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Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Il nuoto è uno sport completo e adatto a tutte le età. Chi trascorre molte ore in piscina, però, può essere maggiormente esposto ad alcuni fattori che interessano anche la salute dei denti.

Diversi studi hanno osservato una maggiore presenza di erosione dentale nei nuotatori agonisti, soprattutto quando gli allenamenti sono frequenti e prolungati.

Ma è davvero il cloro a rovinare i denti? La risposta è più complessa.

Cos’è l’erosione dentale?

L’erosione dentale è la progressiva perdita di tessuto minerale del dente provocata dall’azione diretta degli acidi.

A differenza della carie, gli acidi responsabili dell’erosione non vengono prodotti dai batteri del biofilm, ma possono provenire dall’esterno — per esempio da alimenti, bevande o acqua particolarmente acida — oppure dall’organismo, come avviene in presenza di reflusso gastroesofageo.

Quando le esposizioni acide sono frequenti, lo smalto può progressivamente assottigliarsi e diventare più vulnerabile.

È davvero il cloro della piscina a danneggiare lo smalto?

Non necessariamente.

Il cloro viene utilizzato per disinfettare l’acqua delle piscine e, quando l’impianto è correttamente gestito, la sua presenza non significa automaticamente rischio di erosione.

Il problema può aumentare soprattutto quando il pH dell’acqua non viene mantenuto correttamente.

Uno storico studio su nuotatori agonisti descrisse una piscina con un pH estremamente acido, pari a 2,7, a causa di una gestione inadeguata del sistema di clorazione. I nuotatori più esposti presentavano una frequenza molto maggiore di erosione dello smalto.

Il fenomeno, però, non dipende soltanto dal pH.

In uno studio su giovani nuotatori agonisti, l’erosione è stata riscontrata in oltre il 26% degli agonisti contro il 10% dei nuotatori ricreativi, nonostante il pH dell’acqua fosse neutro. L’acqua risultava però sottosatura rispetto ai minerali che compongono l’idrossiapatite dello smalto.

Per questo è più corretto parlare di caratteristiche chimiche dell’acqua e intensità dell’esposizione, piuttosto che attribuire il problema semplicemente al cloro.

Chi è maggiormente esposto?

Il rischio riguarda soprattutto chi trascorre molte ore alla settimana in piscina.

Un nuotatore occasionale ha un’esposizione molto diversa rispetto a un atleta che si allena ogni giorno per diverse ore.

Tra i fattori da considerare troviamo:

  • numero e durata degli allenamenti;
  • anni di pratica;
  • caratteristiche chimiche dell’acqua;
  • consumo frequente di bevande acide;
  • quantità e caratteristiche della saliva;
  • eventuale presenza di reflusso;
  • condizioni iniziali dello smalto.

Uno studio del 2023 ha riscontrato erosive tooth wear nel 60% dei nuotatori agonisti esaminati, rispetto al 25,6% del gruppo di controllo composto da altri atleti. Gli anni di attività e il consumo regolare di bevande acide erano associati a un aumento del rischio.

Questo non significa che il nuoto provochi inevitabilmente erosione, ma che l’esposizione intensiva merita maggiore attenzione.

Sport drink: un altro fattore da considerare

Per chi pratica sport frequentemente, anche ciò che si beve durante l’allenamento può contribuire all’esposizione dei denti agli acidi.

Sport drink, energy drink e bevande isotoniche possono avere un pH basso.

Le evidenze disponibili, però, non permettono di dire che gli sport drink da soli provochino necessariamente erosione negli atleti. Una revisione sistematica del 2025 ha trovato risultati non uniformi e sottolinea l’importanza di considerare insieme dieta, frequenza di consumo, saliva e altri fattori individuali.

Per l’idratazione quotidiana, l’acqua resta quindi la scelta più naturale, mentre è utile evitare di sorseggiare continuamente bevande acide durante allenamenti molto lunghi.

Quali segnali non sottovalutare?

L’erosione può iniziare senza sintomi evidenti.

