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La saliva artificiale: un aiuto contro la bocca secca

La saliva artificiale: un aiuto contro la bocca secca

Molto spesso si danno per scontate cose che sembrano banali. Avere l’acquolina in bocca quando si sente un profumo delizioso, gustarsi del buon cibo assaporandone tutti i sapori…

La saliva è una compagna costante delle nostre giornate, ma può capitare che le ghiandole responsabili della sua produzione non funzionino a dovere, oppure che particolari condizioni fisiche rendano insufficiente l’idratazione del cavo orale.

Cosa fare in questi casi? Andiamo a scoprire cos’è la saliva e cosa fare quando il nostro corpo non riesce a produrne a sufficienza.

Cos'è la saliva

La saliva è un liquido insapore, inodore e incolore (o almeno dovrebbe esserlo in condizioni fisiologiche!) prodotto dalle ghiandole salivari. Queste ghiandole si trovano all’interno della bocca: le più piccole sono le sublinguali, che, come dice il nome stesso, sono collocate sotto alla lingua; le ghiandole responsabili della maggior produzione di saliva (il 70%) sono le submascellari, che si trovano alla base della lingua e in fondo alla mascella. Infine, le parotidi, le più grandi a livello di volume, producono circa il 25% del totale della saliva e si trovano all’interno delle guance. La secrezione che producono, essendo per l’appunto di consistenza liquida, è costituita al 99% di acqua. Il rimanente 1% comprende diverse sostanze, come ad esempio sali minerali, proteine e glicoproteine, immunoglobuline ed enzimi.

Nell’insieme, gli “ingredienti” di cui è composta la saliva cooperano per svolgere le diverse funzioni a cui questo fluido è preposto. Ma quindi cosa fa di preciso la saliva? Ecco i suoi compiti principali:

Protezione della bocca e dei denti: grazie al suo contenuto di sali minerali e soprattutto di bicarbonato, la saliva agisce come antiacido, riducendo l’accumulo di placca batterica sui denti e quindi il rischio di carie e in generale creando un ambiente inadatto alla proliferazione di microorganismi sulle mucose. Questo si traduce in un’azione protettiva della salute di tutto il corpo.

Deglutizione e digestione: come si suol dire, la prima digestione avviene in bocca, e questo grazie agli enzimi presenti nella saliva. L’azione combinata della masticazione e della saliva crea il bolo alimentare, più facile da deglutire di nuovo grazie all’azione lubrificante della saliva stessa. In questo modo anche i cibi più duri vengono ammorbiditi, riducendo il rischio di graffi e lesioni delle mucose orali.

Il senso del gusto: la saliva ha un ruolo fondamentale nella corretta percezione dei sapori, perché la sua consistenza liquida aiuta a spargere le molecole e a renderle disponibili alle papille gustative.

E quando non è sufficiente?

Quando la saliva non è sufficiente si può andare incontro alla sgradevole sensazione di bocca secca o xerostomia. Questo disturbo può dipendere da diversi fattori ed essere sintomo di una grande varietà di malattie diverse.

Basta poco per non avere abbastanza saliva: un’insufficiente assunzione di liquidi con la dieta o il consumo di cibi troppo ricchi di sale possono portare a disidratazione, che si traduce in xerostomia. Anche l’avanzare dell’età, con la naturale tendenza a bere di meno e la riduzione della funzionalità delle ghiandole salivari, può portare a questo fastidio. Un banale raffreddore con conseguente congestione nasale, poi, ci farà dormire con la bocca aperta… e le mucose non potranno che risentirne!

Molti farmaci hanno tra gli effetti collaterali la bocca secca, a partire da quelli di uso più comune, come antistaminici, corticosteroidi e farmaci per il controllo della pressione sanguigna, fino ai chemioterapici e ai radioterapici per le terapie oncologiche.

La xerostomia è poi un sintomo di alcune malattie sistemiche, come il diabete, il morbo di Parkinson o il lupus, o localizzate al cavo orale, quali ad esempio la candida orale e la sindrome di Sjorgen.

