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Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Sorrisi protetti: vivi le vacanze senza pensieri

Finalmente arriva il momento dell’anno più atteso: le giornate si allungano, le temperature si alzano… e con l’ultimo giorno di scuola i nostri figli danno il benvenuto all’inizio delle vacanze estive.

Dopo tanti mesi chini sui libri o seguendo le raccomandazioni delle maestre, la tanto agognata libertà dell’estate è un momento di grande gioia per i più piccoli. Di fronte a loro si stendono lunghe settimane di giornate da dedicare al gioco, all’esplorazione, alle vacanze in famiglia.

Questo allentarsi dei ritmi porta con sé una maggior tolleranza nei confronti delle regole. Si fa più tardi la sera, si mangia qualche gelato in più, e i denti possono risentirne.

La routine quotidiana si infrange contro la piacevole novità di una settimana in spiaggia, o di una vacanza tra le montagne, o ancora in una città d’arte o capitale europea. Niente come un viaggio, con il suo contorno di novità ed eccitazione, può scombussolare positivamente i nostri figli. Spetta a noi genitori accompagnarli nella buona pratica di un sorriso sano anche quando partiamo verso la meta delle nostre vacanze estive. Non dimentichiamolo mai: i denti dei più giovani hanno bisogno di qualche attenzione in più!

Le buone abitudini non vanno in vacanza

La tabella di marcia può essere serrata, la voglia di controllare che le regole vengano rispettate può scarseggiare, ora che possiamo rilassarci, ma mantenere la routine di igiene orale che abbiamo insegnato ad applicare a casa è il primo passo per mantenere i denti sani anche in vacanza. Spingere i più piccoli ad apprendere un’abitudine sana può richiedere settimane di impegno, ma basta una settimana di pigrizia per far dimenticare i progressi fatti. Quindi la regola numero uno per ogni genitore dev’essere impostare la vacanza all’insegna della coerenza: non importa se siamo al mare o in montagna, dopo ogni pasto tutti ci laviamo i denti!

Una valigia... a prova di sorriso

Costume da bagno o scarponcini da trekking? Presi. Crema solare? Presa. Ma nella valigia dei nostri ragazzi dobbiamo assicurarci di far spazio anche per un kit per l’igiene orale. Un occhio di riguardo allo spazzolino da denti: assicuratevi di utilizzare un copri spazzolino di plastica traforata. La ventilazione, infatti, permette di mantenere le setole asciutte, limitando la crescita batterica.

Nel kit non possono mancare gli altri elementi essenziali per tenere i denti in forma smagliante: dentifricio, filo interdentale, collutorio e sostituti salivari spray. In vacanza capita di mangiare fuori, o di stuzzicare durante una passeggiata senza aver tempo di lavarsi subito i denti, come abbiamo insegnato ai nostri bambini. Per far fronte a queste piacevoli emergenze può essere utile portare con sé un sostituto salivare, che permette di tamponare il pH della bocca dopo aver mangiato, limitando la proliferazione dei batteri che causano la carie e lasciandoci il tempo di raggiungere lo spazzolino.

Se preferiamo viaggiare leggeri, che sia per le restrizioni di un volo aereo o perché abbiamo in programma una vacanza itinerante, è utile scegliere prodotti per l’igiene orale in confezioni tascabili, o travasarne la dose desiderata in contenitori riutilizzabili.

Un'alimentazione sana

Le vacanze estive sono il momento ideale per concedersi qualche sfizio. Che sia una merenda a base di gelato dopo una giornata in spiaggia, oppure una fetta di torta in una baita in montagna, mai come quando siamo in ferie i nostri bambini sono esposti a continue tentazioni.
Limitare il consumo di zuccheri è sempre la regola numero uno per mantenere i denti in salute. Concedersi qualche golosità è lecito, ma quando possibile cerchiamo di indirizzare i più piccoli verso scelte più salutari, come dei sani spuntini a base di frutta.

L'idratazione prima di tutto

È la regola base per rimanere in salute, ma con il caldo dei mesi estivi è ancora più importante non dimenticarci di bere adeguatamente. La disidratazione, infatti, interessa anche la salute del cavo orale, causando una diminuzione nella produzione di saliva e quindi una maggior suscettibilità della bocca all’attacco di microorganismi dannosi.

