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Xerostomia e bocca secca: cause, sintomi e come gestirle

Xerostomia e bocca secca: cause, sintomi e come gestirle

La sensazione di bocca secca può comparire occasionalmente, per esempio nei periodi di stress o quando si beve poco, ma quando diventa frequente può interferire con parlare, mangiare, deglutire e con il benessere generale del cavo orale.

In ambito medico si parla spesso di xerostomia e iposalivazione, due termini che però non indicano esattamente la stessa cosa.

La xerostomia è la sensazione soggettiva di bocca secca, mentre l’iposalivazione indica una riduzione misurabile del flusso salivare. Le due condizioni possono presentarsi insieme, ma non necessariamente.

Perché la saliva è così importante?

La saliva non serve soltanto a mantenere umida la bocca.

Contribuisce a:

  • lubrificare mucose e tessuti;
  • facilitare masticazione e deglutizione;
  • favorire la percezione dei sapori;
  • rimuovere residui alimentari;
  • partecipare alla regolazione del pH orale;
  • proteggere i tessuti duri e molli del cavo orale.

Quando il flusso salivare si riduce significativamente, possono aumentare discomfort, difficoltà nella fonazione e nella deglutizione e il rischio di alcune problematiche orali, comprese carie e infezioni.

Quali sono le cause della bocca secca?

La xerostomia può avere origini molto diverse.

Una delle cause più frequenti è rappresentata dai farmaci: numerose terapie possono infatti provocare secchezza orale come effetto indesiderato, e il problema diventa particolarmente rilevante in presenza di politerapia.

Tra gli altri fattori possono rientrare:

  • disidratazione;
  • respirazione orale;
  • alcune malattie sistemiche;
  • sindrome di Sjögren;
  • diabete;
  • trattamenti radioterapici nella regione testa-collo;
  • alterazioni della funzione delle ghiandole salivari.

Anche l’età può essere associata più frequentemente alla bocca secca, soprattutto per il maggior utilizzo di farmaci e la presenza di altre condizioni di salute, ma invecchiare non significa necessariamente produrre meno saliva.

Come si manifesta la xerostomia?

Oltre alla sensazione di secchezza, possono comparire:

  • bocca o lingua “impastata”;
  • necessità frequente di bere;
  • difficoltà nel parlare a lungo;
  • fastidio durante la masticazione o la deglutizione;
  • bruciore o maggiore sensibilità delle mucose;
  • alterazione del gusto;
  • secchezza soprattutto durante la notte o al risveglio.

Se questi sintomi sono persistenti, è utile parlarne con il medico, il dentista o l’igienista dentale per comprenderne l’origine.

Cosa fare quando la bocca è secca?

La gestione dipende prima di tutto dalla causa.

Alcune buone abitudini possono comunque aiutare nella quotidianità:

  • bere acqua regolarmente durante il giorno;
  • curare con attenzione l’igiene orale;
  • limitare fumo e alcol;
  • evitare, quando possibile, prodotti che accentuano la sensazione di secchezza;
  • mantenere controlli odontoiatrici regolari;
  • utilizzare prodotti specifici per il comfort orale quando indicato.

Se il problema è associato a un farmaco, non bisogna interrompere autonomamente la terapia: il medico può valutare eventualmente alternative o strategie di gestione.

Sostituti salivari e prodotti per la bocca secca

Quando la saliva è ridotta o la sensazione di secchezza è persistente, possono essere utilizzati prodotti topici pensati per umettare e lubrificare le mucose.

Comunemente vengono chiamati “sostituti salivari” o “saliva artificiale”, anche se non possono riprodurre completamente la complessa composizione e tutte le funzioni della saliva naturale.

Una recente umbrella review sulla gestione della xerostomia ha evidenziato che sostituti salivari e stimolanti agiscono principalmente come umettanti o stimolanti della salivazione, generalmente con effetti soprattutto a breve termine; la qualità complessiva delle evidenze disponibili rimane tuttavia variabile.

Quindi non esiste necessariamente un’unica soluzione adatta a tutti: la scelta dipende dalla causa e dalle esigenze della persona.

Cariex® e xerostomia: cosa dice la ricerca

Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo, formulato con bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico e utilizzabile anche nei momenti in cui la bocca risulta particolarmente secca.

L’utilizzo di Cariex® è stato studiato anche in pazienti con sindrome di Sjögren, una condizione frequentemente associata a marcata secchezza orale.

