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Xerostomia: un valido sostituto salivare

Xerostomia: un valido sostituto salivare

La secchezza orale è una condizione piuttosto complessa, spesso sottovalutata e soprattutto abbastanza frustante per tutti coloro che ne soffrono. Molto diffusa nelle persone anziane, soprattutto nelle donne, e colpisce un quarto della popolazione.

La saliva, gioca infatti un ruolo fondamentale in molti processi: non solo conserva la bocca umida, ma aiuta nella digestione del cibo, protegge i denti dal deterioramento, previene le infezioni controllando i batteri presenti nella bocca e rende possibile la masticazione e la deglutizione.

Questo problema può andare da una lieve riduzione del flusso salivare, come disturbo temporaneo, dovuto principalmente a situazioni di stress o nervosismo, sino a situazioni più complesse di compromissione della salute orale che riguarda sia i tessuti duri che i tessuti molli.

La secchezza della bocca, detta anche Xerostomia, rappresenta solamente il sintomo di una serie di malattie che, a vario titolo, coinvolgono le ghiandole salivari con alterazioni della loro capacità di produrre saliva.

Nonostante non sia ancora stata scientificamente stabilita una relazione tra la riduzione della saliva e l’età, c’è però un evidente legame tra terapie farmacologiche e la mancanza del flusso salivare negli anziani. Diverse patologie inoltre, come la Sindrome di Sjögren, il Diabete, l’Artrite Reumatoide, il Lupus Eritematosus Sistemico, sono associate alla presenza di xerostomia, così come è osservabile nelle persone sottoposte a trattamenti radioterapici.
La mancanza di salivazione, diventa problema sempre più pressante che spesso può rivelarsi molto fastidioso per le persone che ne soffrono. Fino ad oggi nessuno dei prodotti sostitutivi della saliva disponibili sul mercato è risultato in grado di controllare efficacemente i sintomi legati alla secchezza orale.

In quest’ottica nasce Cariex®, sviluppato in collaborazione con l’Università Insubria di Varese. Si tratta di un nuovo spray, utilizzabile in qualsiasi occasione della giornata e anche durante le ore notturne. Il prodotto è a base di bicarbonato, per garantire un ottimo controllo del pH salivare, una lubrificazione delle mucose orali e pertanto un’immediata sensazione di sollievo per coloro che soffrono di xerostomia o iposalivazione.

Il bicarbonato di sodio in bocca si dissolve in acqua e anidride carbonica in presenza di acidità, Cariex® può quindi essere utilizzato ripetutamente nell’arco della giornata e durante la notte, applicando lo spray sulle mucose orali, senza alcuna controindicazione o effetto collaterale. Cariex® è inoltre in grado di risolvere i problemi di Micosi (candidosi) e Alitosi spesso associati alla mancanza di salivazione. Cariex® inoltre, grazie al controllo dell’acidità riduce i fenomeni di carie e di erosione tipicamente osservabili in coloro che soffrono di xerostomia.

Cariex® è un valido sostituto della saliva. Oltre a riportare il cavo orale a pH neutro, la combinazione con il Xilitolo risulta efficace per contrastare batteri e infezioni.

Inoltre, la presenza di Acido Ialuronico, aiuta i processi di guarigione dei tessuti, mantenendo le mucose umettate e riducendo il dolore. E’ facile da usare: bastano solo tre spruzzi quando si ha la sensazione di secchezza e dopo ogni pasto.

 

© 2016 John Wiley & Sons A/S and The Gerodontology Association. Published by John Wiley & Sons Ltd: “Impact of a sodium carbonate spray combined with professional oral hygiene procedures in patients with Sjogren’s syndrome: an explorative study” – Alessio Gambino, Roberto Broccoletti, Adriana Cafaro, Marco Cabras, Paola Carcieri and Paolo G. Arduino. Department of Surgical Sciences, CIR – Dental School, University of Turin, Turin, Italy.

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

La sensazione di bocca secca  è un fastidio frequente che può essere dovuto a tante ragioni diverse. Una delle cause a cui occorre prestare più attenzione è il diabete, che ha tra i suoi sintomi proprio la cosiddetta xerostomia.