Con il tempo possono comparire:

  • superfici dentali più lisce o lucide;
  • alterazioni della forma dei denti;
  • smalto progressivamente più sottile;
  • maggiore visibilità della dentina e colorazione più gialla;
  • aumento della sensibilità dentale.

Se si pratica nuoto agonistico o si trascorrono molte ore in piscina, può essere utile chiedere al dentista o all’igienista dentale di controllare periodicamente la presenza di segni iniziali di erosione dentale.

Come proteggere i denti se nuoti spesso

Alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre le esposizioni acide e proteggere lo smalto:

  • bere acqua regolarmente durante e dopo l’allenamento;
  • limitare il consumo continuo di sport drink e bevande acide;
  • evitare di trattenere volontariamente in bocca l’acqua della piscina;
  • mantenere una corretta igiene orale;
  • utilizzare uno spazzolino senza esercitare una pressione eccessiva;
  • sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici.

Dopo un’esposizione particolarmente acida può essere utile risciacquare la bocca con acqua. Non è invece necessario applicare rigidamente la regola di attendere un determinato numero di minuti prima di lavare i denti: è più importante utilizzare una tecnica di spazzolamento delicata e prodotti adeguati.

Il ruolo della saliva e del pH orale

La saliva rappresenta una delle naturali difese della bocca.

Contribuisce a diluire e rimuovere gli acidi, possiede sistemi tampone — tra cui quello basato sul bicarbonato — e mette a disposizione calcio e fosfato coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio minerale delle superfici dentali.

Durante l’attività sportiva intensa possono verificarsi variazioni del flusso e delle caratteristiche della saliva, influenzate anche da idratazione, durata dello sforzo e caratteristiche individuali.

Per questo, nei nuotatori abituali è utile considerare l’insieme di saliva, pH orale, alimentazione ed esposizioni acide, non soltanto l’acqua della piscina.

Puoi approfondire il ruolo di saliva e pH nella nostra pagina dedicata all’importanza del pH orale.

Cariex® nella routine del nuotatore

Cariex® è un dispositivo medico CE in spray mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.

Il suo effetto sul pH salivare è stato valutato in uno studio condotto in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese su 50 adulti sani.

Dopo uno sciacquo con una soluzione di glucosio, Cariex® ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita durante i 40 minuti di osservazione.

Per chi pratica nuoto può essere inserito nella routine quotidiana dopo l’allenamento, dopo pasti, snack o bevande, soprattutto quando non è possibile procedere subito alla normale igiene orale.

Cariex® non deve essere considerato una barriera contro il cloro o contro l’acqua della piscina e non sostituisce le normali strategie di prevenzione.

Può invece rappresentare un supporto pratico al riequilibrio del pH orale, all’interno di una routine che comprende corretta igiene, idratazione, attenzione alle bevande acide e controlli odontoiatrici regolari.

Per chi trascorre molte ore in piscina, proteggere il sorriso significa quindi guardare all’insieme delle abitudini quotidiane, non soltanto al cloro.

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Sbiancamento dentale e sensibilità: come gestire il paziente prima, durante e dopo il trattamento

Sbiancamento dentale e sensibilità: come gestire il paziente prima, durante e dopo il trattamento

Lo sbiancamento dentale professionale è uno dei trattamenti estetici più richiesti, ma la sensibilità dentale transitoria rimane uno degli effetti indesiderati più frequentemente riportati.

Per odontoiatra e igienista dentale la gestione non dovrebbe quindi iniziare quando il paziente riferisce dolore dopo il trattamento: anamnesi, valutazione delle superfici dentali, scelta del protocollo e counseling domiciliare possono contribuire a rendere il percorso più prevedibile e confortevole.

Perché lo sbiancamento può provocare sensibilità?

I principali agenti utilizzati nello sbiancamento sono il perossido di idrogeno e il perossido di carbammide.

Le molecole derivate dal perossido diffondono attraverso smalto e dentina e interagiscono con i cromofori responsabili della pigmentazione, modificandone le caratteristiche ottiche.