Lo studio pubblicato su Gerodontology ha coinvolto 24 persone, suddivise in tre gruppi: Cariex® associato a terapia parodontale e istruzioni di igiene orale, solo Cariex® oppure sola terapia parodontale con educazione all’igiene.

Il flusso salivare è migliorato nei tre gruppi, ma la differenza ha raggiunto la significatività statistica nei gruppi che utilizzavano Cariex®, da solo o associato alla terapia professionale. Anche il dolore percepito si è ridotto, con il risultato migliore nel gruppo che associava Cariex® e terapia parodontale.

Si tratta comunque di uno studio esplorativo su un numero limitato di pazienti e gli stessi autori sottolineano la necessità di studi più ampi e controllati per confermare i risultati.

Un altro studio condotto su 50 adulti sani ha inoltre mostrato che Cariex® può contribuire al controllo delle variazioni del pH salivare dopo l’assunzione di glucosio, riducendo significativamente il tempo durante il quale il pH rimaneva inferiore a 6.

Come inserire Cariex® nella routine quotidiana

Grazie alla formulazione in spray mucoadesivo, Cariex® può essere utilizzato durante la giornata e nei momenti in cui la sensazione di secchezza si fa maggiormente percepibile, anche quando non è possibile procedere immediatamente alla normale igiene orale.

Il bicarbonato contribuisce al riequilibrio del pH, mentre la presenza di xilitolo e acido ialuronico completa una formulazione pensata per il benessere dell’ambiente orale e il comfort delle mucose.

Cariex® non sostituisce naturalmente una corretta igiene orale né la valutazione professionale delle cause della xerostomia.

→ Scopri Cariex® e le sue modalità di utilizzo

Quando rivolgersi a un professionista

È consigliabile chiedere una valutazione quando la bocca secca:

  • persiste per diverse settimane;
  • è presente sia di giorno sia di notte;
  • rende difficile mangiare, parlare o deglutire;
  • è accompagnata da dolore o bruciore;
  • compare dopo l’inizio di una terapia farmacologica;
  • è associata a carie frequenti, lesioni o infezioni del cavo orale.

Comprendere perché la bocca è secca è il primo passo per scegliere la strategia più adatta.

Bibliografia

Gambino A, Broccoletti R, Cafaro A, Cabras M, Carcieri P, Arduino PG. Impact of a sodium carbonate spray combined with professional oral hygiene procedures in patients with Sjögren’s syndrome: an explorative study. Gerodontology. 2017;34(2):208-214. doi:10.1111/ger.12250. PMID: 27813150.
PubMed – studio Cariex® e sindrome di Sjögren

Abbate GM, Levrini L, Caria MP. Salivary pH after a glucose rinse: effect of a new mucoadhesive spray (Cariex) based on sodium bicarbonate and xylitol. J Clin Dent. 2014;25(4):71-75. PMID: 26054182.
PubMed – studio Cariex® sul pH salivare

Conte DB, Marquezzan ME, Schneider LR, et al. Systematic Reviews on the Management of Xerostomia and Hyposalivation—An Umbrella Review. Gerodontology. 2025;42(2):165-176. doi:10.1111/ger.12809. PMID: 39838537.
PubMed – umbrella review su xerostomia e iposalivazione

Furness S, et al. / review sui sostituti salivari – per la parte “saliva artificiale” possiamo usare anche una systematic review specifica:

Efficacy of Artificial Salivary Substitutes in Treatment of Xerostomia: A Systematic Review. PMID: 30923424.
PubMed – systematic review sui sostituti salivari

Bocca secca di notte: cause, cosa fare e quando preoccuparsi

Bocca secca di notte: cause, cosa fare e quando preoccuparsi

Svegliarsi durante la notte o al mattino con la bocca secca, asciutta o impastata è un disturbo piuttosto comune. In molti casi è legato a fattori semplici, come respirare con la bocca aperta o bere poco durante la giornata, ma quando la sensazione si presenta frequentemente può essere utile approfondirne le cause.

Durante il sonno la produzione di saliva diminuisce fisiologicamente. La secrezione salivare è infatti maggiore nelle ore di veglia e si riduce sensibilmente durante il riposo notturno. Per questo eventuali condizioni che favoriscono già la secchezza orale possono diventare particolarmente evidenti durante la notte.

Perché la bocca si secca soprattutto di notte?

La saliva svolge numerose funzioni: mantiene lubrificate le mucose, facilita deglutizione e fonazione e contribuisce all’equilibrio e alla protezione del cavo orale.