Il diabete mellito è una delle malattie più diffuse al mondo, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda oltre 340 milioni di pazienti. I sintomi più diffusi del diabete sono l’aumento incontrollato della sensazione di fame e di sete, il malessere fisico e, in caso di analisi del sangue, un aumento della concentrazione ematica degli zuccheri. Infatti nei pazienti con diabete si assiste a un malfunzionamento del processo di metabolizzazione del glucosio a causa di un’insufficiente (o assente) produzione dell’ormone deputato a questo processo, ovvero l’insulina.

Alcune complicazioni del diabete sono ben note e monitorate, come ad esempio i problemi alla vista o alla circolazione periferia. Tuttavia anche il cavo orale può risentire di questa condizione, che spesso si manifesta con infezioni delle mucose della bocca o, appunto, la xerostomia.

La sensazione di bocca secca in senso generale può dipendere dall’insufficiente produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari o da una modifica nella composizione della saliva stessa. Nel caso del diabete, entrambi questi fattori contribuiscono al fastidio a carico delle mucose.

Qual è il rapporto tra diabete e bocca secca?

La sensazione di bocca secca è un disturbo molto frequente che riguarda fino a un terzo della popolazione. In caso di persone affette da diabete di tipo 1 e di tipo 2, però, l’incidenza della xerostomia aumenta, arrivando a toccare fino al 50% dei pazienti diabetici.

Nel caso di persone affette da diabete si assiste a un vero circolo vizioso: alti livelli di zucchero nel sangue portano a una altrettanto alta concentrazione di glucosio nella saliva. I microorganismi dannosi che vivono naturalmente in bocca (e che di solito sono tenuti sotto controllo dal sistema immunitario e dall’azione della saliva) si nutrono proprio di zuccheri. Di fronte a un banchetto particolarmente ricco, quindi, prosperano, portando così a malattie come stomatiti o mughetto. Inoltre, la presenza di questi microorganismi patogeni acidifica il cavo orale; in assenza della corretta azione tampone della saliva, questa acidità danneggia lo smalto dei denti.

Le cause che scatenano la secchezza nelle fauci nella popolazione diabetica sono diverse, e tutte da tenere in considerazione nell’ottica di una corretta gestione della malattia.

I pazienti con diabete sono maggiormente soggetti a disidratazione. In presenza di questa malattia, infatti, il glucosio, un tipo di zucchero, tende ad accumularsi nel sangue. I reni sono così costretti a… fare gli straordinari per filtrare e assorbire questo eccesso di zucchero. Se il diabete non è correttamente controllato con la giusta terapia, i reni possono faticare a eseguire questo compito: il glucosio in eccesso viene così espulso insieme all’urina, richiamando per osmosi ulteriori fluidi dai tessuti. Questo porta alla disidratazione, che si accentua a causa della tendenza a una minzione più frequente nei diabetici.

Questo sovraccarico dei reni può, con il tempo, comprometterne la funzionalità. Una delle più frequenti complicazioni del diabete è infatti la progressiva insufficienza renale. Se non trattata, l’insufficienza renale può tradursi in un grave blocco renale; anche nelle fasi iniziali, però, la patologia comporta problemi nella gestione dei liquidi corporei e, collateralmente, anche la sensazione della bocca secca.

Uno dei campanelli d’allarme nonché delle condizioni più serie correlate al diabete è, come abbiamo visto, l’aumento dei livelli di zuccheri nel sangue. La cosiddetta iperglicemia porta con sé diversi pericoli, come ad esempio, nel lungo periodo, la perdita della vista. Ma anche a stadi più precoci l’eccesso di zuccheri nel sangue può tradursi in un’alta concentrazione di glucosio anche nella saliva. Questo, di conseguenza, rende le persone con diabete non controllato più soggette tanto alla xerostomia come sintomo dell’iperglicemia, quanto a malattie che annoverano tra i loro sintomi proprio la bocca secca. Ad esempio, la candida orale o mughetto prospera in ambienti ricchi di zuccheri… e per le persone con diabete questo può essere piuttosto preoccupante!

Infine, anche alcuni farmaci impiegati nel trattamento del diabete possono avere, tra i loro effetti collaterali, proprio la sensazione di bocca secca.

Come dare sollievo alla bocca secca in caso di diabete

La persistente sensazione di secchezza delle fauci è uno dei sintomi che può far pensare al diabete. Pertanto, se il disturbo non si risolve con qualche semplice accorgimento è opportuno consultare il medico per approfondire le analisi.

In caso di diagnosi di diabete già accertata, il primo passo fondamentale è l’aderenza alla terapia indicata dallo specialista. La corretta assunzione di insulina e di altri farmaci deputati al controllo della glicemia, infatti, è la base per un corpo sano… e quindi anche per una bocca in salute.