I lunghi viaggi in treno o in aereo per raggiungere le destinazioni di vacanza possono spingere i nostri figli a dissetarsi con bibite poco indicate: è sempre meglio evitare di consumare bevande dolci e gassate, spesso acide e sempre dannose per la salute dei denti.

Infine, durante un pomeriggio assolato la tentazione di dissetarsi con una bibita gelata è irresistibile. Il ghiaccio però non è amico dei denti, perché può danneggiarne lo smalto e può causare reazioni dolorose in chi è particolarmente sensibile. Utilizzare una cannuccia aiuta a limitare questo tipo di danni, anche se è sempre meglio consumare bevande non troppo fredde.

Una visita dal dentista per partire preparati

Le settimane prima della partenza sono il momento ideale per un check up dal dentista: proponiamo ai nostri ragazzi di organizzare il controllo periodico poco prima di andare in vacanza, in modo da andare incontro alle meritate giornate di riposo con denti e gengive in forma smagliante. Nessuno vuole rischiare una carie in spiaggia, dopotutto!

Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Nuoto, cloro ed erosione dentale: come proteggere lo smalto

Il nuoto è uno sport completo, salutare e adatto a tutte le età. Tuttavia, chi si allena spesso in piscina può esporre denti e cavo orale a condizioni particolari: acqua clorata, variazioni del pH, respirazione orale, disidratazione e consumo frequente di sport drink possono influenzare l’equilibrio della bocca.

Per questo motivo, soprattutto nei nuotatori abituali o agonisti, è importante prestare attenzione non solo alla performance sportiva, ma anche alla salute dello smalto dentale.

Perché il nuoto può favorire l’erosione dentale?

L’erosione dentale è la perdita progressiva della superficie del dente causata da sostanze acide di origine non batterica. A differenza della carie, non nasce direttamente dall’azione dei batteri, ma dall’esposizione frequente dello smalto ad ambienti acidi.

Nel caso dei nuotatori, il rischio può aumentare quando l’acqua della piscina non è correttamente bilanciata o quando l’esposizione è molto prolungata. Una piscina mantenuta correttamente ha un pH controllato, ma quando questo equilibrio viene meno l’ambiente può diventare più aggressivo per lo smalto.

Il problema può diventare più rilevante nei nuotatori che trascorrono molte ore in acqua ogni settimana, perché il contatto tra acqua della piscina e superfici dentali è più frequente e continuativo.

Nuotatori agonisti e amatoriali: cambia il rischio?

Sì. Un nuotatore amatoriale che frequenta la piscina occasionalmente ha in genere un’esposizione limitata. Diverso è il caso di chi si allena più volte a settimana o pratica nuoto a livello agonistico.

Allenamenti lunghi, respirazione intensa, bocca più spesso aperta, contatto ripetuto con acqua clorata e possibile disidratazione possono ridurre il ruolo protettivo naturale della saliva. La saliva, infatti, aiuta a tamponare gli acidi e a riportare il pH orale verso l’equilibrio.

Quando però l’esposizione agli acidi è frequente o prolungata, la bocca può avere più difficoltà a ristabilire rapidamente il proprio equilibrio naturale.

Quali segnali non sottovalutare

L’erosione dentale può iniziare in modo silenzioso. Spesso ci si accorge del problema solo quando compaiono fastidi più evidenti.

Tra i segnali da osservare ci sono:

  • maggiore sensibilità al freddo, al caldo o agli alimenti acidi
  • denti che sembrano più opachi o meno lisci
  • sensazione di superficie ruvida
  • macchie o alterazioni dello smalto
  • fastidio dopo allenamenti frequenti in piscina

In presenza di sensibilità persistente o cambiamenti visibili dello smalto, è sempre consigliabile rivolgersi al dentista o all’igienista dentale.

Cosa fare per proteggere i denti dopo il nuoto

La prima regola è non lavare i denti immediatamente dopo un’esposizione acida. Quando lo smalto è temporaneamente più vulnerabile, lo spazzolamento immediato può risultare troppo aggressivo.