Quando durante il sonno la sua produzione diminuisce, altri fattori possono accentuare la sensazione di secchezza.

Tra i più comuni troviamo:

  • respirazione con la bocca aperta, per esempio in presenza di naso chiuso o congestione;
  • russamento e alcuni disturbi respiratori del sonno;
  • scarsa idratazione durante la giornata;
  • alcuni farmaci;
  • xerostomia o riduzione del flusso salivare;
  • alcune condizioni sistemiche, tra cui diabete e sindrome di Sjögren;
  • consumo serale di alcol e altre sostanze che possono aumentare la sensazione di secchezza.

Anche chi soffre di apnea ostruttiva del sonno può riferire frequentemente secchezza di bocca e gola, spesso in relazione alla respirazione orale. La bocca secca, però, non è di per sé sufficiente per diagnosticare un’apnea notturna.

Bocca secca al risveglio e respirazione orale

Una delle spiegazioni più semplici è dormire con la bocca aperta.

Quando si respira prevalentemente attraverso la bocca, il passaggio continuo dell’aria sulle mucose può aumentarne la secchezza. Può accadere occasionalmente durante un raffreddore oppure diventare un’abitudine notturna.

Se la bocca secca al mattino è associata a forte russamento, risvegli frequenti, sensazione di soffocamento durante il sonno o marcata sonnolenza diurna, è opportuno riferirlo al medico.

I farmaci possono causare bocca secca?

Sì. La xerostomia è un possibile effetto indesiderato di numerosi farmaci.

Revisioni sistematiche hanno individuato diverse classi di medicinali associate a riduzione della funzione salivare o percezione di bocca secca, comprese alcune terapie che agiscono sul sistema nervoso, cardiovascolare, respiratorio e genitourinario.

Se la secchezza è comparsa dopo l’inizio o la modifica di una terapia, non bisogna sospendere autonomamente il farmaco: è preferibile parlarne con il medico o il farmacista.

Bocca secca di notte e diabete: c’è un rapporto?

La bocca secca può essere più frequente nelle persone con diabete.

Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 ha stimato una prevalenza complessiva della xerostomia di circa il 42% nei pazienti con diabete di tipo 2, pur sottolineando la variabilità e i limiti degli studi disponibili.

Questo non significa però che svegliarsi occasionalmente con la bocca asciutta sia un segnale certo di diabete.

La secchezza orale può avere moltissime altre cause. Se è persistente e si accompagna ad altri sintomi o fattori di rischio, è opportuno discuterne con il proprio medico.

Per approfondire, leggi anche Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente.

Cosa fare prima di dormire se hai la bocca secca?

La prima cosa da fare è cercare di capire quale fattore possa favorire il disturbo.

Bere regolarmente durante la giornata è più utile che cercare di recuperare tutta l’idratazione immediatamente prima di andare a dormire. Anche mantenere una corretta igiene orale serale è particolarmente importante, perché durante il sonno la normale attività salivare si riduce.

Se l’ambiente domestico è molto secco, soprattutto nei mesi invernali, può essere utile anche verificare il livello di umidità della camera da letto.

Meglio inoltre evitare prodotti per l’igiene orale che risultano irritanti o accentuano la sensazione di secchezza.

Se invece il problema è dovuto a una vera xerostomia o iposalivazione, possono essere valutati prodotti specificamente formulati per il comfort delle mucose e la gestione della bocca secca. Le revisioni disponibili indicano che le terapie topiche possono fornire soprattutto un beneficio sintomatico, anche se l’efficacia varia in base al prodotto e alla causa della secchezza.

Approfondisci anche: Xerostomia: un valido sostituto salivare

Cariex® nella routine serale

Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo, formulato con bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, che può essere utilizzato anche nei momenti in cui la sensazione di bocca secca diventa più evidente.

La formulazione è pensata per supportare il comfort delle mucose e l’equilibrio del pH orale, e la modalità spray lo rende semplice da inserire nella routine quotidiana e serale.

Può quindi rappresentare un supporto prima di coricarsi o al bisogno durante la giornata, soprattutto per chi tende ad avvertire secchezza orale.

Cariex® non sostituisce però l’individuazione della causa quando la xerostomia è persistente.

→ Scopri a cosa serve Cariex®

Quando la bocca secca di notte dovrebbe essere controllata?

Un episodio occasionale può dipendere semplicemente da respirazione orale, disidratazione o condizioni ambientali.