Anche le persone con diabete, sempre sotto controllo medico, possono optare per sane abitudini che aiutino a mantenere la bocca ben idratata, come ad esempio limitare il consumo di cibi troppo salati o speziati e di caffeina, astenersi dal fumo e prestare particolare attenzione all’igiene orale. Come abbiamo visto questa è una problematica delicata in caso di diabete, e sarà quindi necessaria qualche cura in più.

Se da un lato esistono farmaci in grado di stimolare la produzione di saliva, dall’altro è possibile ottenere un rapido sollievo dalla bruciante sensazione di bocca secca grazie a rimedi naturali e alla portata di tutti: stiamo parlando degli spray orali, come Cariex®. Gli spray orali a base di ingredienti naturali, come il bicarbonato per tamponare l’acidità, lo xilitolo per la salute dei denti e l’acido ialuronico, idratante e presente nelle nostre cellule, leniscono rapidamente il fastidio. Nel dubbio, è sempre opportuno chiedere un consulto specialistico: una vita serena con il diabete è possibile, una bocca sana è un diritto di tutti.

Bocca secca di notte: come prevenire il disturbo

Bocca secca di notte: come prevenire il disturbo

Dopo una lunga notte di sonno il risveglio può non essere dei più rosei. Aprire gli occhi e rendersi conto di avere la bocca asciutta e impastata non è certo una sensazione gradevole! La bocca secca di notte non è di per sé una malattia, quanto piuttosto un sintomo che può essere gestito con qualche accorgimento e un aiuto da parte della natura.

Ma cosa causa questa fastidiosa sintomatologia?

Le cause della bocca secca

Una delle cause più comuni della bocca secca al risveglio… non ha direttamente a che fare con la bocca stessa! Infatti, in presenza di ostruzione nasale legata a un raffreddore, a una sinusite o a una deviazione del setto nasale, è normale trovarsi a dormire con la bocca aperta. Questa abitudine si traduce in una evaporazione della saliva che è naturalmente responsabile della lubrificazione del cavo orale. Come conseguenza di questa abitudine del sonno, le mucose della bocca, delle guance e la superficie della lingua si asciugano, dando così origine alla sensazione impastata al risveglio.

Questa situazione si aggrava in quelle persone che soffrono di apnee notturne, ovvero che hanno la tendenza a trattenere il fiato durante il sonno. Si tratta di un’anomalia della respirazione, molto frequente in coloro che hanno la tendenza a russare frequentemente di notte. Problemi di questo genere si traducono nella tendenza a fare ricorso alla respirazione orale, e, come nel caso dell’ostruzione nasale, questo comporta una disidratazione delle mucose durante il sonno.

A volte la causa della bocca secca di notte non è legata a problemi fisici ma ad abitudini poco corrette su cui è possibile intervenire, come ad esempio l’assunzione non sufficiente di liquidi. La saliva è composta quasi integralmente da acqua; se durante il giorno è facile bere con frequenza e quindi fornire abbastanza “materia prima” per la produzione di saliva, di notte si può solo fare affidamento sulle scorte accumulate durante la fase di veglia. Così, se di giorno non si beve a sufficienza, durante il sonno l’idratazione del cavo orale ne risentirà e la bocca quando ci sveglieremo risulterà sgradevolmente secca.
Sempre in relazione al livello di idratazione del corpo e al suo effetto sul manifestarsi della bocca secca di notte, è opportuno trattenersi dal consumare caffeina e alcolici prima di andare a letto. Non solo possono interferire negativamente con il sonno, ma sono sostanze che portano a disidratazione, andando così a peggiorare la situazione di secchezza delle fauci.

Alcune malattie, quali il diabete, la sindrome di Sjorgen e disturbi autoimmuni come l’artrite reumatoide hanno, tra i loro sintomi, proprio la bocca secca. Durante la notte questo sintomo può diventare più evidente. Lo stesso si può dire per alcuni farmaci, dai comuni antistaminici contro le allergie a svariati chemioterapici e radioterapici.

Infine, tutte queste cause hanno un impatto ancor più importante nel caso di persone anziane. Se da un lato con l’età risulta più frequente la ridotta assunzione di liquidi durante la giornata con conseguente disidratazione generalizzata, dall’altro è scientificamente dimostrato che con l’invecchiamento la composizione della saliva si modifica, rendendola meno efficiente nel suo compito di mantenere l’idratazione del cavo orale.