La stessa capacità di diffusione consente però al perossido e ai suoi prodotti di raggiungere i tessuti più profondi del dente. La sensibilità associata allo sbiancamento viene oggi ricondotta principalmente a una risposta pulpare transitoria conseguente all’esposizione al perossido.

È quindi importante distinguerla dalla classica ipersensibilità dentinale dovuta all’esposizione dei tubuli dentinali: le due condizioni possono produrre sintomi simili, ma non hanno necessariamente lo stesso meccanismo.

Nella maggior parte dei casi la sensibilità post-sbiancamento è temporanea e tende a risolversi dopo la sospensione o il completamento del trattamento.

La valutazione prima dello sbiancamento

Prima di iniziare il trattamento è utile identificare eventuali condizioni che potrebbero richiedere particolare attenzione.

Il paziente dovrebbe essere valutato per la presenza di sensibilità preesistente, recessioni gengivali, dentina esposta, erosione, lesioni cervicali, carie, incrinature o restauri non adeguati.

Anche le aspettative estetiche devono essere discusse preventivamente: restauri in composito, corone e altri materiali restaurativi non rispondono allo sbiancamento nello stesso modo dei tessuti dentali naturali e questo può creare differenze cromatiche dopo il trattamento.

Il colloquio preliminare rappresenta inoltre un’occasione per individuare abitudini che possono interessare la salute delle superfici dentali, come consumo frequente di bevande acide, reflusso gastroesofageo, bruxismo o tecniche di spazzolamento traumatiche.

La sensibilità non dovrebbe quindi essere considerata soltanto un effetto collaterale da gestire successivamente, ma un elemento da inserire nella valutazione complessiva del paziente.

Concentrazione del perossido e protocollo: cosa ci dicono le evidenze?

Concentrazioni più elevate non significano necessariamente un risultato estetico finale migliore.

Una umbrella review pubblicata nel 2026, che ha analizzato 24 revisioni sistematiche sullo sbiancamento professionale in-office, ha rilevato evidenze di moderata certezza secondo cui concentrazioni basse-intermedie di perossido di idrogeno, indicativamente intorno al 25-35%, possono ottenere risultati cromatici comparabili a concentrazioni maggiori riducendo, al tempo stesso, la sensibilità.

Anche nei protocolli domiciliari supervisionati dal professionista le concentrazioni più elevate sembrano associate a un aumento del rischio e dell’intensità della sensibilità, pur mantenendosi generalmente su livelli lievi.

La scelta del protocollo dovrebbe quindi considerare non soltanto la rapidità del risultato, ma anche concentrazione, tempo di esposizione, caratteristiche individuali e tollerabilità del paziente.

E il pH del gel sbiancante?

Anche il pH della formulazione merita attenzione, ma è importante non semplificare eccessivamente il rapporto tra sbiancamento, acidità e sensibilità.

Non tutti i gel sbiancanti sono acidi e la sensibilità post-trattamento non può essere spiegata semplicemente con una diminuzione del pH orale.

Una scoping review pubblicata nel 2025 ha però evidenziato che il pH del gel può influenzare la risposta dei tessuti dentali. Alcuni studi clinici inclusi nella revisione hanno osservato maggiore rischio e intensità della sensibilità con formulazioni acide rispetto a gel caratterizzati da un pH neutro e più stabile.

Il pH della formulazione rappresenta quindi una delle variabili del trattamento, insieme a concentrazione del perossido, tempo di contatto e protocollo utilizzato.

Lampade e attivazione luminosa: sono davvero necessarie?

L’utilizzo di LED, laser e altre fonti luminose è stato a lungo proposto per accelerare o potenziare lo sbiancamento professionale.

Le evidenze attuali invitano però a una maggiore cautela.

La umbrella review del 2026 non ha rilevato un miglioramento consistente del risultato finale con l’attivazione luminosa e segnala che alcune modalità possono aumentare la sensibilità.

Questo non significa che ogni tecnologia luminosa sia inutile, ma sottolinea l’importanza di valutare il protocollo sulla base delle evidenze disponibili, evitando di associare automaticamente una maggiore intensità del trattamento a una maggiore efficacia clinica.