Meglio adottare una routine più delicata:

1. sciacquare la bocca con acqua dopo l’allenamento
2. bere acqua per favorire idratazione e salivazione
3. attendere prima di lavare i denti
4. usare uno spazzolino morbido
5. limitare sport drink acidi o zuccherati, soprattutto durante allenamenti frequenti
6. effettuare controlli periodici dal dentista, in particolare se si pratica nuoto agonistico

Anche lavare bene i denti prima dell’allenamento può essere utile, perché riduce residui e placca prima dell’esposizione in piscina.

Il ruolo del pH orale

Il pH orale è uno degli elementi chiave per il benessere della bocca. Dopo cibi, bevande zuccherate, sport drink o esposizioni ad ambienti acidi, il pH può abbassarsi e rendere lo smalto più esposto a demineralizzazione ed erosione.

In condizioni normali, la saliva aiuta a riportare la bocca verso l’equilibrio. Tuttavia, durante l’attività sportiva intensa, la salivazione può ridursi per effetto della disidratazione e della respirazione orale.

Per questo motivo, chi nuota spesso può avere bisogno di un gesto pratico che supporti l’equilibrio del pH orale durante la giornata e dopo l’allenamento.

Cariex®: un gesto pratico per il sorriso dei nuotatori

Cariex® è uno spray dentale quotidiano formulato con bicarbonato, xilitolo e acido ialuronico, pensato per aiutare a mantenere l’equilibrio del pH orale nei momenti in cui la bocca è maggiormente esposta ad acidità.

Per i nuotatori può rappresentare un supporto pratico da inserire nella routine quotidiana, soprattutto dopo allenamenti, sport drink, snack o quando non è possibile lavare subito i denti.

La sua formulazione aiuta a supportare il benessere del cavo orale e contribuisce a creare un ambiente più equilibrato, utile nella protezione quotidiana dello smalto e nella prevenzione dei fattori che possono favorire erosione dentale, demineralizzazione e rischio di carie.

Leggi l’approfondimento e la Ricerca completa.

Cariex® — Il gesto quotidiano per proteggere l’equilibrio del tuo sorriso.

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Denti Sensibili? Cause, Sintomi e Rimedi

Denti Sensibili? Cause, Sintomi e Rimedi

La Sensibilità Dentinale è la sensazione fastidiosa o dolorosa causata dal freddo e dagli stimoli acidi, derivante da una esposizione della dentina. La dentina è quella porzione porosa del dente, ricca di tubuli microscopici che contengono le fibre nervose e che è protetta dallo smalto. Quando viene a mancare la protezione dello smalto, oppure le gengive si retraggono, la dentina così esposta diventa sensibile, rispondendo con una fitta di dolore agli stimoli di varia natura: termici, chimici, tattili od osmotici. Inoltre, essendo la dentina meno resistente dello smalto, i denti sono molto più esposti alla carie.

Le cause della Sensibilità Dentinale

La Sensibilità Dentinale è un “dolore utile”, rilevatore di sintomi e campanello d’allarme; ai primi segnali è infatti fondamentale rivolgersi immediatamente al proprio dentista. E’ importante stabilire se la causa della sensibilità sia da attribuire alla perdita di smalto (per erosione acida o abrasione meccanica), oppure ad un processo di regressione delle gengive (parodontite). La diagnosi è indispensabile non solo per definire la corretta terapia, ma soprattutto per prevenire patologie più serie e irreversibili.

Una delle principale terapie per eliminare la Sensibilità Dentinale consiste nel “tappare” con prodotti specifici, quei microscopici tubuli che portano gli stimoli alle fibre nervose. Ma non solo, è fondamentale controllare e contenere l’acidità del cavo orale, evitando alimenti acidi come succhi di frutta, vino, caffè e bibite gassate, in grado di abbassare la soglia del dolore rendendo la sensibilità dentale più dolorosa.