Saliva artificiale, un rimedio per una bocca ben idratata

Per contribuire alla corretta produzione di saliva è innanzitutto necessario assumere la giusta quantità di liquidi durante la giornata, prediligendo bevande analcoliche (l’alcol infatti contribuisce alla disidratazione della bocca!) e senza zuccheri: via libera ad acqua, infusi e tisane! Limitare il consumo di caffè e cibi troppo salati e smettere la cattiva abitudine del fumo sono altri accorgimenti molto utili.

Una particolare attenzione va poi riservata all’igiene orale: è importante lavarsi i denti dopo ogni pasto e optare per collutori privi di alcol.

Quando però le ghiandole salivari non vogliono saperne di collaborare, ecco che può venire in nostro aiuto la saliva artificiale. Questo prodotto non va a stimolare le ghiandole per aumentarne la produttività, ma sostituisce la saliva naturale e i compiti a cui solitamente assolve. Agisce quindi da lubrificante, idratante e protettivo della salute del cavo orale. Gli ingredienti sono rigorosamente naturali per poter imitare al meglio la struttura della saliva stessa.

La saliva artificiale è disponibile in diversi formati, tra cui Cariex®, lo spray particolarmente utile per un sollievo immediato in caso di bocca secca o disturbi delle mucose come ad esempio il mughetto, soprattutto se a essere colpiti sono i bambini: bastano pochi spruzzi, una manciata di secondi, e il fastidio finalmente ci dà tregua.

Bocca infiammata: come spegnere il bruciore

Bocca infiammata: come spegnere il bruciore

A volte è una sensazione che cerchiamo e vogliamo provare: quella piacevole e temporanea sensazione simile ad un leggero bruciore di un bel piatto piccante può essere una tentazione irrinunciabile! Ma cosa sta accadendo, invece, se quel bruciore non è più temporaneo e diventa una fastidiosa condizione cronica?

In questo caso stiamo parlando di stomatopirosi, più comunemente nota anche come sindrome della bocca urente, una condizione cronica o ricorrente che si manifesta con un fastidioso bruciore della bocca. L’infiammazione può interessare tutto il cavo orale: lingua, gengive, labbra, interno delle guance, palato; in alcuni casi può coinvolgere l’interezza della bocca.

Questo disturbo può comparire gradualmente oppure svilupparsi all’improvviso. La sindrome della bocca urente è una condizione che interessa più spesso le donne dopo i cinquant’anni, in menopausa o premenopausa, ma anche gli uomini possono soffrirne.

Può trattarsi di un sintomo collegato ad altre malattie, e spesso non è semplice determinare le cause che lo abbiano scatenato.

Bocca infiammata: i sintomi

La sindrome della bocca urente può presentare una varietà di sintomi, anche se il più comune è la sensazione – talvolta dolorosa – di bruciore alle mucose, localizzato in particolar modo su lingua e palato.

A questo possono aggiungersi altri disturbi, come l’alterazione del gusto: può infatti presentarsi una persistente sensazione di sapore amaro o metallico in bocca, oppure una diminuzione del senso del gusto stesso. Si può verificare anche secchezza delle fauci, con incremento della sete, o ancora possono svilupparsi formicolio, prurito e intorpidimento della bocca e della lingua.

I sintomi possono comparire per brevi periodi, spesso in associazione al consumo di particolari alimenti, oppure per un tempo più lungo.

Le cause della bocca infiammata

Le cause che scatenano il bruciore alla bocca possono essere di vario genere, e provocano un disagio di varia durata.

L’assunzione di cibi piccanti o troppo caldi, per esempio, può dare luogo a un’infiammazione che si risolverà spontaneamente nel giro di qualche minuto o di pochi giorni.  Alcuni alimenti, come il kiwi, l’ananas, gli agrumi o i pomodori (tutti particolarmente acidi) possono irritare le mucose. Inoltre, il bruciore della bocca è solo uno dei molti effetti negativi di cattive abitudini come il fumo.

Più delicata è invece la situazione in cui i sintomi della bocca urente compaiano in seguito all’ingestione di un alimento a cui si potrebbe essere allergici. In questo caso occorre stare molto attenti, perché il bruciore può rappresentare il primo campanello d’allarme per l’insorgenza di una vera e propria reazione allergica. Non sottovalutatene la gravità!