È invece consigliabile parlarne con il medico, dentista o igienista dentale se la secchezza compare quasi tutte le notti, è presente anche durante il giorno, rende difficile parlare o deglutire, provoca dolore o bruciore oppure è associata a frequenti problemi del cavo orale.

Capire perché la bocca è secca permette di intervenire in maniera più mirata rispetto al semplice tentativo di alleviare temporaneamente il sintomo.

Bibliografia

Bocca impastata: un fastidio comune

Bocca impastata: un fastidio comune

La sensazione di bocca impastata può comparire al mattino appena svegli, durante la giornata o dopo aver parlato a lungo. La lingua può sembrare asciutta, la saliva più densa e la bocca poco fresca, talvolta accompagnata da sete, alito sgradevole o alterazione del gusto.

È un disturbo comune e spesso temporaneo, ma quando si presenta frequentemente può essere utile capire da cosa dipende.

La bocca impastata può essere associata a secchezza orale o a una riduzione della saliva, ma non indica necessariamente una vera iposalivazione. La xerostomia, infatti, descrive la sensazione soggettiva di bocca secca, mentre la quantità di saliva prodotta può essere normale oppure effettivamente ridotta.

Le cause della bocca impastata: disturbi fisici, cattive abitudini ma non solo

Le cause possono essere molte e spesso più fattori agiscono contemporaneamente.

Tra le situazioni più comuni troviamo:

  • bere poco durante la giornata;
  • respirare con la bocca aperta, soprattutto durante il sonno;
  • ambienti molto secchi;
  • fumo e consumo di alcol;
  • alcuni farmaci;
  • stress e ansia;
  • riduzione della produzione salivare;
  • alcune condizioni sistemiche;
  • trattamenti che possono alterare la funzione delle ghiandole salivari.

Anche numerosi medicinali possono provocare xerostomia o alterazioni della funzione salivare. Una revisione sistematica ha identificato farmaci appartenenti a numerose categorie, in particolare quelli che agiscono sui sistemi nervoso, cardiovascolare, respiratorio e genitourinario.

Se il disturbo è comparso dopo l’inizio di una terapia, è importante non sospendere autonomamente il farmaco ma parlarne con il medico.

Bocca impastata al mattino: perché succede?

È probabilmente uno dei momenti in cui il disturbo viene avvertito più spesso.

Durante il sonno la produzione di saliva diminuisce fisiologicamente. Se a questo si aggiunge la respirazione con la bocca aperta, per esempio a causa di congestione nasale o russamento, al risveglio lingua e mucose possono risultare particolarmente asciutte.

Anche una scarsa idratazione durante il giorno può accentuare la sensazione.

Se succede soprattutto appena svegli, puoi approfondire anche le possibili cause della bocca secca di notte.

Bocca impastata e poca saliva sono la stessa cosa?

Non necessariamente.

La saliva è un fluido complesso che contribuisce alla lubrificazione delle mucose, alla masticazione e alla deglutizione, alla percezione dei sapori, alla clearance dei residui e al mantenimento dell’equilibrio dell’ambiente orale.

Quando il flusso salivare è realmente ridotto si parla di iposalivazione. La xerostomia, invece, è la percezione soggettiva di bocca secca.

Una persona può quindi avvertire la bocca impastata anche senza avere necessariamente una riduzione significativa della quantità di saliva.

Se la sensazione è frequente o persistente, può essere utile approfondire il tema della xerostomia e della riduzione della saliva.

Perché la saliva è importante per la salute della bocca?

Quando la produzione salivare si riduce in modo significativo, le conseguenze possono andare oltre la semplice sensazione di secchezza.

La saliva contribuisce infatti alla protezione dei denti e delle mucose e al mantenimento di un microbiota orale equilibrato. Alterazioni importanti della funzione salivare possono essere associate a un aumento del rischio di carie, disturbi delle mucose e infezioni fungine.

In particolare, una revisione sistematica e meta-analisi ha rilevato un’associazione tra xerostomia/iposalivazione e una maggiore probabilità di colonizzazione da Candida e candidosi orale, pur evidenziando una certa eterogeneità tra gli studi.

Questo non significa che avere occasionalmente la bocca impastata provochi automaticamente questi problemi: il rischio riguarda soprattutto condizioni di secchezza orale persistente o riduzione significativa della saliva.

Cosa fare quando la bocca è impastata?

Quando il disturbo è occasionale, alcune semplici abitudini possono aiutare.