Come gestire la sensibilità post-sbiancamento

Diversi approcci sono stati studiati per ridurre la sensibilità.

Tra quelli maggiormente utilizzati troviamo prodotti contenenti nitrato di potassio e fluoruri, oltre a dentifrici specificamente formulati per la sensibilità dentale.

Le revisioni disponibili indicano che alcuni di questi interventi possono ridurre il rischio o l’intensità della sensibilità senza compromettere significativamente il risultato dello sbiancamento, anche se l’entità del beneficio varia tra protocolli e studi.

Interessante è anche ciò che non sembra funzionare: l’assunzione preventiva di analgesici o farmaci antinfiammatori non ha mostrato un beneficio consistente nella prevenzione della sensibilità associata allo sbiancamento professionale.

La gestione dovrebbe quindi essere personalizzata sulla base del protocollo impiegato e delle caratteristiche del paziente, evitando soluzioni preventive non supportate dalle evidenze.

Dopo lo sbiancamento serve davvero una “white diet”?

Una delle raccomandazioni più diffuse è evitare per alcuni giorni caffè, tè, vino rosso, cola e tutti gli alimenti fortemente pigmentati seguendo una cosiddetta white diet.

Le evidenze più recenti mettono però in discussione questa indicazione.

Una revisione sistematica con network meta-analysis ha confrontato pazienti sottoposti a una dieta priva di alimenti pigmentati con soggetti che consumavano caffè, tè, vino, cola, succo d’uva o seguivano una dieta senza particolari restrizioni.

Non sono state osservate differenze significative nell’efficacia dello sbiancamento.

Il counseling professionale può quindi essere più utile se orientato verso la salute complessiva delle superfici dentali piuttosto che verso rigide restrizioni cromatiche.

In un paziente con erosione, dentina esposta o sensibilità può essere invece opportuno valutare il consumo molto frequente di bevande e alimenti acidi, indipendentemente dal loro colore.

Saliva, abitudini e ambiente orale

La saliva rimane una componente fondamentale della protezione naturale dei tessuti dentali.

Contribuisce alla clearance delle sostanze presenti nel cavo orale, alla capacità tampone e alla disponibilità di calcio e fosfato coinvolti nell’equilibrio minerale delle superfici dentali.

Nel counseling del paziente sottoposto a sbiancamento può quindi essere utile considerare anche iposalivazione, xerostomia, frequenza delle esposizioni acide e abitudini alimentari, soprattutto quando coesistono erosione o sensibilità.

Non si tratta di attribuire alla saliva o al pH la causa della sensibilità post-sbiancamento, ma di inserire il trattamento estetico all’interno di una valutazione più ampia dell’ambiente orale.

Dove si inserisce Cariex®?

Cariex® è uno spray orale mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.

L’effetto di Cariex® sul pH salivare è stato valutato in uno studio condotto in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese su 50 adulti sani. Dopo uno sciacquo con una soluzione di glucosio, l’utilizzo dello spray ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita durante i 40 minuti di osservazione.

Nel paziente sottoposto a sbiancamento Cariex® non deve essere presentato come trattamento specifico della sensibilità post-bleaching, perché lo studio disponibile non ha valutato questo outcome.

Può invece essere inserito nel counseling domiciliare come supporto al riequilibrio del pH e al comfort dell’ambiente orale, soprattutto nei pazienti nei quali siano presenti anche frequenti esposizioni acide o altre condizioni che rendono utile una maggiore attenzione all’equilibrio del cavo orale.

La distinzione è importante: la gestione professionale della sensibilità post-sbiancamento richiede strategie specifiche, mentre il controllo dell’ambiente orale rappresenta un elemento complementare della routine quotidiana.

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Il ruolo dell'igienista dentale nel percorso di sbiancamento

Lo sbiancamento non dovrebbe essere considerato un trattamento estetico isolato dalla salute orale del paziente.