La predisposizione a malattie dell’apparato gastrointestinale come la gastrite cronica o il reflusso gastroesofageo può contribuire allo sviluppo di questa condizione; allo stesso modo, alcune infezioni del cavo orale (ad esempio candidosi, herpes o aftosi) possono manifestarsi con bruciore e secchezza. Questo fastidio può dipendere anche dall’assunzione di determinati farmaci; in questo caso leggere il foglietto illustrativo potrebbe essere utile per spiegarne l’origine.

Malattie endocrine come il diabete o l’ipertiroidismo annoverano, tra i loro sintomi, il bruciore della bocca; allo stesso modo la carenza di alcuni micronutrienti (ferro, zinco, vitamine del gruppo B) può andare a influire sul benessere della mucosa orale.

Un fattore da non sottovalutare è la componente psicologica. Stress, ansia e depressione possono avere un forte impatto psicosomatico, alterando lo stato di salute di tutto l’organismo e arrivando anche a danneggiare il benessere della nostra bocca.

In alcuni casi, purtroppo, non è possibile identificare un fattore scatenante. La bocca è secca, brucia e fa male… ma apparentemente senza motivo.

Quando nessuna delle condizioni che abbiamo elencato si applica, allora parliamo di stomatopirosi primaria. Alcuni studi suggeriscono che la radice del problema si trovi in un funzionamento alterato dei nervi della bocca, tra cui quelli legati al gusto, ma la causa è ancora ignota e oggetto di studio.

Bocca urente

Prenderci cura della nostra bocca è importante, e trascurare la bocca urente può portare a conseguenze fastidiose, dalla difficoltà a mangiare fino ai disturbi del sonno.

Evitare i fattori scatenanti noti (fumo, cibi acidi o piccanti, alimenti troppo caldi) aiuta di certo a limitare l’insorgenza dei sintomi. Anche sopperire alle eventuali carenze nutritive può risolvere il problema, qualora proprio queste carenze siano alla base del problema.

Quando però le cause sono poco chiare, oppure il fastidio non si allevia abbastanza in fretta, è possibile applicare alcuni rimedi per alleviare il sintomo. Il trattamento dipende dall’intensità dei sintomi, e l’effetto potrebbe non essere immediato. Se il bruciore e la secchezza sono il sintomo di un’altra malattia, oppure se il bruciore persiste o peggiora, allora è opportuno rivolgersi a un medico per trattare la condizione in maniera approfondita.

Quando l’entità del disturbo e la sua frequenza sono limitati, gel anestetici a base di lidocaina e sostituti salivari possono contribuire ad alleviare l’infiammazione. Può fornire sollievo anche il caro vecchio “rimedio della nonna” con dei risciacqui a base di acqua e bicarbonato di sodio: le note proprietà antinfiammatorie di quest’ultima sostanza possono aiutare a lenire il dolore.

Cariex® è un prodotto molto indicato per combattere la sindrome della bocca urente: la sua particolare formulazione, a base di bicarbonato, xilitolo e acido ialuronico, fa sì che aderisca facilmente alle mucose rendendo così sufficienti pochi spruzzi per… spegnere l’incendio!

Sindrome di Sjogren: cos’è e come si cura

Sindrome di Sjogren: cos’è e come si cura

Una persistente sensazione di secchezza agli occhi e alle mucose della bocca può essere sintomo della sindrome di Sjogren. Scoperta negli anni ‘30 dall’oculista svedese Henrik Sjogren, questa condizione fu associata all’artrite reumatoide in alcune pazienti.

Oggi sappiamo che si tratta di un disordine immunitario caratterizzato da due sintomi comuni, occhi e bocca secchi. La sindrome di Sjogren spesso si accompagna ad altre malattie autoimmuni, come il lupus o l’artrite reumatoide, da cui erano affette le donne studiate dallo scopritore della malattia.

Come in tutte le malattie autoimmuni, il problema insorge nel momento in cui il nostro organismo “attacca” se stesso, perché il sistema immunitario riconosce parti del corpo come agenti esterni dannosi, e quindi da contrastare. Nel caso specifico della sindrome di Sjogren, vengono attaccate in primo luogo le membrane mucose e le ghiandole di occhi e bocca. Questo si traduce in una riduzione della secrezione di lacrime e saliva rispettivamente, il che porta al sintomo più classico della sindrome: la secchezza oculare e della bocca.