Bere regolarmente

Meglio distribuire l’assunzione di acqua durante tutta la giornata anziché bere grandi quantità solo quando compare la sensazione di sete.

Curare l’igiene orale

Una corretta igiene con spazzolino, dentifricio e pulizia interdentale aiuta a mantenere il cavo orale pulito anche quando la saliva è meno abbondante.

Limitare fumo e alcol

Possono contribuire alla sensazione di secchezza e irritare ulteriormente le mucose.

Prestare attenzione alla respirazione notturna

Se la bocca impastata compare soprattutto al mattino e si accompagna a russamento o respirazione orale, può essere utile individuare la causa.

Evitare il fai-da-te con i farmaci

Se sospetti che la secchezza dipenda da una terapia, parlane con il medico o il farmacista senza modificare autonomamente dosaggio o trattamento.

Cariex® come supporto quando la bocca è secca o impastata

Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo, formulato con bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico.Può essere inserito nella routine quotidiana nei momenti in cui la bocca risulta particolarmente secca o poco confortevole, contribuendo al riequilibrio del pH orale e al comfort delle mucose.

L’effetto di Cariex® sul pH salivare è stato studiato su 50 adulti sani: dopo un’esposizione al glucosio, l’applicazione dello spray ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6.
Consulta lo studio su PubMed

Cariex® è stato inoltre studiato in pazienti con sindrome di Sjögren, condizione frequentemente associata a secchezza orale. Nello studio esplorativo, i gruppi che utilizzavano lo spray hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo del flusso salivare; gli autori sottolineano comunque la necessità di studi più ampi.
Consulta lo studio su PubMed

→ Scopri a cosa serve Cariex®

Quando rivolgersi a un professionista?

La bocca impastata occasionale è generalmente un disturbo transitorio.

È invece consigliabile parlarne con medico, dentista o igienista dentale quando:

  • la sensazione è presente quasi tutti i giorni;
  • compare anche durante la notte;
  • si associa a difficoltà nel parlare, mangiare o deglutire;
  • sono presenti bruciore o dolore persistenti;
  • compaiono frequentemente carie o alterazioni delle mucose;
  • sono presenti placche bianche persistenti;
  • il problema è iniziato dopo una nuova terapia farmacologica.

Capire la causa permette di distinguere un semplice episodio di secchezza da una vera xerostomia o iposalivazione e di scegliere la strategia più appropriata.

Le età dell’igiene orale

Le età dell’igiene orale

Molto spesso ci si è imbattuti in numerosi suggerimenti relativi ad una corretta alimentazione in funzione dell’età, ma raramente si sente parlare di come modificare la propria Dieta per una corretta Igiene orale nei diversi momenti della vita.

0-5 ANNI – INFANZIA
Per i bebè serve la garzina. Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto è bene passare con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del bambino.
Nella prima infanzia (0-2 Anni) si raccomanda di evitare succhi o bevande zuccherate dal biberon, in particolare durante la notte e abituare da subito i bambini all’utilizzo dello spazzolino.
Nella seconda infanzia invece (2-5 Anni) evitare di “viziare” troppo il bambino con il dolce, con merendine, caramelle e bevande zuccherate, per non andare incontro alla caduta precoce dei denti da latte, causa di un disallineamento dei permanenti alla crescita.

6-18 ANNI – GIOVINEZZA
I bambini crescono e diventano più indipendenti nella propria alimentazione. È bene dunque cercare di “educarli” a limitare il numero di snack fuori pasto e a una corretta igiene orale, soprattutto per tutti i portatori di apparecchio ortodontico. Specialmente nella fase adolescenziale è bene cercare di limitare il consumo delle bibite gassate, causa di erosione dentale e carie.

18-65 ANNI – MATURITA’
In fase adulta si tende ad essere decisamente più consapevoli delle buone regole per una corretta igiene orale, ma purtroppo spesso gli stili di vita, molto frenetici e lontano da casa, tendono a prendere il sopravvento. Evitare spuntini frequenti, i cibi molto acidi e lavarsi spesso i denti, sono sicuramente fra le regole cardine per una corretta dieta orale, per prevenire molto delle patologie più frequenti ed un invecchiamento precoce dei denti.

DOPO I 65 ANNI – ANZIANITA’ 
In questo periodo il cavo orale risente di tutte le patologie sviluppate nel corso della propria vita. L’anziano potrebbe avere gengive più delicate e aver perso qualche elemento, e avere problemi di ridotta salivazione, per cui è sempre bene adattare la dieta orale di conseguenza alla propria condizione e sottoporsi a controlli periodici più frequenti.

