Home » Erosione dentale nei nuotatori: fattori di rischio, screening e prevenzione

Nei pazienti che praticano nuoto a livello agonistico, l’anamnesi sportiva può fornire informazioni importanti anche per la valutazione odontoiatrica.

La letteratura ha infatti evidenziato una maggiore prevalenza di erosive tooth wear nei nuotatori competitivi, soprattutto in presenza di esposizioni prolungate, alterazioni del pH dell’acqua e altri fattori concomitanti come consumo frequente di bevande acide.

Per odontoiatri e igienisti dentali, riconoscere precocemente i segni di erosione e indagare correttamente le abitudini del paziente permette di intervenire prima che la perdita di tessuto dentale diventi clinicamente significativa.

Erosione dentale: un processo chimico-meccanico

L’erosive tooth wear è definita come una perdita cumulativa di tessuto dentale duro determinata da processi chimici non batterici associati a fenomeni meccanici.

È quindi importante distinguerla dalla carie.

Nella carie l’acidificazione è prodotta dal metabolismo dei carboidrati fermentabili da parte dei microrganismi del biofilm. Nell’erosione, invece, l’acido proviene direttamente da fonti estrinseche o intrinseche.

Tra i fattori estrinseci rientrano alimenti e bevande acide e alcune esposizioni ambientali; tra quelli intrinseci, soprattutto reflusso gastroesofageo e vomito ricorrente.

Nel nuotatore l’esposizione all’acqua della piscina rappresenta quindi uno dei possibili fattori da indagare, ma raramente dovrebbe essere considerata isolatamente.

Nuoto agonistico ed erosione: cosa mostrano gli studi?

Le percentuali riportate negli studi sono molto variabili, anche per differenze di popolazione, condizioni delle piscine e criteri diagnostici.

Uno studio cross-sectional del 2023 condotto su 180 atleti, 90 nuotatori competitivi e 90 canottieri, ha rilevato erosive tooth wear nel 60% dei nuotatori contro il 25,6% dei controlli. I nuotatori presentavano anche punteggi BEWE più elevati.

In uno studio su 56 nuotatori agonisti indiani, erosione dentale e ipersensibilità dentinale sono state riscontrate rispettivamente nel 48,2% e nel 69,6% dei partecipanti. La prevalenza dell’erosione aumentava con gli anni di attività e con il tempo trascorso in piscina.

Questi dati non dimostrano che il nuoto provochi automaticamente erosione, ma suggeriscono che l’esposizione intensiva debba essere considerata nell’anamnesi del paziente sportivo.

Non è semplicemente “colpa del cloro”

Uno dei messaggi più importanti nel counseling è evitare la semplificazione:

cloro = erosione dentale.

Il cloro è necessario per la disinfezione della piscina. Il problema emerge soprattutto quando la gestione chimica dell’acqua determina condizioni eccessivamente acide.

Uno studio storico su una piscina con sistema di clorazione a gas rilevò un pH dell’acqua pari a 2,7, dovuto a un controllo inadeguato dell’impianto. I membri della squadra di nuoto presentavano una frequenza nettamente superiore di segni compatibili con erosione rispetto ai non nuotatori.

Studi più recenti confermano che il fenomeno deve essere interpretato considerando pH dell’acqua, durata dell’esposizione e caratteristiche individuali.

Nello studio del 2023, per esempio, durante i giorni di monitoraggio il pH della piscina arrivò fino a 3,24; gli autori hanno indicato questa riduzione come possibile fattore associato all’elevata prevalenza di erosione osservata.

Il professionista dovrebbe quindi evitare di attribuire automaticamente il problema alla semplice presenza di cloro e parlare piuttosto di qualità e gestione dell’acqua della piscina.

Anamnesi: quali domande fare al nuotatore?

In presenza di segni compatibili con erosive tooth wear, alcune domande possono aiutare a ricostruire l’esposizione:

  • quante ore alla settimana trascorre in piscina?
  • da quanti anni pratica nuoto agonistico?
  • si allena sempre nello stesso impianto?
  • utilizza sport drink, energy drink o bevande isotoniche?
  • con quale frequenza vengono consumate durante l’allenamento?
  • presenta reflusso, rigurgito o vomito ricorrente?
  • riferisce bocca secca durante o dopo l’attività sportiva?
  • ha notato aumento della sensibilità dentinale?
  • segue altri sport o attività che possono comportare esposizioni acide?

Questa anamnesi permette di evitare un errore frequente: attribuire ogni lesione erosiva del nuotatore alla piscina quando possono essere presenti più fattori contemporaneamente.

Sport drink: quanto pesano realmente?

Il consumo di sport drink merita attenzione perché molte formulazioni presentano caratteristiche potenzialmente erosive.

Tuttavia, una systematic review del 2025 ha concluso che le evidenze disponibili non permettono di attribuire agli sport drink, considerati isolatamente, un’associazione consistente con l’erosione negli atleti.

Solo uno degli studi inclusi rilevava un aumento significativo del rischio nei nuotatori che consumavano queste bevande. Gli autori sottolineano quindi la necessità di valutare insieme dieta, frequenza di consumo, salute orale, saliva e altre esposizioni.