L’igienista dentale può svolgere un ruolo importante nell’individuazione dei fattori di rischio, nell’educazione del paziente e nel monitoraggio della sensibilità, contribuendo a distinguere una reazione transitoria al trattamento da condizioni preesistenti che richiedono una valutazione specifica.

Anamnesi, osservazione delle superfici dentali, scelta ragionata del protocollo e counseling domiciliare permettono di integrare risultato estetico, comfort e prevenzione in un approccio realmente personalizzato.

Bibliografia

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Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Finalmente arriva il momento dell’anno più atteso: le giornate si allungano, le temperature si alzano… e con l’ultimo giorno di scuola i nostri figli danno il benvenuto all’inizio delle vacanze estive.

Dopo tanti mesi chini sui libri o seguendo le raccomandazioni delle maestre, la tanto agognata libertà dell’estate è un momento di grande gioia per i più piccoli. Di fronte a loro si stendono lunghe settimane di giornate da dedicare al gioco, all’esplorazione, alle vacanze in famiglia.

Questo allentarsi dei ritmi porta con sé una maggior tolleranza nei confronti delle regole. Si fa più tardi la sera, si mangia qualche gelato in più, e i denti possono risentirne.

La routine quotidiana si infrange contro la piacevole novità di una settimana in spiaggia, o di una vacanza tra le montagne, o ancora in una città d’arte o capitale europea. Niente come un viaggio, con il suo contorno di novità ed eccitazione, può scombussolare positivamente i nostri figli. Spetta a noi genitori accompagnarli nella buona pratica di un sorriso sano anche quando partiamo verso la meta delle nostre vacanze estive. Non dimentichiamolo mai: i denti dei più giovani hanno bisogno di qualche attenzione in più!

Le buone abitudini non vanno in vacanza

La tabella di marcia può essere serrata, la voglia di controllare che le regole vengano rispettate può scarseggiare, ora che possiamo rilassarci, ma mantenere la routine di igiene orale che abbiamo insegnato ad applicare a casa è il primo passo per mantenere i denti sani anche in vacanza. Spingere i più piccoli ad apprendere un’abitudine sana può richiedere settimane di impegno, ma basta una settimana di pigrizia per far dimenticare i progressi fatti. Quindi la regola numero uno per ogni genitore dev’essere impostare la vacanza all’insegna della coerenza: non importa se siamo al mare o in montagna, dopo ogni pasto tutti ci laviamo i denti!

Una valigia... a prova di sorriso

Costume da bagno o scarponcini da trekking? Presi. Crema solare? Presa. Ma nella valigia dei nostri ragazzi dobbiamo assicurarci di far spazio anche per un kit per l’igiene orale. Un occhio di riguardo allo spazzolino da denti: assicuratevi di utilizzare un copri spazzolino di plastica traforata. La ventilazione, infatti, permette di mantenere le setole asciutte, limitando la crescita batterica.

Nel kit non possono mancare gli altri elementi essenziali per tenere i denti in forma smagliante: dentifricio, filo interdentale, collutorio e sostituti salivari spray. In vacanza capita di mangiare fuori, o di stuzzicare durante una passeggiata senza aver tempo di lavarsi subito i denti, come abbiamo insegnato ai nostri bambini. Per far fronte a queste piacevoli emergenze può essere utile portare con sé un sostituto salivare, che permette di tamponare il pH della bocca dopo aver mangiato, limitando la proliferazione dei batteri che causano la carie e lasciandoci il tempo di raggiungere lo spazzolino.

Se preferiamo viaggiare leggeri, che sia per le restrizioni di un volo aereo o perché abbiamo in programma una vacanza itinerante, è utile scegliere prodotti per l’igiene orale in confezioni tascabili, o travasarne la dose desiderata in contenitori riutilizzabili.

Un'alimentazione sana

Le vacanze estive sono il momento ideale per concedersi qualche sfizio. Che sia una merenda a base di gelato dopo una giornata in spiaggia, oppure una fetta di torta in una baita in montagna, mai come quando siamo in ferie i nostri bambini sono esposti a continue tentazioni.
Limitare il consumo di zuccheri è sempre la regola numero uno per mantenere i denti in salute. Concedersi qualche golosità è lecito, ma quando possibile cerchiamo di indirizzare i più piccoli verso scelte più salutari, come dei sani spuntini a base di frutta.