Chi colpisce

La sindrome di Sjogren può colpire chiunque a qualsiasi età, ma nella maggior parte dei casi la malattia viene diagnosticata in pazienti con più di quarant’anni. Inoltre la condizione è molto più comune nelle donne, che ne sono colpite con una frequenza nove volte superiore rispetto agli uomini.

Dopo l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico, la sindrome di Sjogren è la malattia reumatica autoimmune più comune. Ha infatti una prevalenza che, secondo diversi studi, oscilla tra lo 0,4% e lo 0,6% della popolazione.

Tra i principali fattori di rischio possiamo trovare l’avere un parente di primo grado con una malattia autoimmune, oppure esserne affetti noi stessi. Questo conferma i primi studi svolti dallo scopritore della malattia, che la collegò all’artrite reumatoide: la sindrome di Sjogren, infatti, compare nel 30-50% delle persone con artrite reumatoide e nel 10-25% dei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico.

Sintomi

I sintomi principali della sindrome di Sjogren interessano occhi e bocca, con una pronunciata secchezza delle mucose. A livello oculare questo si traduce in ridotta produzione di lacrime, con conseguente scarsa lubrificazione dell’occhio.

A livello orale, invece, si verifica la Xerostomia, ovvero la secchezza delle fauci. Le caratteristiche di questo disturbo sono numerose: potreste avere la sensazione che il cibo, soprattutto se secco, come pane o cracker, si “incastri” in bocca o in gola (a causa della ridotta lubrificazione delle mucose), oppure un aumento della sete e della necessità di bere durante i pasti per favorire la deglutizione. Inoltre potrebbe verificarsi un’alterazione del senso del gusto, con una frequente sensazione di amaro o metallico in bocca, o ancora infiammazione o intorpidimento della lingua.

La xerostomia può alterare il benessere dell’intero cavo orale, con problemi quali gengiviti, aumento dell’insorgenza di carie e particolare sensibilità a infiammazioni batteriche e fungine. Questa sintomatologia è legata all’insufficiente produzione di saliva.

La saliva, infatti, ricopre un ruolo molto importante nel mantenere l’equilibrio del pH orale. Il cavo orale, infatti, tende ad acidificarsi dopo i pasti; dopo circa quaranta minuti, la saliva riesce a neutralizzare il pH. Se però la saliva viene prodotta in quantità insufficiente, anche questo potere tampone non è abbastanza per riportare la neutralità. Questa costante condizione di acidificazione è dannosa tanto per i denti (che vanno incontro a demineralizzazione, erosione dello smalto, sensibilità e maggior tendenza all’attacco dei microorganismi) che per le mucose (i microorganismi dannosi proliferano in ambiente acido, che può quindi esporci al rischio di carie, stomatiti e micosi come la candida).

Terapia

Al momento non esiste una cura per la sindrome di Sjogren. Tuttavia è possibile intervenire per alleviare i sintomi. Rivolgetevi al vostro medico per ricevere una diagnosi corretta e indicazioni per il migliore trattamento per le vostre esigenze.
Per gli occhi secchi il medico vi potrà prescrivere lacrime artificiali e colliri.

Per alleviare il fastidio della Xerostomia può essere utile intervenire sullo stile di vita. Per esempio, il fumo contribuisce a irritare e seccare le mucose orali; smettere di fumare è sicuramente importante per preservare il benessere della bocca (e di tutto l’organismo).

Bere molto può dare sollievo alla sete costante e alla sensazione di secchezza causate dalla sindrome di Sjogren. Attenzione a prediligere bevande non zuccherine o acide (come molte bevande gasate), che potrebbero danneggiare i denti e rendere la bocca più soggetta a infezioni fungine; da evitare alcol e caffè, che possono peggiorare la secchezza delle fauci.

Quando possibile sarebbe bene cercare di respirare dal naso e non dalla bocca. Il naso chiuso a causa di raffreddore o allergia può costringerci a respirare dalla bocca, e il flusso d’aria non fa che peggiorare la secchezza delle mucose. In questo caso provate a utilizzare uno spray salino per liberare il naso e ripristinare la corretta respirazione.