Cariex®, spray dentale, che controlla il pH è indicato ad ogni età: nella prima infanzia per contrastare il mughetto e facilitare l’igiene orale dei più piccoli, nella giovinezza per gli snack fuori pasto e i portatori di apparecchi ortodontici, nella fase adulta per evitare carie ed erosione e mantenere un sorriso giovane e per gli anziani, per alleviare i disturbi della xerostomia e i problemi gengivali. Cariex® è sempre particolarmente raccomandato quando non è possibile lavarsi i denti e prima di coricarsi.

I sostituti salivari, un aiuto per il benessere della tua bocca

I sostituti salivari, un aiuto per il benessere della tua bocca

I sostituti salivari sono prodotti liquidi o spray che possono venire in nostro aiuto quando le ghiandole salivari presenti nella nostra bocca non funzionano più a dovere. La saliva, infatti, è fondamentale per la salute del cavo orale. La sua mancanza può causare la secchezza delle fauci, detta anche xerostomia o, molto più comunemente, bocca secca, con la possibilità di andare incontro non solo a fastidio e dolore, ma anche a veri e propri danni a carico di denti e gengive a causa dell’acidificazione del pH orale.

La saliva: perché è importante

La saliva ricopre un ruolo fondamentale per la salute della bocca e di tutto il nostro organismo.

Prodotta dalle ghiandole salivari che si trovano in diverse zone del cavo orale, la saliva svolge innanzitutto la funzione di mantenerne i tessuti idratati e di salvaguardare l’igiene della bocca. La composizione della saliva la rende essenziale per bilanciare il pH orale, che tende spontaneamente ad acidificarsi in presenza di residui di cibo e batteri. Questo permette di limitare la proliferazione dei batteri responsabili di placca e carie, mantenendo la bocca più sana.

L’idratazione delle mucose è importante per proteggerle dai piccoli traumi che potremmo causarci quando mastichiamo e deglutiamo.

Ma non è tutto! La saliva grazie ai suoi enzimi svolge una funzione di rilievo anche per quanto riguarda la digestione, oltre a permetterci di sentire correttamente i sapori, aiutando a trasportare le molecole fino alle papille gustative che ci consentono di percepirli.

La funzione più elaborata della saliva riguarda il mantenimento e il ripristino del corretto pH della bocca. Grazie a uno dei suoi componenti, il bicarbonato, la saliva svolge la funzione di sistema tampone.
Quando mangiamo, il pH della bocca si acidifica, ma dopo quaranta minuti circa la saliva riesce a neutralizzarlo.
Perché questo è così fondamentale? Perché una bocca acida non è una bocca sana: i denti potrebbero demineralizzarsi, e microorganismi dannosi potrebbero proliferare causando malattie fastidiose e spesso molto dolorose, come carie o mughetto.

E quando non ne abbiamo abbastanza?

Abbiamo visto quanto sia importante la saliva per la nostra salute. Quando le ghiandole salivari non funzionano a dovere e non ne secernono abbastanza, andiamo incontro a un disturbo noto come xerostomia, o bocca secca. Si tratta di una condizione diffusa, che interessa circa il 20% della popolazione. Le donne, soprattutto con l’arrivo della menopausa, ne sono più colpite, ma la xerostomia non risparmia anche gli uomini.
Le cause sono svariate, dall’avanzare dell’età, con conseguente rallentamento della funzionalità delle ghiandole salivari, all’utilizzo di alcuni farmaci, come i chemioterapici ma anche molti di uso più comune, come gli antistaminici. Alcune malattie possono riscontrare, tra i vari sintomi, anche la xerostomia.

La riduzione nella produzione di saliva può causare difficoltà nella deglutizione e nella masticazione, alterare il senso del gusto e portare a danni ai denti e alle gengive.

Prevenire o alleviare la xerostomia a volte è possibile con alcuni semplici accorgimenti: limitare il consumo di alcolici, evitare il fumo e bere molta acqua sono tutti stratagemmi che fanno bene alla salute… e non solo della nostra bocca! Attenzione anche all’utilizzo di collutori troppo aggressivi che contengano alcol: possono disidratare le mucose, portando, a lungo andare, alla secchezza della bocca.