L'idratazione prima di tutto

È la regola base per rimanere in salute, ma con il caldo dei mesi estivi è ancora più importante non dimenticarci di bere adeguatamente. La disidratazione, infatti, interessa anche la salute del cavo orale, causando una diminuzione nella produzione di saliva e quindi una maggior suscettibilità della bocca all’attacco di microorganismi dannosi.

I lunghi viaggi in treno o in aereo per raggiungere le destinazioni di vacanza possono spingere i nostri figli a dissetarsi con bibite poco indicate: è sempre meglio evitare di consumare bevande dolci e gassate, spesso acide e sempre dannose per la salute dei denti.

Infine, durante un pomeriggio assolato la tentazione di dissetarsi con una bibita gelata è irresistibile. Il ghiaccio però non è amico dei denti, perché può danneggiarne lo smalto e può causare reazioni dolorose in chi è particolarmente sensibile. Utilizzare una cannuccia aiuta a limitare questo tipo di danni, anche se è sempre meglio consumare bevande non troppo fredde.

Una visita dal dentista per partire preparati

Le settimane prima della partenza sono il momento ideale per un check up dal dentista: proponiamo ai nostri ragazzi di organizzare il controllo periodico poco prima di andare in vacanza, in modo da andare incontro alle meritate giornate di riposo con denti e gengive in forma smagliante. Nessuno vuole rischiare una carie in spiaggia, dopotutto!

Denti Sensibili? Cause, Sintomi e Rimedi

Denti Sensibili? Cause, Sintomi e Rimedi

La Sensibilità Dentinale è la sensazione fastidiosa o dolorosa causata dal freddo e dagli stimoli acidi, derivante da una esposizione della dentina. La dentina è quella porzione porosa del dente, ricca di tubuli microscopici che contengono le fibre nervose e che è protetta dallo smalto. Quando viene a mancare la protezione dello smalto, oppure le gengive si retraggono, la dentina così esposta diventa sensibile, rispondendo con una fitta di dolore agli stimoli di varia natura: termici, chimici, tattili od osmotici. Inoltre, essendo la dentina meno resistente dello smalto, i denti sono molto più esposti alla carie.

Le cause della Sensibilità Dentinale

La Sensibilità Dentinale è un “dolore utile”, rilevatore di sintomi e campanello d’allarme; ai primi segnali è infatti fondamentale rivolgersi immediatamente al proprio dentista. E’ importante stabilire se la causa della sensibilità sia da attribuire alla perdita di smalto (per erosione acida o abrasione meccanica), oppure ad un processo di regressione delle gengive (parodontite). La diagnosi è indispensabile non solo per definire la corretta terapia, ma soprattutto per prevenire patologie più serie e irreversibili.

Una delle principale terapie per eliminare la Sensibilità Dentinale consiste nel “tappare” con prodotti specifici, quei microscopici tubuli che portano gli stimoli alle fibre nervose. Ma non solo, è fondamentale controllare e contenere l’acidità del cavo orale, evitando alimenti acidi come succhi di frutta, vino, caffè e bibite gassate, in grado di abbassare la soglia del dolore rendendo la sensibilità dentale più dolorosa.

Sensibilità Dentinale: i rimedi

L’esperienza clinica ha dimostrato come Cariex® sia in grado di ridurre significativamente la sintomatologia dolorosa. Se ne consiglia l’uso quotidiano, non solo immediatamente dopo l’assunzione di cibi o bevande, ma durante il giorno, lontano dai pasti e la notte prima di coricarsi. Cariex® è infatti in grado di inibire l’effetto degli stimoli acidi esterni; mantenendo il cavo orale a pH neutro evita la demineralizzazione della dentina esposta, rendendo molto più efficace e rapida la terapia prescritta dal dentista e/o dall’igienista dentale.
 