Sensibilità Dentinale: i rimedi

L’esperienza clinica ha dimostrato come Cariex® sia in grado di ridurre significativamente la sintomatologia dolorosa. Se ne consiglia l’uso quotidiano, non solo immediatamente dopo l’assunzione di cibi o bevande, ma durante il giorno, lontano dai pasti e la notte prima di coricarsi. Cariex® è infatti in grado di inibire l’effetto degli stimoli acidi esterni; mantenendo il cavo orale a pH neutro evita la demineralizzazione della dentina esposta, rendendo molto più efficace e rapida la terapia prescritta dal dentista e/o dall’igienista dentale.
 
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Le età dell’igiene orale

Le età dell’igiene orale

Molto spesso ci si è imbattuti in numerosi suggerimenti relativi ad una corretta alimentazione in funzione dell’età, ma raramente si sente parlare di come modificare la propria Dieta per una corretta Igiene orale nei diversi momenti della vita.

0-5 ANNI – INFANZIA
Per i bebè serve la garzina. Anche nei piccolissimi si formano i batteri responsabili della formazione della placca, che proliferano a causa dei residui di latte o di pappa. Dopo ogni pasto è bene passare con delicatezza una garza imbevuta di acqua sulle gengive del bambino.
Nella prima infanzia (0-2 Anni) si raccomanda di evitare succhi o bevande zuccherate dal biberon, in particolare durante la notte e abituare da subito i bambini all’utilizzo dello spazzolino.
Nella seconda infanzia invece (2-5 Anni) evitare di “viziare” troppo il bambino con il dolce, con merendine, caramelle e bevande zuccherate, per non andare incontro alla caduta precoce dei denti da latte, causa di un disallineamento dei permanenti alla crescita.

6-18 ANNI – GIOVINEZZA
I bambini crescono e diventano più indipendenti nella propria alimentazione. È bene dunque cercare di “educarli” a limitare il numero di snack fuori pasto e a una corretta igiene orale, soprattutto per tutti i portatori di apparecchio ortodontico. Specialmente nella fase adolescenziale è bene cercare di limitare il consumo delle bibite gassate, causa di erosione dentale e carie.

18-65 ANNI – MATURITA’
In fase adulta si tende ad essere decisamente più consapevoli delle buone regole per una corretta igiene orale, ma purtroppo spesso gli stili di vita, molto frenetici e lontano da casa, tendono a prendere il sopravvento. Evitare spuntini frequenti, i cibi molto acidi e lavarsi spesso i denti, sono sicuramente fra le regole cardine per una corretta dieta orale, per prevenire molto delle patologie più frequenti ed un invecchiamento precoce dei denti.

DOPO I 65 ANNI – ANZIANITA’ 
In questo periodo il cavo orale risente di tutte le patologie sviluppate nel corso della propria vita. L’anziano potrebbe avere gengive più delicate e aver perso qualche elemento, e avere problemi di ridotta salivazione, per cui è sempre bene adattare la dieta orale di conseguenza alla propria condizione e sottoporsi a controlli periodici più frequenti.

Cariex®, spray dentale, che controlla il pH è indicato ad ogni età: nella prima infanzia per contrastare il mughetto e facilitare l’igiene orale dei più piccoli, nella giovinezza per gli snack fuori pasto e i portatori di apparecchi ortodontici, nella fase adulta per evitare carie ed erosione e mantenere un sorriso giovane e per gli anziani, per alleviare i disturbi della xerostomia e i problemi gengivali. Cariex® è sempre particolarmente raccomandato quando non è possibile lavarsi i denti e prima di coricarsi.

Igiene orale in vacanza?

Igiene orale in vacanza?

Le vacanze si avvicinano e con loro si sa, anche la nostra abituale routine di igiene orale tende a prendersi qualche piccola pausa.

Purtroppo però Il clima caldo e la prolungata esposizione ai raggi solari possono contribuire alla comparsa di fastidiose infiammazioni, spesso causa di mal di denti improvvisi e di gengive doloranti: è quindi necessario non abbassare la guardia, nemmeno lontani da casa.

Con l’aumento del consumo di bevande fredde e/o particolarmente zuccherine, cresce esponenzialmente anche il rischio di Carie, Erosione dentale e Sensibilità.

Anche i continui spuntini o drink fuori pasto, non aiutano i nostri denti, causando continui abbattimenti del pH, che espongono i denti a fasi prolungate di demineralizzazione e quindi più vulnerabili all’attacco dei degli acidi, fonte di erosione.

