far dimenticare i progressi fatti. Quindi la regola numero uno per ogni genitore dev’essere impostare la vacanza all’insegna della coerenza: non importa se siamo al mare o in montagna, dopo ogni pasto tutti ci laviamo i denti!

Una valigia... a prova di sorriso

Costume da bagno o scarponcini da trekking? Presi. Crema solare? Presa. Ma nella valigia dei nostri ragazzi dobbiamo assicurarci di far spazio anche per un kit per l’igiene orale. Un occhio di riguardo allo spazzolino da denti: assicuratevi di utilizzare un copri spazzolino di plastica traforata. La ventilazione, infatti, permette di mantenere le setole asciutte, limitando la crescita batterica.

Nel kit non possono mancare gli altri elementi essenziali per tenere i denti in forma smagliante: dentifricio, filo interdentale, collutorio e sostituti salivari spray. In vacanza capita di mangiare fuori, o di stuzzicare durante una passeggiata senza aver tempo di lavarsi subito i denti, come abbiamo insegnato ai nostri bambini. Per far fronte a queste piacevoli emergenze può essere utile portare con sé un sostituto salivare, che permette di tamponare il pH della bocca dopo aver mangiato, limitando la proliferazione dei batteri che causano la carie e lasciandoci il tempo di raggiungere lo spazzolino.

Se preferiamo viaggiare leggeri, che sia per le restrizioni di un volo aereo o perché abbiamo in programma una vacanza itinerante, è utile scegliere prodotti per l’igiene orale in confezioni tascabili, o travasarne la dose desiderata in contenitori riutilizzabili.

Un'alimentazione sana

Le vacanze estive sono il momento ideale per concedersi qualche sfizio. Che sia una merenda a base di gelato dopo una giornata in spiaggia, oppure una fetta di torta in una baita in montagna, mai come quando siamo in ferie i nostri bambini sono esposti a continue tentazioni.
Limitare il consumo di zuccheri è sempre la regola numero uno per mantenere i denti in salute. Concedersi qualche golosità è lecito, ma quando possibile cerchiamo di indirizzare i più piccoli verso scelte più salutari, come dei sani spuntini a base di frutta.

L'idratazione prima di tutto

È la regola base per rimanere in salute, ma con il caldo dei mesi estivi è ancora più importante non dimenticarci di bere adeguatamente. La disidratazione, infatti, interessa anche la salute del cavo orale, causando una diminuzione nella produzione di saliva e quindi una maggior suscettibilità della bocca all’attacco di microorganismi dannosi.

I lunghi viaggi in treno o in aereo per raggiungere le destinazioni di vacanza possono spingere i nostri figli a dissetarsi con bibite poco indicate: è sempre meglio evitare di consumare bevande dolci e gassate, spesso acide e sempre dannose per la salute dei denti.

Infine, durante un pomeriggio assolato la tentazione di dissetarsi con una bibita gelata è irresistibile. Il ghiaccio però non è amico dei denti, perché può danneggiarne lo smalto e può causare reazioni dolorose in chi è particolarmente sensibile. Utilizzare una cannuccia aiuta a limitare questo tipo di danni, anche se è sempre meglio consumare bevande non troppo fredde.

Una visita dal dentista per partire preparati

Le settimane prima della partenza sono il momento ideale per un check up dal dentista: proponiamo ai nostri ragazzi di organizzare il controllo periodico poco prima di andare in vacanza, in modo da andare incontro alle meritate giornate di riposo con denti e gengive in forma smagliante. Nessuno vuole rischiare una carie in spiaggia, dopotutto!

Mangiare bene rende il sorriso bello e sano: scopri la tabella dell’alimentazione per i bambini

Mangiare bene rende il sorriso bello e sano: scopri la tabella dell’alimentazione per i bambini

Quanto tempo passato a svezzare i nostri bambini, a insegnare loro a mangiare sano, magari a insistere davanti a un piatto di verdure che proprio non vogliono saperne di assaggiare…

La salute, si sa, passa anche dalla tavola. Quella dei denti non fa eccezione! L’educazione dei più giovani alle buone regole per un’alimentazione sana ed equilibrata ha effetti positivi anche sul sorriso.

Una corretta igiene orale, con l’uso costante di spazzolino, dentifricio, sostituti salivari e filo interdentale, è necessaria per avere denti e gengive in salute. Dall’alimentazione, tuttavia, arriva un aiuto importante. A volte, quando si tratta di bambini, occorre difendersi dai pericoli di alcuni cibi amici della carie.

Fornire ai piccoli di casa un’alimentazione equilibrata e ricca di cibi sani è già un ottimo punto di partenza, poiché quello che fa bene ai denti aiuta tutto l’organismo. In questo ci viene in aiuto la piramide alimentare, dandoci un’indicazione molto valida su quali alimenti preferire e quali limitare.