Rimedi naturali alla bocca secca di notte e buone abitudini

Un primo, semplice rimedio per godersi un risveglio privo del fastidio della bocca secca è rendere la camera da letto un ambiente salubre e confortevole. È importante assicurarsi che il luogo dove trascorriamo le ore notturne abbia un adeguato livello di umidità, perché l’aria secca è un fattore importante nella disidratazione delle mucose. L’impiego di un semplice umidificatore ambientale può essere sufficiente a ottenere questo risultato.

Facciamo attenzione ai prodotti che usiamo per l’igiene orale: molti collutori infatti contengono alcol, che anche in caso di impiego locale e non sistemico (quindi in assenza di ingestione, come appunto nei collutori) può contribuire a disidratare il cavo orale.

Beviamo in abbondanza durante il giorno, prediligendo acqua, tisane e infusi senza zucchero. È sempre bene tenere sul comodino un bicchiere o una bottiglietta d’acqua, in modo che, se durante la notte dovesse venirci sete, potremo bere qualche sorso senza doverci alzare. A volte la pigrizia è difficile da sconfiggere!

Un’altra buona abitudine da osservare durante il giorno per garantirci un sonno piacevole è limitare il consumo di cibi molto salati (una scelta che fa bene a tutto l’organismo, e non solo alla bocca!) e piccanti o speziati, soprattutto a cena.

Infine, se vogliamo ottenere il massimo da queste abitudini salutari, o se il cambiamento dello stile di vita non dovesse essere sufficiente a rimediare al fastidio della bocca secca durante il sonno, dalla natura arriva un aiuto che può rivoluzionare le nostre notti: Cariex®, uno spray orale che vada a sopperire all’insufficiente azione della saliva. Questo spray contiene principi attivi naturali, quali il bicarbonato, utile per bilanciare l’acidità orale, lo xilitolo, indicato per ripristinare la mineralizzazione dei denti, e infine l’acido ialuronico, idratante e fisiologicamente presente nelle nostre cellule. Bastano pochi spruzzi per aiutare a mantenere ben idratata la bocca, riducendo così la sensazione di bocca secca al risveglio.

Bocca impastata: un fastidio comune

Bocca impastata: un fastidio comune

Conosciamo tutti quella sensazione sgradevole: ci svegliamo al mattino con la sensazione di avere la lingua secca, oppure mentre ci prepariamo per un’uscita serale ci accorgiamo con orrore che il rossetto ci si sta incollando ai denti. Che fastidio!

La secchezza delle fauci, nota comunemente come bocca impastata, può essere un fastidio momentaneo e fisiologico ma anche il segnale di qualcosa di più serio. Per fortuna possiamo trovare sollievo da questo sintomo così antipatico con pochi semplici rimedi.

Le cause della bocca impastata: disturbi fisici, cattive abitudini ma non solo

La bocca può seccarsi, dando così origine alla sensazione di impastamento, per un gran numero di ragioni diverse. Alcune sono fisiologiche o derivano da abitudini alimentari sbagliate; altre invece sono correlate a malattie o a condizioni fisiche specifiche. Alla radice del problema, però, c’è sempre una carenza di saliva, e quindi di una corretta idratazione della bocca.

Capita a tutti di dormire con la bocca aperta. Sia che dipenda da un brutto raffreddore, sia che questo accada come conseguenza di problemi strutturali delle vie aeree e relativo russamento, il risultato è ben noto: ci si sveglia con la bocca impastata! In questo caso risolvere il problema alla radice può contribuire a ridurre il fastidio.

Con l’età, il corpo tende naturalmente ad avere maggiori difficoltà a mantenere un giusto grado di idratazione. Questo può dipendere dalla tendenza delle persone anziane a bere meno, ma anche dal fatto che, invecchiando, si assumono più farmaci, che come vedremo tra poco possono influire con la produzione di saliva. Quindi, per quanto la bocca secca non sia una diretta conseguenza dell’invecchiamento, diventa una problematica diffusa nella fascia di popolazione più anziana.