Abbiamo visto come la sindrome di Sjogren renda fondamentale mantenere una corretta igiene orale. Per non incorrere in un aumento del rischio di carie e gengiviti ricordatevi di lavare i denti dopo ogni pasto, senza trascurare l’uso del filo interdentale e le periodiche visite dal vostro dentista. Aggiungete alla vostra routine collutori o spray antibatterici per completare il trattamento. Questi espedienti contribuiscono a mantenere un pH neutro, e quindi una bocca più sana.

La scarsa produzione di saliva, come abbiamo detto, è uno dei principali sintomi della malattia, e ripristinarne la funzionalità è un passo importante per combattere la secchezza orale. Stimolare la produzione di saliva è possibile, utilizzando caramelle o gomme da masticare senza zucchero per non peggiorare il rischio di carie. Quando questo non sia possibile o sufficiente, vi consigliamo di utilizzare dei sostituti salivari: svolgendo il ruolo di “saliva artificiale”, questi prodotti sono più efficaci dell’acqua nel ripristinare la corretta idratazione delle mucose grazie alla presenza, tra i loro componenti, di molecole che favoriscono una lubrificazione di più lunga durata.

In quest’ottica Cariex® può essere di grande aiuto: questo spray dentale, infatti, è progettato per aderire alle mucose e arrecare immediato sollievo dal fastidio della secchezza delle fauci. Grazie al bicarbonato presente nella sua formulazione, Cariex® aiuta a ripristinare il pH della bocca limitando l’insorgenza di carie; lo xilitolo svolge invece una funzione antibatterica e antinfiammatoria. L’acido ialuronico, infine, migliora l’idratazione delle mucose e ne favorisce la guarigione.

Utilizzare Cariex® dopo ogni pasto permette di abbattere istantaneamente l’acidità della bocca. Svolgendo un ruolo di sostituto salivare, inoltre, Cariex® contribuisce a ripristinare il pH neutro del cavo orale, rendendo così la nostra bocca più sana e forte contro le infezioni.

Secchezza della bocca: sintomi e rimedi

Secchezza della bocca: sintomi e rimedi

Si parla di secchezza della bocca quando viene prodotta meno saliva del solito. La secchezza orale, molto diffusa nelle persone anziane, soprattutto nelle donne, colpisce un quarto della popolazione e può provocare difficoltà nel parlare, alterare il gusto degli alimenti, rendere difficile la deglutizione, comportare alito cattivo, un aumento delle carie ed una maggior predisposizione all’insorgenza delle infezioni della bocca.

La secchezza orale, detta anche xerostomia, può andare da una lieve riduzione della produzione di saliva, come disturbo temporaneo dovuto principalmente a situazioni di stress o nervosismo, sino a situazioni più complesse di compromissione della salute orale che riguarda sia i denti che le gengive.

La secchezza della bocca rappresenta solamente il sintomo di una serie di malattie che, a vario titolo, coinvolgono le ghiandole salivari con alterazioni della loro capacità di produrre saliva. Nonostante non sia ancora stata stabilita una relazione tra la riduzione del saliva e l’età, c’è però un evidente legame tra terapie farmacologiche e la mancanza del flusso salivare negli anziani.

Diverse patologie inoltre, come la Sindrome di Sjögren, il diabete, l’artrite reumatoide, sono associate alla xerostomia, così come è osservabile indurre la secchezza della bocca nelle persone sottoposte a trattamenti di chemioterapia e radioterapia. In particolare la radioterapia nella regione testa-collo può alterare in modo temporaneo o permanente la funzionalità delle ghiandole salivari alterando la produzione di saliva, facendola diventare più scarsa e densa.

Anche alcuni farmaci utilizzati nel contesto della terapia oncologica possono provocare la secchezza della bocca come ad esempio i farmaci per il trattamento della nausea, alcuni per il trattamento del dolore e diversi psicofarmaci.

Secchezza orale: un valido rimedio

In caso di secchezza della bocca Cariex® a base di bicarbonato, acido ialuronico e xilitolo, può essere un valido aiuto per garantire un ottimo controllo del pH del cavo orale, e una buona lubrificazione delle mucose dando un’immediata sensazione di sollievo.