Per il professionista questo significa evitare divieti generici e concentrarsi piuttosto su frequenza, modalità e durata dell’esposizione.

Saliva e attività sportiva

La saliva svolge un ruolo centrale nella protezione delle superfici dentali grazie alla clearance, alla capacità tampone e alla presenza di calcio e fosfato.

L’attività sportiva intensa può però modificare alcuni parametri salivari.

Nello studio del 2023 il flusso salivare stimolato si riduceva significativamente dopo l’allenamento sia nei nuotatori sia nei controlli; nei nuotatori il pH salivare aumentava, dimostrando quanto sia poco corretto descrivere il fenomeno semplicemente come “lo sport rende la saliva acida”.

Altri studi sui giovani nuotatori hanno osservato modificazioni del microbiota e di alcuni parametri immunologici salivari dopo l’allenamento.

Il quadro è quindi complesso e dipende anche da intensità dell’esercizio, idratazione e caratteristiche individuali.

Screening dell’erosive tooth wear

L’erosione può progredire lentamente e nelle prime fasi essere poco evidente al paziente.

Per questo lo screening sistematico rappresenta uno degli strumenti più importanti nella gestione preventiva.

Il Basic Erosive Wear Examination – BEWE è stato sviluppato come metodo semplice per registrare l’erosive tooth wear nella pratica clinica. Per ogni sestante viene registrata la superficie maggiormente interessata e il punteggio complessivo consente di orientare valutazione del rischio e management.

Nel 2026 è stata proposta una revisione, BEWE 2.0, che introduce un ulteriore livello per le forme più severe e chiarisce la distinzione tra i punteggi iniziali, con l’obiettivo di ridurre alcuni limiti del sistema originale.

Nel nuotatore agonista il monitoraggio nel tempo è particolarmente utile: fotografie cliniche, registrazioni periodiche e confronto dei punteggi possono aiutare a distinguere una condizione stabile da una perdita di tessuto in progressione.

Quali segni cercare?

Tra i segni clinici che meritano attenzione:

  • perdita della normale morfologia superficiale;
  • superfici lisce e lucide;
  • concavità e “cupping”;
  • assottigliamento dello smalto;
  • aumento della traslucenza incisale;
  • esposizione dentinale;
  • alterazioni del profilo dei restauri rispetto ai tessuti circostanti;
  • ipersensibilità dentinale.

L’ipersensibilità può rappresentare uno dei motivi che porta il paziente a richiedere una valutazione, ma l’assenza di dolore non esclude un processo erosivo.

Counseling e prevenzione

Una volta individuato il rischio, il primo obiettivo dovrebbe essere identificare e ridurre i fattori eziologici, non semplicemente trattare le conseguenze.

Il counseling può includere:

  • corretta idratazione durante l’attività sportiva;
  • acqua come principale bevanda per l’idratazione ordinaria;
  • riduzione della frequenza di esposizione a bevande acide;
  • igiene orale con prodotti appropriati;
  • tecniche di spazzolamento non traumatiche;
  • valutazione di reflusso o altre fonti intrinseche di acidi;
  • monitoraggio clinico dell’erosione.

Il consensus report della European Federation of Conservative Dentistry raccomanda proprio screening precoce, identificazione dei fattori eziologici e strategie preventive prima di considerare interventi restaurativi.

Dove può inserirsi Cariex®?

Cariex® è uno spray orale mucoadesivo a base di bicarbonato di sodio, xilitolo e acido ialuronico, studiato per supportare il riequilibrio del pH orale.

In uno studio condotto su 50 adulti sani, dopo uno sciacquo con glucosio l’utilizzo dello spray ha ridotto significativamente il tempo durante il quale il pH salivare rimaneva inferiore a 6, con una progressiva risalita nei 40 minuti di osservazione.

Nel paziente nuotatore Cariex® può essere inserito nel counseling domiciliare come supporto al riequilibrio del pH orale, per esempio dopo l’allenamento, dopo pasti o bevande e nei momenti in cui non è possibile procedere immediatamente alla normale igiene orale.

La valutazione professionale rimane centrale: Cariex® si inserisce all’interno di una strategia che comprende individuazione delle esposizioni acide, igiene orale, alimentazione, idratazione e monitoraggio dell’erosive tooth wear.

Il ruolo dell’igienista dentale

Nel nuotatore agonista, odontoiatra e igienista dentale hanno l’opportunità di intercettare una condizione spesso sottovalutata dal paziente fino alla comparsa di sensibilità o modificazioni estetiche evidenti.

Integrare nell’anamnesi domande sull’attività sportiva, osservare sistematicamente i segni di erosive tooth wear e monitorarne l’evoluzione consente di spostare l’intervento dalla gestione del danno alla prevenzione della sua progressione.

Per il paziente può essere utile anche leggere il nostro articolo di approfondimento dedicato a nuoto, piscina ed erosione dentale, con indicazioni pratiche per la routine quotidiana.

Bibliografia

1. Abdelrahman HH, Ammar N, Hassan MG, et al. “Erosive tooth wear and salivary parameters among competitive swimmers and non-swimmers in Egypt: a cross-sectional study.” Clin Oral Investig. 2023;27:7777–7785. PMID: 37924355.

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