La piramide alimentare dei bambini: attenzione ai carboidrati

Un consumo eccessivo di carboidrati, per esempio, può essere dannoso. Non esagerare con i carboidrati semplici, come gli zuccheri che troviamo nei dolci come caramelle, cioccolato, biscotti, è una regola conosciuta da tutti. Occorre però fare attenzione anche agli amidi che troviamo ad esempio nelle patate o nella pasta.

In generale la permanenza di residui di cibo nel cavo orale (soprattutto carboidrati di cui i batteri sono golosi) causa un abbassamento del pH che, acidificandosi, porta alla demineralizzazione, erosione dentale e, infine, carie.

Per limitare l’insorgenza di problemi dentali è bene ridurre il consumo degli alimenti più dannosi, ma soprattutto è fondamentale rispettare un’attenta igiene orale dopo ogni pasto e snack: in questo modo vengono rimossi eventuali residui e si aiuta la saliva a ristabilire il pH neutro della bocca in tempi rapidi.

Al primo posto: Frutta e Verdura

Al contrario, gli alimenti ricchi di fibre sono i nostri migliori alleati per mantenere in salute i denti dei nostri bambini. Frutta e verdura fanno bene e possono diventare un’ottima alternativa sana a snack troppo ricchi di zuccheri o di carboidrati. Anche in questo caso, tuttavia, è necessario saper scegliere: via libera a tutti i prodotti ricchi di acqua e fibra, come ad esempio mele e pere, ma anche sedano, cetriolo, pomodori.

Attenzione invece ai “falsi amici”: banane, uva e fichi sono dolci e spesso i preferiti dai più piccoli, ma proprio per il loro alto contenuto di zuccheri possono essere dannosi per i denti. Non vanno eliminati dalla dieta, ma è bene non esagerare con il consumo, e pulire sempre il cavo orale con spazzolino oppure, utilizzare i sostituti salivary, in grado di riequilibrare il pH dopo averne mangiati.

Meglio scegliere alimenti ricchi di calcio

Un’altra idea per uno spuntino sano e amico dei denti è il formaggio, meglio se stagionato. L’alto contenuto di calcio, infatti, favorisce la salute dei denti. Altri alimenti ricchi di calcio sono lo yogurt, il pesce, come salmone, sgombro o sardine, e alcuni vegetali come broccoli o rucola.

Gelato sì o gelato no?

Convincere i più giovani a scegliere l’alternativa salutare può non essere semplice. Dopotutto, dire di no a un gelato o a una fetta di torta può mettere a dura prova anche la forza di volontà di noi adulti! È però necessario insistere e fornire cibi più sani. Cosa fare però quando la voglia di dolce è irrefrenabile? A volte cedere allo sfizio può essere inevitabile, e in questi casi è meglio proporre il dolce come complemento a un pasto, e non come merenda o snack.

Infatti dopo aver mangiato la bocca è più ricca di saliva, e questo rende più efficace l’azione “autopulente” del cavo orale. In condizioni normali la saliva impiega circa 40 minuti a ristabilire il pH naturale, per questo bisogna “aiutarla” con una corretta igiene orale (completa di spazzolino, filo interdentale e sostituti salivari).

Attenzione allo zucchero…

Oltre che negli alimenti solidi, lo zucchero può nascondersi anche in quello che versiamo nel bicchiere. Se evitare le bibite gassate e dolcificate può essere semplice, è tuttavia necessario prestare particolare attenzione a quelle bevande all’apparenza salutari, come i succhi di frutta che tanto spesso proponiamo ai nostri figli. È sempre meglio leggere con cura l’etichetta, e assicurarsi di scegliere prodotti senza zuccheri aggiunti.

Attenzione in generale ai cibi dalla consistenza appiccicosa, come tanti tipi di caramella (già poco indicati per l’alto contenuto di zuccheri), ma anche le apparentemente innocue barrette ai cereali. Questi possono infatti attaccarsi ai denti, resistendo all’azione lavante della saliva e addirittura a una pulizia con spazzolino poco accurata. Meglio lavarsi subito i denti dopo averli consumati!

… e agli snack

Un’altra indicazione utile che può darci la piramide alimentare riguarda gli snack. Non solo, come abbiamo già detto, limitare il consumo di dolciumi è la prima regola per dei denti sani a causa del contenuto di zuccheri: fare troppi spuntini, magari senza lavarsi i denti subito dopo, non permette alla saliva di svolgere al meglio la sua funzione di riequilibrare il pH del cavo orale.

Questo porta alla proliferazione di batteri che, con il tempo, causano placca, erosione di smalto e dentina e persino carie. Meglio proporre un paio di snack al giorno, a metà mattina e a metà pomeriggio, con l’avvertenza di non trascurare la pulizia subito dopo.

Educare i nostri bambini a un’alimentazione sana può sembrare difficile, perché rinunciare ai cibi più ricchi di zuccheri non è un’impresa da poco, soprattutto quando trascorrono così tanto tempo a scuola e sono sottoposti alla tentazione di snack e dolciumi fuori casa. Possiamo però fornire loro pasti sani ed equilibrati, e dare il buon esempio con un’accurata igiene orale ogni volta che mangiamo: in questo modo creeremo una serie di buone abitudini. E i sorrisi smaglianti dei nostri piccoli ci ringrazieranno!