Numerosi farmaci hanno, tra i loro effetti collaterali, l’aumento della sensazione di bocca secca. Alcuni sono molto diffusi e utilizzati per disturbi comuni, come gli antistaminici usati per contrastare le allergie o quelli impiegati per abbassare la pressione sanguigna; altri sono fondamentali per curare situazioni anche gravi, come i farmaci per il Parkinson o numerosi radioterapici e chemioterapici per la terapia antitumorale. Altri ancora, come quelli per il controllo dell’incontinenza urinaria, sono di uso più frequente nelle persone anziane. Questo va ad amplificare il problema della bocca impastata nella terza età, come abbiamo visto in precedenza.

Fumare fa male, e ormai lo sappiamo tutti. Quello che forse è meno noto è il rapporto tra tabacco e salute del cavo orale. Il fumo di sigaretta, infatti, non impatta solamente la salute dei denti, ma anche il grado di disidratazione orale, scatenando o peggiorando la sensazione di bocca impastata.

Al contrario, bere acqua… fa bene! Mantenere il giusto livello di idratazione assumendo un’adeguata quantità di liquidi durante la giornata è fondamentale per evitare di patire gli effetti della bocca secca. Ciò è ancor più vero nel caso di temperature elevate e intensa attività fisica: se i fluidi corporei sono “deviati” verso altre funzioni, come ad esempio la sudorazione, la bocca ne risentirà. Attenzione però: sì all’assunzione di liquidi, no alle bevande zuccherine o alcoliche. Acqua o infusi non dolcificati sono la scelta ideale per rimanere idratati. Le bevande alcoliche, invece, non fanno che incrementare la disidratazione. E anche la bocca ne risente!

Lo abbiamo anticipato, e ora andiamo nel dettaglio: oltre a queste condizioni legate all’età o alle abitudini esistono svariate malattie che includono tra i loro sintomi la bocca secca. Alcuni disturbi psichiatrici, come l’ansia o la depressione, possono avere come sintomo la secchezza delle fauci. Sintomo che è comune anche a malattie quali il morbo di Parkinson, l’AIDS o la sindrome di Sjogren.

I sintomi della bocca secca: dal semplice fastidio a problematiche più serie

Basterebbe la sgradevolezza che deriva dalla bocca secca per desiderare di trovare dei rimedi. In realtà, però, ci sono casi in cui la condizione evolve al di là del semplice impastamento, dando origine a problematiche ben più serie.

Uno dei sintomi più frequenti è l’alitosi, causata dalla proliferazione batterica non più controllata dall’azione della saliva. Labbra, mucose e superficie della lingua possono seccarsi a tal punto da andare incontro a fessurazione e a piccole ma dolorose ferite, che possono addirittura tradursi in ulcere.

La saliva ha un ruolo fondamentale nel mantenere pulita la bocca. In caso di produzione insufficiente gli effetti possono andare al di là della semplice mancanza di lubrificazione: se il delicato equilibrio della flora batterica orale viene disturbato, alcuni microorganismi dannosi possono prendere il sopravvento. Così è possibile che dalla semplice sensazione di bocca impastata si arrivi a infezioni da candida (mughetto), carie, gengiviti o stomatiti.

Ma non solo: la saliva è coinvolta anche nella percezione dei sapori. Una bocca eccessivamente secca può così dare origine alla disgeusia, ovvero all’alterata percezione dei gusti. Spesso in bocca permane un sapore cattivo.

I rimedi: buone abitudini e un aiuto prezioso dalla natura

Alcune delle cause responsabili della sensazione di bocca impastata dipendono dalle nostre abitudini: smettere di fumare, bere più acqua, limitare il consumo di bevande dolci e di alcolici sono piccoli cambiamenti che possono dare grandi risultati. Anche l’impiego di umidificatori in camera da letto per evitare di dormire in ambienti eccessivamente asciutti può essere molto utile.

Per un aiuto in più, o per affrontare quelle situazioni in cui la bocca secca dipende da fattori non modificabili, è possibile fare ricorso a spray orali a base di componenti naturali, quali l’acido ialuronico, fondamentale per mantenere l’idratazione. Questi spray, come Cariex®, coadiuvano l’azione lubrificante e idratante della saliva, aiutando ad attenuare il disagio e regalandoci così una bocca più sana e fresca.

Le età dell’igiene orale

Le età dell’igiene orale

Molto spesso ci si è imbattuti in numerosi suggerimenti relativi ad una corretta alimentazione in funzione dell’età, ma raramente si sente parlare di come modificare la propria Dieta per una corretta Igiene orale nei diversi momenti della vita.