Cariex® può quindi essere utilizzato ripetutamente nell’arco della giornata e durante la notte, applicando lo spray sulle mucose orali, senza alcuna controindicazione o effetto collaterale. Cariex® è inoltre in grado di prevenire problemi di micosi (candidosi), alitosi e, grazie al controllo dell’acidità, prevenire la proliferazione di carie, tipicamente osservabile in coloro che soffrono di riduzione del flusso salivare.

Cariex® è un valido sostituto della saliva. E’ facile da usare: bastano solo tre spruzzi quando si ha la sensazione di secchezza e dopo ogni pasto.

Rimedi naturali contro la secchezza delle fauci

Rimedi naturali contro la secchezza delle fauci

La xerostomia, o bocca secca, è la condizione in cui le ghiandole salivari non producono abbastanza saliva per mantenere il cavo orale correttamente idratato.

Che cos’è la xerostomia o “bocca secca”

Questo disturbo si presenta con una varietà di sintomi fastidiosi. Come il nome stesso suggerisce, la bocca secca si manifesta con una sgradevole sensazione di secchezza delle fauci. La mancanza della giusta lubrificazione potrebbe rendere la deglutizione difficile; lingua e mucose sono asciutte, e a volte anche le labbra possono risultare secche e screpolate. La saliva svolge anche un ruolo importante nella percezione del gusto: in caso di xerostomia non è raro percepire i sapori in maniera ridotta o alterata.
 
Ma la saliva è molto più che un semplice lubrificante: in mancanza della sua attività antibatterica, dovuta alla sua composizione unica, e alla sua capacità di tamponare il pH della bocca, possiamo infatti andare incontro a un’acidificazione dell’ambiente orale. Questo può andare a incidere negativamente tanto sui tessuti duri, quindi i denti, che su quelli molli, ovvero gengive e mucose.
 
In presenza di un pH acido, infatti, i denti si demineralizzano, indebolendosi e diventando sensibili al freddo, al caldo e all’attacco di microorganismi.
 
Le mucose, invece, soffrono l’acidità del cavo orale poiché questa situazione favorisce la proliferazione di microorganismi. Il primo effetto di questa crescita sproporzionata è l’alito cattivo, ma non è l’unico: senza un’adeguata produzione di saliva è molto più facile andare incontro a carie e infiammazioni di gengive e mucose, fino ad arrivare a micosi come la candida orale. Viceversa, un cavo orale neutro è un cavo orale sano, dove i microorganismi hanno difficoltà a crescere.

Le cause

Le cause della secchezza delle fauci sono molte, ma sempre riconducibili a un’insufficiente attività delle ghiandole salivari.

La causa più frequente e intuitiva è la disidratazione. Se non state bevendo abbastanza, oppure se eccedete nel consumo di caffè (che ha un effetto diuretico) o ancora se state facendo attività fisica intensa per un periodo prolungato, potreste aver bisogno di assumere più liquidi per ripristinare il giusto tasso di idratazione.

La xerostomia si può presentare come sintomi secondario di numerose malattie, dal diabete alla leucemia fino all’AIDS e alla sindrome di Sjogren.
Alcuni farmaci, inoltre, hanno tra gli effetti collaterali proprio la bocca secca: ad esempio alcuni chemioterapici, specialmente se mirati alla terapia di tumori della testa e del collo, possono danneggiare o distruggere le ghiandole salivari. Anche farmaci di uso più comune, come alcuni antistaminici o antinfiammatori, possono seccare le mucose del cavo orale; in questo caso, solitamente la condizione si risolve alla conclusione della terapia.

Un’alimentazione non corretta può andare a intaccare la lubrificazione della bocca. Nello specifico, alcune persone sperimentano la xerostomia come effetto di una carenza vitaminica: anche in presenza di una corretta funzionalità delle ghiandole salivari, le mucose possono comunque sembrare secche e irritate.

Rimedi naturali per combattere la secchezza delle fauci

La xerostomia può essere molto fastidiosa. Se il problema arriva a danneggiare la vostra qualità di vita, non esitate a consultare il vostro medico. Non trascurate questa condizione, tuttavia: non vorrete certo mettere in pericolo la salute della vostra bocca e dei vostri denti!
Con alcuni accorgimenti è comunque possibile migliorare la situazione: a volte è sufficiente rivedere le nostre abitudini di tutti i giorni per trovare sollievo, e ci sono numerosi rimedi naturali a vostra disposizione.