Salute orale? Attenzione ai continui spuntini

Salute orale? Attenzione ai continui spuntini

Chi mangia sano vive meglio.

Una buona alimentazione è importante anche per preservare la salute del cavo orale: un’alimentazione equilibrata e una buona igiene orale prevengono infatti molti dei danni ai denti.

Attenzione però a cosa e con che frequenza si mangia!

In molti regimi alimentari, soprattutto per i più piccoli, si consigliano degli spuntini tra un pasto e l’altro, per mantenere alta l’energia utile a concentrarsi, allenarsi, lavorare etc.

Gli snack a base di cioccolato e zucchero, che spesso attirano la nostra attenzione al supermercato, attratti dai messaggi pubblicitari, però, non sono sani né per il corpo né per i denti. Spesso sono privi di sostanze realmente nutrienti, ma ricche di zuccheri e grassi, aumentando così il rischio di sovrappeso e di carie.

Gli spuntini a base di frutta o verdura cruda, invece, non sono dannosi per i denti e apportano sostanze preziose per il metabolismo. Sempre meglio dunque preferire frutta secca (noci, mandorle etc), frutta fresca, latticini (formaggi, Yogurt) o prodotti integrali che forniscono l’energia sufficiente per tenere a bada la fame fino al pasto successivo. Accompagnare poi con acqua o the non zuccherato, evitando le bevande gassate e dolci.

Quello che bisogna evitare poi è anche il numero e la frequenza ripetuta nel tempo degli spuntini. In questo caso infatti, la saliva non riesce a compiere appieno la propria funzione di tampone e il pH orale si trova in zona acida molto più a lungo, aumentando il periodo di esposizione dello smalto in fase di demineralizzazione, causa di erosione dentale e carie. Inoltre aumenta la proliferazione dei batteri acidoficili, responsabili di molte patologie del cavo orale.

Qualche spruzzo di Cariex®, Spray Dentale, tutte le volte che si mangia, aiuta a mantenere stabile il pH, per bocca e denti sani nel tempo, soprattutto nelle occasioni in cui non è possibile lavarsi i denti.

Le età dell’igiene orale

Le età dell’igiene orale

Molto spesso ci si è imbattuti in numerosi suggerimenti relativi ad una corretta alimentazione in funzione dell’età, ma raramente si sente parlare di come modificare la propria Dieta per una corretta Igiene orale nei diversi momenti della vita.

0-5 ANNI – INFANZIA
Per i bebè serve la garzina. Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto è bene passare con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del bambino.
Nella prima infanzia (0-2 Anni) si raccomanda di evitare succhi o bevande zuccherate dal biberon, in particolare durante la notte e abituare da subito i bambini all’utilizzo dello spazzolino.
Nella seconda infanzia invece (2-5 Anni) evitare di “viziare” troppo il bambino con il dolce, con merendine, caramelle e bevande zuccherate, per non andare incontro alla caduta precoce dei denti da latte, causa di un disallineamento dei permanenti alla crescita.

6-18 ANNI – GIOVINEZZA
I bambini crescono e diventano più indipendenti nella propria alimentazione. È bene dunque cercare di “educarli” a limitare il numero di snack fuori pasto e a una corretta igiene orale, soprattutto per tutti i portatori di apparecchio ortodontico. Specialmente nella fase adolescenziale è bene cercare di limitare il consumo delle bibite gassate, causa di erosione dentale e carie.

18-65 ANNI – MATURITA’
In fase adulta si tende ad essere decisamente più consapevoli delle buone regole per una corretta igiene orale, ma purtroppo spesso gli stili di vita, molto frenetici e lontano da casa, tendono a prendere il sopravvento. Evitare spuntini frequenti, i cibi molto acidi e lavarsi spesso i denti, sono sicuramente fra le regole cardine per una corretta dieta orale, per prevenire molto delle patologie più frequenti ed un invecchiamento precoce dei denti.

DOPO I 65 ANNI – ANZIANITA’ 
In questo periodo il cavo orale risente di tutte le patologie sviluppate nel corso della propria vita. L’anziano potrebbe avere gengive più delicate e aver perso qualche elemento, e avere problemi di ridotta salivazione, per cui è sempre bene adattare la dieta orale di conseguenza alla propria condizione e sottoporsi a controlli periodici più frequenti.

Cariex®, spray dentale, che controlla il pH è indicato ad ogni età: nella prima infanzia per contrastare il mughetto e facilitare l’igiene orale dei più piccoli, nella giovinezza per gli snack fuori pasto e i portatori di apparecchi ortodontici, nella fase adulta per evitare carie ed erosione e mantenere un sorriso giovane e per gli anziani, per alleviare i disturbi della xerostomia e i problemi gengivali. Cariex® è sempre particolarmente raccomandato quando non è possibile lavarsi i denti e prima di coricarsi.