Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto
Il nuoto è uno sport completo e adatto a tutte le età. Chi trascorre molte ore in piscina, però, può essere maggiormente esposto ad alcuni fattori che interessano anche la salute dei denti.
Diversi studi hanno osservato una maggiore presenza di erosione dentale nei nuotatori agonisti, soprattutto quando gli allenamenti sono frequenti e prolungati.
Ma è davvero il cloro a rovinare i denti? La risposta è più complessa.
Cos’è l’erosione dentale?
L’erosione dentale è la progressiva perdita di tessuto minerale del dente provocata dall’azione diretta degli acidi.
A differenza della carie, gli acidi responsabili dell’erosione non vengono prodotti dai batteri del biofilm, ma possono provenire dall’esterno — per esempio da alimenti, bevande o acqua particolarmente acida — oppure dall’organismo, come avviene in presenza di reflusso gastroesofageo.
Quando le esposizioni acide sono frequenti, lo smalto può progressivamente assottigliarsi e diventare più vulnerabile.
È davvero il cloro della piscina a danneggiare lo smalto?
Non necessariamente.
Il cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua delle piscine e, quando l’impianto è correttamente gestito, la sua presenza non significa automaticamente rischio di erosione.
Il problema può aumentare soprattutto quando il pH dell’acqua non viene mantenuto correttamente.
Uno storico studio su nuotatori agonisti descrisse una piscina con un pH estremamente acido, pari a 2,7, a causa di una gestione inadeguata del sistema di clorazione. I nuotatori più esposti presentavano una frequenza molto maggiore di erosione dello smalto.
Il fenomeno, però, non dipende soltanto dal pH.
In uno studio su giovani nuotatori agonisti, l’erosione è stata riscontrata in oltre il 26% degli agonisti contro il 10% dei nuotatori ricreativi, nonostante il pH dell’acqua fosse neutro. L’acqua risultava però sottosatura rispetto ai minerali che compongono l’idrossiapatite dello smalto.
Per questo è più corretto parlare di caratteristiche chimiche dell’acqua e intensità dell’esposizione, piuttosto che attribuire il problema semplicemente al cloro.
Chi è maggiormente esposto?
Il rischio riguarda soprattutto chi trascorre molte ore alla settimana in piscina.
Un nuotatore occasionale ha un’esposizione molto diversa rispetto a un atleta che si allena ogni giorno per diverse ore.
Tra i fattori da considerare troviamo:
- numero e durata degli allenamenti;
- anni di pratica;
- caratteristiche chimiche dell’acqua;
- consumo frequente di bevande acide;
- quantità e caratteristiche della saliva;
- eventuale presenza di reflusso;
- condizioni iniziali dello smalto.
Uno studio del 2023 ha riscontrato erosive tooth wear nel 60% dei nuotatori agonisti esaminati, rispetto al 25,6% del gruppo di controllo composto da altri atleti. Gli anni di attività e il consumo regolare di bevande acide erano associati a un aumento del rischio.
Questo non significa che il nuoto provochi inevitabilmente erosione, ma che l’esposizione intensiva merita maggiore attenzione.
Sport drink: un altro fattore da considerare
Per chi pratica sport frequentemente, anche ciò che si beve durante l’allenamento può contribuire all’esposizione dei denti agli acidi.
Sport drink, energy drink e bevande isotoniche possono avere un pH basso.
Le evidenze disponibili, però, non permettono di dire che gli sport drink da soli provochino necessariamente erosione negli atleti. Una revisione sistematica del 2025 ha trovato risultati non uniformi e sottolinea l’importanza di considerare insieme dieta, frequenza di consumo, saliva e altri fattori individuali.
Per l’idratazione quotidiana, l’acqua resta quindi la scelta più naturale, mentre è utile evitare di sorseggiare continuamente bevande acide durante allenamenti molto lunghi.
Quali segnali non sottovalutare?
L’erosione può iniziare senza sintomi evidenti.
Con il tempo possono comparire:
- superfici dentali più lisce o lucide;
- alterazioni della forma dei denti;
- smalto progressivamente più sottile;
- maggiore visibilità della dentina e colorazione più gialla;
- aumento della sensibilità dentale.
Se si pratica nuoto agonistico o si trascorrono molte ore in piscina, può essere utile chiedere al dentista o all’igienista dentale di controllare periodicamente la presenza di segni iniziali di erosione dentale.
Come proteggere i denti se nuoti spesso
Alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre le esposizioni acide e proteggere lo smalto:
- bere acqua regolarmente durante e dopo l’allenamento;
- limitare il consumo continuo di sport drink e bevande acide;
- evitare di trattenere volontariamente in bocca l’acqua della piscina;
- mantenere una corretta igiene orale;
- utilizzare uno spazzolino senza esercitare una pressione eccessiva;
- sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici.
Dopo un’esposizione particolarmente acida può essere utile risciacquare la bocca con acqua. Non è invece necessario applicare rigidamente la regola di attendere un determinato numero di minuti prima di lavare i denti: è più importante utilizzare una tecnica di spazzolamento delicata e prodotti adeguati.
Il ruolo della saliva e del pH orale
La saliva rappresenta una delle naturali difese della bocca.
Contribuisce a diluire e rimuovere gli acidi, possiede sistemi tampone — tra cui quello basato sul bicarbonato — e mette a disposizione calcio e fosfato coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio minerale delle superfici dentali.
Durante l’attività sportiva intensa possono verificarsi variazioni del flusso e delle caratteristiche della saliva, influenzate anche da idratazione, durata dello sforzo e caratteristiche individuali.
Per questo, nei nuotatori abituali è utile considerare l’insieme di saliva, pH orale, alimentazione ed esposizioni acide, non soltanto l’acqua della piscina.
Puoi approfondire il ruolo di saliva e pH nella nostra pagina dedicata all’importanza del pH orale.
Cariex® nella routine del nuotatore
Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.
Il suo effetto sul pH salivare è stato valutato in uno studio condotto in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese su 50 adulti sani.
Dopo uno sciacquo con una soluzione di glucosio, Cariex® ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita durante i 40 minuti di osservazione.
Per chi pratica nuoto può essere inserito nella routine quotidiana dopo l’allenamento, dopo pasti, snack o bevande, soprattutto quando non è possibile procedere subito alla normale igiene orale.
Cariex® non deve essere considerato una barriera contro il cloro o contro l’acqua della piscina e non sostituisce le normali strategie di prevenzione.
Può invece rappresentare un supporto pratico al riequilibrio del pH orale, all’interno di una routine che comprende corretta igiene, idratazione, attenzione alle bevande acide e controlli odontoiatrici regolari.
Per chi trascorre molte ore in piscina, proteggere il sorriso significa quindi guardare all’insieme delle abitudini quotidiane, non soltanto al cloro.