0-5 ANNI – INFANZIA
Per i bebè serve la garzina. Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto è bene passare con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del bambino.
Nella prima infanzia (0-2 Anni) si raccomanda di evitare succhi o bevande zuccherate dal biberon, in particolare durante la notte e abituare da subito i bambini all’utilizzo dello spazzolino.
Nella seconda infanzia invece (2-5 Anni) evitare di “viziare” troppo il bambino con il dolce, con merendine, caramelle e bevande zuccherate, per non andare incontro alla caduta precoce dei denti da latte, causa di un disallineamento dei permanenti alla crescita.

6-18 ANNI – GIOVINEZZA
I bambini crescono e diventano più indipendenti nella propria alimentazione. È bene dunque cercare di “educarli” a limitare il numero di snack fuori pasto e a una corretta igiene orale, soprattutto per tutti i portatori di apparecchio ortodontico. Specialmente nella fase adolescenziale è bene cercare di limitare il consumo delle bibite gassate, causa di erosione dentale e carie.

18-65 ANNI – MATURITA’
In fase adulta si tende ad essere decisamente più consapevoli delle buone regole per una corretta igiene orale, ma purtroppo spesso gli stili di vita, molto frenetici e lontano da casa, tendono a prendere il sopravvento. Evitare spuntini frequenti, i cibi molto acidi e lavarsi spesso i denti, sono sicuramente fra le regole cardine per una corretta dieta orale, per prevenire molto delle patologie più frequenti ed un invecchiamento precoce dei denti.

DOPO I 65 ANNI – ANZIANITA’ 
In questo periodo il cavo orale risente di tutte le patologie sviluppate nel corso della propria vita. L’anziano potrebbe avere gengive più delicate e aver perso qualche elemento, e avere problemi di ridotta salivazione, per cui è sempre bene adattare la dieta orale di conseguenza alla propria condizione e sottoporsi a controlli periodici più frequenti.

Cariex®, spray dentale, che controlla il pH è indicato ad ogni età: nella prima infanzia per contrastare il mughetto e facilitare l’igiene orale dei più piccoli, nella giovinezza per gli snack fuori pasto e i portatori di apparecchi ortodontici, nella fase adulta per evitare carie ed erosione e mantenere un sorriso giovane e per gli anziani, per alleviare i disturbi della xerostomia e i problemi gengivali. Cariex® è sempre particolarmente raccomandato quando non è possibile lavarsi i denti e prima di coricarsi.

I sostituti salivari, un aiuto per il benessere della tua bocca

I sostituti salivari, un aiuto per il benessere della tua bocca

sostituti salivari sono prodotti liquidi o spray che possono venire in nostro aiuto quando le ghiandole salivari presenti nella nostra bocca non funzionano più a dovere. La saliva, infatti, è fondamentale per la salute del cavo orale. La sua mancanza può causare la secchezza delle fauci, detta anche xerostomia o, molto più comunemente, bocca secca, con la possibilità di andare incontro non solo a fastidio e dolore, ma anche a veri e propri danni a carico di denti e gengive a causa dell’acidificazione del pH orale.

La saliva: perché è importante

La saliva ricopre un ruolo fondamentale per la salute della bocca e di tutto il nostro organismo.

Prodotta dalle ghiandole salivari che si trovano in diverse zone del cavo orale, la saliva svolge innanzitutto la funzione di mantenerne i tessuti idratati e di salvaguardare l’igiene della bocca. La composizione della saliva la rende essenziale per bilanciare il pH orale, che tende spontaneamente ad acidificarsi in presenza di residui di cibo e batteri. Questo permette di limitare la proliferazione dei batteri responsabili di placca e carie, mantenendo la bocca più sana.

L’idratazione delle mucose è importante per proteggerle dai piccoli traumi che potremmo causarci quando mastichiamo e deglutiamo.

Ma non è tutto! La saliva grazie ai suoi enzimi svolge una funzione di rilievo anche per quanto riguarda la digestione, oltre a permetterci di sentire correttamente i sapori, aiutando a trasportare le molecole fino alle papille gustative che ci consentono di percepirli.

La funzione più elaborata della saliva riguarda il mantenimento e il ripristino del corretto pH della bocca. Grazie a uno dei suoi componenti, il bicarbonato, la saliva svolge la funzione di sistema tampone.
Quando mangiamo, il pH della bocca si acidifica, ma dopo quaranta minuti circa la saliva riesce a neutralizzarlo.
Perché questo è così fondamentale? Perché una bocca acida non è una bocca sana: i denti potrebbero demineralizzarsi, e microorganismi dannosi potrebbero proliferare causando malattie fastidiose e spesso molto dolorose, come carie o mughetto.