Quando questa situazione si presenta, tuttavia, è opportuno correre ai ripari, anche rivolgendosi a un medico qualora la xerostomia si aggravi.

A volte le ghiandole salivari hanno solo bisogno di essere stimolate. In questi casi può essere sufficiente assumere cibi in grado di aumentare la produzione di saliva, come ad esempio il succo di limone, oppure consumare gomme da masticare con xilitolo, che svolge la medesima funzione.

Talvolta, però, questo non è sufficiente. Che sia perché la xerostomia è diventata un problema cronico, oppure perché, in seguito a specifici trattamenti medici (come ad esempio radioterapia o chemioterapia per tumori alla testa o al collo), le ghiandole salivari hanno smesso definitivamente di funzionare, può rendersi necessario utilizzare un sostituto salivare.

La saliva artificiale

Se il nostro organismo non produce abbastanza saliva, possiamo trovare un aiuto nei sostituti salivari.

Si tratta di prodotti liquidi o spray da applicare sulle mucose. Il loro scopo è di simulare l’effetto della saliva, lubrificando le mucose ed alleviando il fastidio causato dalla xerostomia: l’uso costante, infatti, permette di regolare l’idratazione del cavo orale, limitando così le difficoltà nella deglutizione e l’alterazione del senso del gusto.

I sostituti salivari sono quanto di più vicino alla complessa ed efficace composizione della saliva sia disponibile.

Oggi esistono numerose opzioni tra cui scegliere quando occorre utilizzare la saliva artificiale. Si tratta generalmente di prodotti senza prescrizione medica, in grado di dare un sollievo temporaneo dalla secchezza delle fauci.

Solitamente i sostituti salivari sono a base di acqua, con l’aggiunta di sostanze che imitino la consistenza della saliva.

Tra queste opzioni, Cariex® è una delle alternative di particolare efficacia. Si tratta di un prodotto a base di sostanze naturali, come ad esempio xilitolo, acido ialuronico e bicarbonato. Questi ingredienti cooperano per ottenere un effetto sinergico: da un lato stabilizzano il pH della bocca, intervenendo istantaneamente per abbattere l’acidità; dall’altro aiutano a combattere eventuali infezioni batteriche o fungine che possono essere causa o effetto secondario della xerostomia. Inoltre, Cariex® idrata le mucose, dando immediato sollievo dal dolore.

La formulazione in spray di Cariex® lo rende di facile utilizzo: bastano pochi secondi per alleviare il fastidio di una bocca troppo secca. Infine, la sua consistenza, pensata per aderire alle mucose, consente un sollievo di lunga durata. Questo aspetto innovativo va a contrastare uno dei principali limiti dei sostituti salivari, ovvero la necessità di applicazioni molto frequenti per assicurare un’efficacia duratura.

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

Bocca secca e diabete: un’accoppiata frequente

La sensazione di bocca secca  è un fastidio frequente che può essere dovuto a tante ragioni diverse. Una delle cause a cui occorre prestare più attenzione è il diabete, che ha tra i suoi sintomi proprio la cosiddetta xerostomia.

Il diabete mellito è una delle malattie più diffuse al mondo, e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda oltre 340 milioni di pazienti. I sintomi più diffusi del diabete sono l’aumento incontrollato della sensazione di fame e di sete, il malessere fisico e, in caso di analisi del sangue, un aumento della concentrazione ematica degli zuccheri. Infatti nei pazienti con diabete si assiste a un malfunzionamento del processo di metabolizzazione del glucosio a causa di un’insufficiente (o assente) produzione dell’ormone deputato a questo processo, ovvero l’insulina.

Alcune complicazioni del diabete sono ben note e monitorate, come ad esempio i problemi alla vista o alla circolazione periferia. Tuttavia anche il cavo orale può risentire di questa condizione, che spesso si manifesta con infezioni delle mucose della bocca o, appunto, la xerostomia.

La sensazione di bocca secca in senso generale può dipendere dall’insufficiente produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari o da una modifica nella composizione della saliva stessa. Nel caso del diabete, entrambi questi fattori contribuiscono al fastidio a carico delle mucose.

Qual è il rapporto tra diabete e bocca secca?

La sensazione di bocca secca è un disturbo molto frequente che riguarda fino a un terzo della popolazione. In caso di persone affette da diabete di tipo 1 e di tipo 2, però, l’incidenza della xerostomia aumenta, arrivando a toccare fino al 50% dei pazienti diabetici.