  • Il primo è… bere di più! L’acqua è la migliore alleata per combattere la disidratazione che così spesso è alla radice della bocca secca. Portare sempre con sé una bottiglietta di acqua e ricordare di sorseggiarla durante la giornata aiuta a trasformare il gesto di bere in una sana abitudine. Evitate però di esagerare con le bevande zuccherate, gasate o molto acide (bibite o succo d’arancia): lo zucchero “nutre” i batteri della nostra bocca, e la componente acida peggiora la sensazione di secchezza. Se la saliva non è prodotta in quantità tali da bilanciare il pH della bocca e da contrastare i microorganismi, è sempre meglio scegliere acqua naturale.
  • La dieta può contribuire a ridurre il disagio causato dalla xerostomia. Non trascurate l’assunzione delle giuste dosi di frutta e verdura durante i pasti quotidiani, sia per integrare la quantità di liquidi assunti che per assumere le vitamine di cui tutto il nostro organismo, cavo orale incluso, ha bisogno. In particolar modo la vitamina C è molto utile nell’aiutare a riparare i danni causati dall’eccessiva secchezza delle mucose. Le vitamine del gruppo B, invece, sono in prima linea per rafforzare il sistema immunitario e contribuire a combattere i microorganismi che potrebbero proliferare in bocca.
  • Alcune spezie, oltre a rendere i cibi più appetitosi, stimolano la salivazione. Per esempio il pepe di cayenna, spolverato sui cibi o direttamente sulla lingua, può dare uno sprint alle ghiandole salivari.
  • I semi di finocchio, ricchi di flavonoidi, e il cardamomo, invece, oltre a favorire la lubrificazione del cavo orale contribuiscono a combattere l’alito cattivo. Potete provare ad aggiungerli ai vostri piatti, oppure a masticarli tra un pasto e l’altro, o ancora metterli in infusione per preparare una tisana da sorseggiare… aggiungendo così i vantaggi di un aumento nell’assunzione di liquidi!
  • Al bando, poi, le cattive abitudini: il fumo e il consumo di bevande alcoliche sono tra i primi responsabili della secchezza del cavo orale.
  • Un sollievo immediato può infine arrivare da sciacqui, da effettuare rigorosamente con collutori privi di alcol, o dall’utilizzo di prodotti in grado di riparare le mucose, combattere l’acidità della bocca e rinfrescare la bocca colpita da xerostomia.

In particolar modo Cariex®, grazie alla sua composizione simile a quella della saliva, alla presenza soprattutto di bicarbonato dal grande potere tampone, e alla rapidità di azione, è un valido alleato per idratare il cavo orale, alleviando subito il fastidio dato dalla xerostomia, e per ripristinare subito il pH della bocca. In questo modo, oltre al sollievo istantaneo, possiamo andare a combattere anche i danni a medio e lungo termine causati dall’acidità orale legata alla xerostomia.

Secchezza delle Fauci: cause e rimedi

Secchezza delle Fauci: cause e rimedi

Quando le ghiandole salivari non funzionano a dovere, può accadere che producano troppa poca saliva per mantenere la bocca correttamente idratata. Se questa condizione si presenta, allora ci troviamo di fronte a un fastidioso disturbo noto come Xerostomia, o secchezza delle fauci.

Le cause possono essere svariate, dall’assunzione di determinati farmaci a problematiche legate direttamente alle ghiandole salivari fino ad alcune malattie.

Non è un disturbo da sottovalutare, e non solo perché può essere fastidioso e rendere difficili attività quotidiane come parlare o mangiare. La saliva, infatti, ha un ruolo fondamentale nel mantenere in salute la nostra bocca, limitando la proliferazione dei batteri, rimuovendo i residui di cibo che lo spazzolino può aver lasciato indietro e neutralizzando gli acidi prodotti dai batteri. Tutto questo contribuisce a stabilizzare il pH della bocca e a salvaguardare la salute di denti e gengive. Se la saliva scarseggia, tutto il cavo orale ne può risentire.

La Xerostomia può impattare in maniera più o meno seria il nostro benessere. Nei casi più lievi è un semplice fastidio, per quanto sgradevole; se trascurata, o se di intensità importante, può andare a influire non solo sulla salute della bocca, ma su quella di tutto l’organismo, riducendo l’appetito e la capacità di masticare.