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Le età dell’igiene orale

Le età dell’igiene orale

Molto spesso ci si è imbattuti in numerosi suggerimenti relativi ad una corretta alimentazione in funzione dell’età, ma raramente si sente parlare di come modificare la propria Dieta per una corretta Igiene orale nei diversi momenti della vita.

0-5 ANNI – INFANZIA
Per i bebè serve la garzina. Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto è bene passare con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del bambino.
Nella prima infanzia (0-2 Anni) si raccomanda di evitare succhi o bevande zuccherate dal biberon, in particolare durante la notte e abituare da subito i bambini all’utilizzo dello spazzolino.
Nella seconda infanzia invece (2-5 Anni) evitare di “viziare” troppo il bambino con il dolce, con merendine, caramelle e bevande zuccherate, per non andare incontro alla caduta precoce dei denti da latte, causa di un disallineamento dei permanenti alla crescita.

6-18 ANNI – GIOVINEZZA
I bambini crescono e diventano più indipendenti nella propria alimentazione. È bene dunque cercare di “educarli” a limitare il numero di snack fuori pasto e a una corretta igiene orale, soprattutto per tutti i portatori di apparecchio ortodontico. Specialmente nella fase adolescenziale è bene cercare di limitare il consumo delle bibite gassate, causa di erosione dentale e carie.

18-65 ANNI – MATURITA’
In fase adulta si tende ad essere decisamente più consapevoli delle buone regole per una corretta igiene orale, ma purtroppo spesso gli stili di vita, molto frenetici e lontano da casa, tendono a prendere il sopravvento. Evitare spuntini frequenti, i cibi molto acidi e lavarsi spesso i denti, sono sicuramente fra le regole cardine per una corretta dieta orale, per prevenire molto delle patologie più frequenti ed un invecchiamento precoce dei denti.

DOPO I 65 ANNI – ANZIANITA’ 
In questo periodo il cavo orale risente di tutte le patologie sviluppate nel corso della propria vita. L’anziano potrebbe avere gengive più delicate e aver perso qualche elemento, e avere problemi di ridotta salivazione, per cui è sempre bene adattare la dieta orale di conseguenza alla propria condizione e sottoporsi a controlli periodici più frequenti.

Cariex®, spray dentale, che controlla il pH è indicato ad ogni età: nella prima infanzia per contrastare il mughetto e facilitare l’igiene orale dei più piccoli, nella giovinezza per gli snack fuori pasto e i portatori di apparecchi ortodontici, nella fase adulta per evitare carie ed erosione e mantenere un sorriso giovane e per gli anziani, per alleviare i disturbi della xerostomia e i problemi gengivali. Cariex® è sempre particolarmente raccomandato quando non è possibile lavarsi i denti e prima di coricarsi.

Igiene orale in vacanza?

Igiene orale in vacanza?

Le vacanze si avvicinano e con loro si sa, anche la nostra abituale routine di igiene orale tende a prendersi qualche piccola pausa.

Purtroppo però Il clima caldo e la prolungata esposizione ai raggi solari possono contribuire alla comparsa di fastidiose infiammazioni, spesso causa di mal di denti improvvisi e di gengive doloranti: è quindi necessario non abbassare la guardia, nemmeno lontani da casa.

Con l’aumento del consumo di bevande fredde e/o particolarmente zuccherine, cresce esponenzialmente anche il rischio di Carie, Erosione dentale e Sensibilità.

Anche i continui spuntini o drink fuori pasto, non aiutano i nostri denti, causando continui abbattimenti del pH, che espongono i denti a fasi prolungate di demineralizzazione e quindi più vulnerabili all’attacco dei degli acidi, fonte di erosione.

Nei lunghi viaggi in aereo poi, dove l’acqua non è potabile, è impensabile anche solo l’idea di lavarsi i denti.

In tutti questi casi, Cariex®, sarà il compagno di viaggio più fidato. Qualche spruzzo dopo mangiato e il pH si innalza immediatamente, prevendo Carie, Erosione e Sensibilità Dentinale, donandovi una piacevole sensazione di freschezza.

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