Nei lunghi viaggi in aereo poi, dove l’acqua non è potabile, è impensabile anche solo l’idea di lavarsi i denti.

In tutti questi casi, Cariex®, sarà il compagno di viaggio più fidato. Qualche spruzzo dopo mangiato e il pH si innalza immediatamente, prevendo Carie, Erosione e Sensibilità Dentinale, donandovi una piacevole sensazione di freschezza.

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Nuotatori ed erosione dentale: come proteggere i denti

Nuotatori ed erosione dentale: come proteggere i denti

Ci viene sempre detto che i denti permanenti devono durare tutta la vita e quindi è giusto che vengano trattati il meglio possibile. Tutto ciò viene reso possibile quando si adotta uno stile di vita sano ed equilibrato. Tuttavia ci sono delle situazioni in cui questo equilibrio delicato viene meno.

In questa breve revisione della letteratura ci occupiamo dell’erosione dentale, ovvero la progressiva perdita della superficie dentale per via di una fonte acida di natura non batterica, nei nuotatori.

Erosione dentale: le cause scatenanti

La causa scatenante risiede nell’eccessiva acidità dell’ambiente in cui ci si trova: affinché l’erosione progredisca, il livello di pH della soluzione deve essere inferiore a 5,5 per lo smalto e 6,0 per la dentina.

Questa situazione si presenta quando la fonte di acidità è intrinseca (come la presenza di reflusso gastroesofageo e di episodi di vomito); nonché estrinseca (causata da farmaci e dagli integratori alimentari). Inoltre a queste due categorie si deve aggiungere coloro che potrebbero risultare esposti o sono esposti ad ambienti acidi per motivi professionali, come  nel caso dei nuotatori.

C’è da dire che secondo le ultime linee guida dell’Oms risalenti al 2006 il pH dell’acqua di una piscina che usa disinfettanti a base di cloro deve essere mantenuto tra 7,2 e 7,8, quindi ampiamente sopra il valore soglia di 5,5 citato prima.

Bisogna precisare che non tutti i nuotatori e non tutte le piscine si trovano nelle stesse condizioni e che i nuotatori  dovrebbero essere individui totalmente sani dal punto di vista odontoiatrico: le malattie dentali danneggiano la qualità della vita e hanno un impatto negativo sulle performance in allenamento e in gara causando dolore, ansia, deconcentrazione e quindi risultati inferiori alle aspettative.

Erosione dentale: differenza tra nuotatori professionisti e amatoriali

Un’ulteriore distinzione importante è distinguere i nuotatori professionisti dai nuotatori amatoriali: i nuotatori impegnati a nuotare a livello agonistico (quindi con più ore di allenamento in acqua) hanno avuto una maggiore incidenza di traumi e macchie dentali rispetto a quelli non competitivi. Ciò può essere causato dalla sostanza chimica utilizzata per disinfettare l’acqua della piscina e dal tempo trascorso all’interno delle piscine: l’esercizio fisico diventa sufficientemente vigoroso da consentire il contatto tra l’acqua e le superfici dentali. In linea di massima più di 6 ore di allenamento a settimana sono necessarie per aumentare il rischio di macchie dentali.

In letteratura sono descritti casi in cui l’incostante controllo del pH della piscina porti a erosione dentale (il più grave addirittura in sole due settimane), in più se ciò è accompagnato dell’uso di bevande sportive si ottiene un rischio maggiore di sviluppare lesioni erosive. Tuttavia questo argomento rimane dubbio in letteratura.

Il meccanismo patogeno dell’erosione dentale si basa sulla dissociazione dell’idrossiapatite e sulla ridotta mineralizzazione del tessuto duro dentale a causa dell’effetto lungo e frequente degli acidi.

Di fatto il nostro corpo per neutralizzare gli effetti degli attacchi acidi si serve delle capacità tampone della saliva, che in circa 30-40 minuti ristabilisce il giusto pH del cavo orale.

Questa situazione ideale però trova poco riscontro nella pratica sportiva quotidiana in quanto l’esposizione all’agente chimico può durare molto tempo e il flusso salivare può anche essere ridotto in caso di esercizio fisico intenso dovuto alla disidratazione.