Secchezza delle Fauci: i sintomi

I sintomi della secchezza delle fauci sono numerosi ma piuttosto facili da riconoscere. Possono presentarsi in maniera costante oppure a intermittenza, e alcuni possono essere più persistenti degli altri.

Tra i segni più frequenti della bocca secca abbiamo, come dice il nome stesso, la sensazione di secchezza e di scarsa lubrificazione del cavo orale. La saliva, che viene prodotta in quantità non sufficienti, può apparire troppo densa o appiccicosa.

Potrebbero comparire anche difficoltà a masticare e deglutire, voce roca e sensazione di secchezza anche a livello della gola. Poiché la saliva ricopre anche una funzione importante nel favorire la percezione dei sapori, la secchezza delle fauci, e in particolare della lingua, può portare a un’alterazione del senso del gusto.

L’eccessiva proliferazione batterica dovuta alla scarsità di saliva può infine tradursi in alitosi, cioè alito cattivo.

Il disturbo è più diffuso tra le donne, che tendono a produrre fisiologicamente meno saliva rispetto agli uomini e che durante la menopausa potrebbero notare un aggravarsi della situazione.

Se i sintomi elencati sono persistenti, oppure se notate un peggioramento, consultate il vostro medico.

Le cause della Secchezza delle Fauci

La secchezza delle fauci è causata da un funzionamento insufficiente delle ghiandole salivari. Questo può dipendere da tanti fattori diversi.

Innanzitutto, una diminuzione nella produzione di saliva è da considerarsi fisiologico con il passare dell’età. Nelle donne, la menopausa e i relativi cambiamenti ormonali possono influenzare la corretta secrezione di saliva, ma anche negli uomini è frequente assistere a Xerostomia in età avanzata.

Svariati farmaci hanno, tra i loro effetti collaterali, la secchezza delle fauci. Alcuni sono di uso comune, come gli antidolorifici, gli antistaminici e i decongestionanti. I farmaci chemioterapici possono causare Xerostomia; solitamente si tratta di una condizione transitoria, che si risolve spontaneamente con la conclusione della terapia.

Alcune malattie, come il morbo di Alzheimer, l’artrite, il diabete e la candida orale possono rappresentare ulteriori cause di secchezza delle fauci; infine, il fumo e il consumo di alcol possono contribuire alla sensazione di bocca secca.

I migliori rimedi alla Secchezza delle Fauci

Mantenere una corretta idratazione è un primo consiglio utile per evitare che la nostra bocca si secchi. Bere molta acqua, evitando invece bibite gassate e zuccherine, è una buona abitudine da non trascurare mai. Sempre per questo scopo, è consigliato mantenere il giusto livello di umidità negli ambienti che si frequentano, e cercare di respirare dal naso invece che dalla bocca.

Limitare il consumo di alcol e tabacco, o meglio ancora eliminarli del tutto, può essere d’aiuto. Anche la caffeina, che può causare disidratazione delle mucose, andrebbe ridotta.

Alcuni cibi, come succo di limone e zenzero, hanno la proprietà di stimolare la secrezione di saliva. Possono quindi essere consumati per spronare le ghiandole salivari a produrre una maggior quantità di saliva.

Se ormai la secchezza delle fauci è insorta, è comunque possibile intervenire per alleviare il fastidio. L’impiego di collutori senz’alcol può contribuire a mantenere il cavo orale pulito senza aggredire le mucose.

I sostituti salivari contenenti xilitolo possono dare sollievo, aiutando le mucose a idratarsi quando le ghiandole salivari non funzionano a dovere.

Cariex® è un valido alleato per ripristinare la giusta idratazione del cavo orale qualora la secchezza delle fauci si sia già sviluppata e riequilibrare il pH. La sua composizione a base di bicarbonato e xilitolo e di altri ingredienti naturali, come l’acido ialuronico, naturalmente presente nelle nostre cellule. Questo, insieme alla formulazione in spray e alla consistenza studiata per aderire alle mucose, è l’ideale per idratare la bocca secca, aiutando a mantenerla in salute e limitando l’insorgere di carie e disturbi alle gengive.