E quando non ne abbiamo abbastanza?

Abbiamo visto quanto sia importante la saliva per la nostra salute. Quando le ghiandole salivari non funzionano a dovere e non ne secernono abbastanza, andiamo incontro a un disturbo noto come xerostomia, o bocca secca. Si tratta di una condizione diffusa, che interessa circa il 20% della popolazione. Le donne, soprattutto con l’arrivo della menopausa, ne sono più colpite, ma la xerostomia non risparmia anche gli uomini.
Le cause sono svariate, dall’avanzare dell’età, con conseguente rallentamento della funzionalità delle ghiandole salivari, all’utilizzo di alcuni farmaci, come i chemioterapici ma anche molti di uso più comune, come gli antistaminici. Alcune malattie possono riscontrare, tra i vari sintomi, anche la xerostomia.

La riduzione nella produzione di saliva può causare difficoltà nella deglutizione e nella masticazione, alterare il senso del gusto e portare a danni ai denti e alle gengive.

Prevenire o alleviare la xerostomia a volte è possibile con alcuni semplici accorgimenti: limitare il consumo di alcolici, evitare il fumo e bere molta acqua sono tutti stratagemmi che fanno bene alla salute… e non solo della nostra bocca! Attenzione anche all’utilizzo di collutori troppo aggressivi che contengano alcol: possono disidratare le mucose, portando, a lungo andare, alla secchezza della bocca.

Quando questa situazione si presenta, tuttavia, è opportuno correre ai ripari, anche rivolgendosi a un medico qualora la xerostomia si aggravi.

A volte le ghiandole salivari hanno solo bisogno di essere stimolate. In questi casi può essere sufficiente assumere cibi in grado di aumentare la produzione di saliva, come ad esempio il succo di limone, oppure consumare gomme da masticare con xilitolo, che svolge la medesima funzione.

Talvolta, però, questo non è sufficiente. Che sia perché la xerostomia è diventata un problema cronico, oppure perché, in seguito a specifici trattamenti medici (come ad esempio radioterapia o chemioterapia per tumori alla testa o al collo), le ghiandole salivari hanno smesso definitivamente di funzionare, può rendersi necessario utilizzare un sostituto salivare.

La saliva artificiale

Se il nostro organismo non produce abbastanza saliva, possiamo trovare un aiuto nei sostituti salivari.

Si tratta di prodotti liquidi o spray da applicare sulle mucose. Il loro scopo è di simulare l’effetto della saliva, lubrificando le mucose ed alleviando il fastidio causato dalla xerostomia: l’uso costante, infatti, permette di regolare l’idratazione del cavo orale, limitando così le difficoltà nella deglutizione e l’alterazione del senso del gusto.

I sostituti salivari sono quanto di più vicino alla complessa ed efficace composizione della saliva sia disponibile.

Oggi esistono numerose opzioni tra cui scegliere quando occorre utilizzare la saliva artificiale. Si tratta generalmente di prodotti senza prescrizione medica, in grado di dare un sollievo temporaneo dalla secchezza delle fauci.

Solitamente i sostituti salivari sono a base di acqua, con l’aggiunta di sostanze che imitino la consistenza della saliva.

Tra queste opzioni, Cariex® è una delle alternative di particolare efficacia. Si tratta di un prodotto a base di sostanze naturali, come ad esempio xilitolo, acido ialuronico e bicarbonato. Questi ingredienti cooperano per ottenere un effetto sinergico: da un lato stabilizzano il pH della boccaintervenendo istantaneamente per abbattere l’acidità; dall’altro aiutano a combattere eventuali infezioni batteriche o fungine che possono essere causa o effetto secondario della xerostomia. Inoltre, Cariex® idrata le mucose, dando immediato sollievo dal dolore.

La formulazione in spray di Cariex® lo rende di facile utilizzo: bastano pochi secondi per alleviare il fastidio di una bocca troppo secca. Infine, la sua consistenza, pensata per aderire alle mucose, consente un sollievo di lunga durata. Questo aspetto innovativo va a contrastare uno dei principali limiti dei sostituti salivari, ovvero la necessità di applicazioni molto frequenti per assicurare un’efficacia duratura.

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