Di fatto le probabilità di sviluppare l’erosione dentale sono risultate 5,3 volte tra i nuotatori che hanno più di 3 anni di esperienza di nuoto.

L’aspetto grave e sui cui bisogna riflettere è che oltre l’80% degli intervistati non pensava che queste situazioni nelle quali si trovavano fossero preoccupanti per la salute e quindi non riteneva necessaria una visita odontoiatrica. L’unico motivo per cui un nuotatore si reca dal dentista per sottoporsi ad un controllo è per problemi di ipersensibilità dentinale data dell’eccessiva erosione; questo suggerisce che l’ipersensibilità potrebbe essere un buon indicatore dell’erosione dentale.

Quindi chi si occupa di monitorare le condizioni del cavo orale, ovvero la comunità odontoiatrica, ha il compito di gestire preventivamente l’insorgere di lesioni erosive. La naturale conseguenza consiste in un’efficace gestione dell’erosione tramite uno screening dei primi segni di erosione e la valutazione di tutti i fattori eziologici.
Gli odontoiatri e gli igienisti dentali devono valutare bene  il potenziale erosivo delle diverse bevande e cibi assunti dal paziente, oltre ad approfondire con domande mirate all’ambito sportivo, che come abbiamo visto è di fondamentale importanza.

Come contrastare la demineralizzazione e l’erosione dentale

Che alternative abbiamo ad oggi?

Innanzitutto la cosa più sbagliata da fare è consigliare di lavarsi i denti immediatamente dopo la nuotata: può essere dannoso poiché la superficie dei denti viene ammorbidita dal cloro acido.

Ci sono diverse alternative e come vedremo non tutte sono applicabili in un contesto di un allenamento agonistico.

La letteratura propone innanzitutto di sfruttare le capacità remineralizzanti del latte e del formaggio perché contengono una concentrazione maggiore di ioni calcio e fosfato rispetto alla saliva; una variante del latte è il trattamento con latte fluorurato perché fornisce effetti protettivi contro l’erosione dello smalto causata dall’acqua delle piscine a basso pH. L’applicazione di latte fluorurato sia prima che dopo l’esposizione erosiva fornisce i maggiori effetti protettivi; un’altra valida alternativa è il fluoro, il cui effetto protettivo sull’erosione è però controverso: risultati promettenti per inibire l’erosione sono stati ottenuti solo in presenza di elevate concentrazioni di fluoro contenuto nelle vernici fluorate e nelle mousse, non nei dentifrici usati quotidianamente.

Il fluoro è ben noto per migliorare la remineralizzazione e ridurre notevolmente la demineralizzazione in ambienti acidi lievi; un’altra alternativa consiste nella possibilità di adottare soluzioni come chewing gum contenenti bicarbonato, questo perché hanno dimostrato che la combinazione di fluoro e bicarbonato aumenta notevolmente la resistenza agli acidi. C’è però da tener presente che un abuso di bicarbonato a livello domiciliare porta a danni quali l’abrasione dentale; inoltre può essere presa in considerazione l’utilizzo di chewing gum contenente xilitolo: infatti la saliva stimolata dall’uso di gomme da masticare senza zucchero ha promosso un’azione remineralizzante nei fenomeni erosivi e abrasivi; infine un’altra pratica utile è il risciacquo della cavità orale con acqua, bicarbonato di sodio dopo ogni pratica di nuoto.

Per concludere l’uso di uno spray al bicarbonato di sodio come Cariex® sulla mucosa ha dimostrato  innanzitutto di essere la soluzione più pratica e rapida; soprattutto permette di controllare l’abbassamento del pH salivare dopo il consumo di carboidrati, contribuendo alla prevenzione della carie e dell’erosione dentale.

Il consiglio è quello di lavarsi bene i denti con uno spazzolino morbido prima di entrare in acqua, spruzzare Cariex® sulle mucose e superfici dentali e ripetere l’operazione ogni 40 minuti di allenamento.

– Dott. Simone Bergomi –

Se hai qualche domanda da sottoporre all’autore scrivi a: simone.bergomi93@gmail.com

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