Nel caso di persone affette da diabete si assiste a un vero circolo vizioso: alti livelli di zucchero nel sangue portano a una altrettanto alta concentrazione di glucosio nella saliva. I microorganismi dannosi che vivono naturalmente in bocca (e che di solito sono tenuti sotto controllo dal sistema immunitario e dall’azione della saliva) si nutrono proprio di zuccheri. Di fronte a un banchetto particolarmente ricco, quindi, prosperano, portando così a malattie come stomatiti o mughetto. Inoltre, la presenza di questi microorganismi patogeni acidifica il cavo orale; in assenza della corretta azione tampone della saliva, questa acidità danneggia lo smalto dei denti.

Le cause che scatenano la secchezza nelle fauci nella popolazione diabetica sono diverse, e tutte da tenere in considerazione nell’ottica di una corretta gestione della malattia.

I pazienti con diabete sono maggiormente soggetti a disidratazione. In presenza di questa malattia, infatti, il glucosio, un tipo di zucchero, tende ad accumularsi nel sangue. I reni sono così costretti a… fare gli straordinari per filtrare e assorbire questo eccesso di zucchero. Se il diabete non è correttamente controllato con la giusta terapia, i reni possono faticare a eseguire questo compito: il glucosio in eccesso viene così espulso insieme all’urina, richiamando per osmosi ulteriori fluidi dai tessuti. Questo porta alla disidratazione, che si accentua a causa della tendenza a una minzione più frequente nei diabetici.

Questo sovraccarico dei reni può, con il tempo, comprometterne la funzionalità. Una delle più frequenti complicazioni del diabete è infatti la progressiva insufficienza renale. Se non trattata, l’insufficienza renale può tradursi in un grave blocco renale; anche nelle fasi iniziali, però, la patologia comporta problemi nella gestione dei liquidi corporei e, collateralmente, anche la sensazione della bocca secca.

Uno dei campanelli d’allarme nonché delle condizioni più serie correlate al diabete è, come abbiamo visto, l’aumento dei livelli di zuccheri nel sangue. La cosiddetta iperglicemia porta con sé diversi pericoli, come ad esempio, nel lungo periodo, la perdita della vista. Ma anche a stadi più precoci l’eccesso di zuccheri nel sangue può tradursi in un’alta concentrazione di glucosio anche nella saliva. Questo, di conseguenza, rende le persone con diabete non controllato più soggette tanto alla xerostomia come sintomo dell’iperglicemia, quanto a malattie che annoverano tra i loro sintomi proprio la bocca secca. Ad esempio, la candida orale o mughetto prospera in ambienti ricchi di zuccheri… e per le persone con diabete questo può essere piuttosto preoccupante!

Infine, anche alcuni farmaci impiegati nel trattamento del diabete possono avere, tra i loro effetti collaterali, proprio la sensazione di bocca secca.

Come dare sollievo alla bocca secca in caso di diabete

La persistente sensazione di secchezza delle fauci è uno dei sintomi che può far pensare al diabete. Pertanto, se il disturbo non si risolve con qualche semplice accorgimento è opportuno consultare il medico per approfondire le analisi.

In caso di diagnosi di diabete già accertata, il primo passo fondamentale è l’aderenza alla terapia indicata dallo specialista. La corretta assunzione di insulina e di altri farmaci deputati al controllo della glicemia, infatti, è la base per un corpo sano… e quindi anche per una bocca in salute.

Anche le persone con diabete, sempre sotto controllo medico, possono optare per sane abitudini che aiutino a mantenere la bocca ben idratata, come ad esempio limitare il consumo di cibi troppo salati o speziati e di caffeina, astenersi dal fumo e prestare particolare attenzione all’igiene orale. Come abbiamo visto questa è una problematica delicata in caso di diabete, e sarà quindi necessaria qualche cura in più.

Se da un lato esistono farmaci in grado di stimolare la produzione di saliva, dall’altro è possibile ottenere un rapido sollievo dalla bruciante sensazione di bocca secca grazie a rimedi naturali e alla portata di tutti: stiamo parlando degli spray orali, come Cariex®. Gli spray orali a base di ingredienti naturali, come il bicarbonato per tamponare l’acidità, lo xilitolo per la salute dei denti e l’acido ialuronico, idratante e presente nelle nostre cellule, leniscono rapidamente il fastidio. Nel dubbio, è sempre opportuno chiedere un consulto specialistico: una vita serena con il diabete è possibile, una bocca sana è un diritto di tutti.